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Trance Well

Presentata al Museo Civico la pubblicazione “Dance Well the European Journey”. Tutto quello che avreste voluto sapere sul progetto europeo di danza terapeutica e inclusiva Dance Well ma non avete mai osato chiedere

Pubblicato il 30 apr 2025
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Sala Chilesotti del Museo Civico di Bassano.
Dopo il saluto introduttivo dell’assessore comunale alla Cultura Giada Pontarollo prende la parola, in lingua inglese, la “dramaturg” del progetto Dance Well Monica Gillette. Prima di iniziare il suo intervento, però, chiede a tutti coloro che hanno già partecipato ad almeno una classe di Dance Well - praticamente quasi tutta la sala - di alzarsi in piedi. “Chiudete gli occhi, tornate al vostro corpo, immaginate delle sensazioni e portatele alla vostra memoria”, sono le sue indicazioni. Poi aggiunge: “Cercate le memorie dentro questa stanza e descrivete questo momento con le vostre mani.” E così, una giungla di braccia che si alzano, di mani che roteano e di dita che si incrociano rende il momento particolarmente pregno di spiritualismo catartico.
Trance Well.

Foto Alessandro Tich

È questa l’atmosfera, tra il mistico e l’olistico, che si diffonde nell’aere all’incontro di presentazione ufficiale, in occasione della Giornata mondiale della danza, di “Dance Well the European Journey”, la pubblicazione finale del progetto europeo Dance Well, sostenuto dal programma Creative Europe dell’Unione Europea.
Salto tutti i preliminari perché l’incontro di oggi è già stato annunciato da un articolo di Laura Vicenzi, con tutti i particolari del caso, nel canale “Cultura” di Bassanonet e in questa sede, pertanto, mi concentrerò in breve sui principali contenuti della pubblicazione.
Ricordo comunque anch’io che Dance Well è una pratica artistica che promuove la danza contemporanea negli spazi artistici, nei parchi e in altri luoghi pubblici e si rivolge principalmente, ma non esclusivamente, alle persone con Parkinson.
Promosso dalla città di Bassano del Grappa fin dal 2013, attraverso il CSC / Centro per la Scena Contemporanea, nell’ultimo triennio 2022 - 2025 è diventato anche un progetto europeo che supporta lo sviluppo professionale di danzatori e organizzazioni di danza che coinvolgono le persone con il Parkinson o altri disturbi del movimento, ampliando le loro abilità, competenze e conoscenze per costruire una vera e propria comunità di partecipanti al progetto e contribuire in questo modo al benessere e alla coesione sociale.
In altre parole, come afferma in sala Chilesotti ancora Monica Gillette, è una slow revolution.

“Dance Well the European Journey” è una pubblicazione digitale in lingua inglese che raccoglie tre anni di ricerca e di analisi su numerosi aspetti del progetto, presentandone i “fondamentali” in relazione ai sistemi di assistenza sanitaria dei Paesi europei coinvolti.
Gli elementi chiave della benefica pratica di movimento corporeo, che “crea opportunità per le persone di sperimentare la danza come una parte vitale della vita quotidiana”, promuovendo “la pratica della danza all’interno della società” e favorendo “ambienti inclusivi dove ciascuno può esplorare la danza assieme agli altri”, vengono spiegati nelle pagine iniziali del corposo studio, curate proprio da Monica Gillette.
Una progettualità in cui si inseriscono anche le collaborazioni con il mondo della scienza ed in particolare con neurologi e altri specialisti medici in ambito europeo.
Il tutto con lo scopo di sviluppare Dance Well come “ecosistema” in grado di costruire relazioni a più livelli all’interno delle comunità coinvolte.
La parte di pubblicazione affidata a Sara Houston affronta il tema delle “soft skills”, ovvero delle competenze trasversali, e della “embodied agency”, che potrei liberamente tradurre con “padronanza del corpo nel movimento”, nel contesto di Dance Well.
Greta Pieropan approfondisce invece l’argomento dei risvolti sociali e di “incontro tra generazioni” della pratica di danza.
“Dance Well un viaggio di cambiamento” è invece il titolo del consistente saggio curato dalla ricercatrice di Fondazione Fitzcarraldo Luisella Carnelli, in collaborazione con la collega Sara Marconi, riguardante l’impatto del progetto e delle classi di danza nei cinque Paesi europei interessati (Italia, Repubblica Ceca, Francia, Germania e Lituania) relativamente ai partecipanti, agli insegnanti, ai professionisti, agli artisti, ai coreografi e alle organizzazioni per evidenziare “le molte dimensioni del benessere in Dance Well”.
Infine, la altrettanto consistente parte conclusiva della pubblicazione, “Posizionare la danza all’interno dei sistemi di assistenza sanitaria” - a cura della ricercatrice Ilaria Foroni e del prof. Fabrizio Panozzo di Università Ca’ Foscari/Aiku (centro di ricerca di Ca’ Foscari dedicato all’interazione tra cultura, processi creativi e imprenditorialità) - tratta i plurimi aspetti del rapporto tra “danza, salute e benessere” e della “danza come terapia” nello scenario socio-sanitario e in relazione ai protocolli sanitari dei cinque Paesi europei del progetto.
Tutti contenuti che alla presentazione di Bassano del Grappa - la prima, di un tour europeo nelle città partner - vengono anticipati dai relatori convenuti, già citati in questo articolo: la “dramaturg” Monica Gillette, le ricercatrici di Fondazione Fitzcarraldo Luisella Carnelli e Sara Marconi, la ricercatrice Ilaria Foroni e il prof. Fabrizio Panozzo di Ca’ Foscari.
Un malloppo di 119 pagine che racchiude tutto quello che avreste voluto sapere su Dance Well ma non avete mai osato chiedere.

Ma non può esserci un incontro su questo argomento senza che dalla teoria si passi poi alla pratica.
E a mezzogiorno, terminata la presentazione in sala Chilesotti, il popolo dei Dance Well Dancers si trasferisce nel Chiosco alias Chiostro del Museo Civico per una classe di danza collettiva, che si traduce in un secondo momento di catarsi psicofisica in modalità Trance Well.
Scatto una foto mentre i danzatori di tutte le età, in preda a una gioiosa estasi, seguono coi movimenti del corpo e il rapimento dello spirito la musica e le parole della celebre canzone cubana “Hasta Siempre”, quella del “Comandante Che Guevara”.
Del resto, come ho già riportato prima, il progetto europeo Dance Well è stato definito una slow revolution: Che Guevara ci sta.

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