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Si fa presto a dire: ama il prossimo tuo come te stesso. Soprattutto se veniamo travolti da uno tsunami improvviso qual è stata la pandemia da Covid-19, che ha costretto ciascuno di noi a pensare prima al proprio “io”, generando un istinto di sopravvivenza che ha sconvolto le priorità esistenziali e rivoluzionato le relazioni sociali.
Ma cosa resta di questa violenta esperienza collettiva e soprattutto come si evidenzia o meno la capacità di ripresa della popolazione dopo il lockdown che l'ha messa knockdown?
In altre parole: in che misura quell'“Andrà tutto bene” che nei mesi di quarantena ha ricoperto i balconi e le finestre delle case corrisponde a un'effettiva reazione positiva del tessuto sociale e dei singoli individui alle dure sfide dei nuovi tempi del virus?
La conferenza stampa nella sede di Fondazione Banca Popolare di Marostica - Volksbank al Palazzo del Doglione a Marostica (foto Alessandro Tich)
Sono le domande di fondo a cui ha voluto dare risposta “Proximitas”: una ricerca promossa da Fondazione Banca Popolare di Marostica - Volksbank e affidata a Zenith Aps, Associazione di Promozione Sociale per la diffusione del benessere psico-sociale con sede a Bassano del Grappa. Lo scopo dell'indagine è stato quello di presentare un quadro oggettivo delle reazioni, paure, attese e capacità di ripartenza dopo l'emergenza sanitaria della cittadinanza residente nel territorio dell'Ulss 7 Pedemontana, Distretti 1 e 2, da Bassano a Schio.
Nella fattispecie, l'analisi ha inteso verificare le risposte “prosociali” (e cioè a favore della società e della promozione della solidarietà) alla pandemia, nonché le strategie collettive e personali di “coping” (e cioè di adattamento alla situazione di crisi) nel nostro territorio.
Ma anche la misurazione della percezione della vicinanza e dell'efficienza delle istituzioni e del Terzo Settore nel corso dell'emergenza e infine il monitoraggio delle strategie di risposta economica alla crisi pandemica e le interazioni con le istituzioni economico-finanziarie.
Il tutto compreso in un corposo e articolato studio di 120 pagine, presentato in sintesi in conferenza stampa nella sede di Fondazione Banca Popolare di Marostica - Volskbank con l'intervento per Fondazione BPMV del presidente Roberto Xausa, del vicepresidente Giandomenico Cortese e del consigliere Paolo Sartori e per Zenith Aps del presidente Brian Vanzo - che ha guidato l'equipe di psicologi, psicoterapisti e sociologi che hanno elaborato la ricerca -, della vicepresidente Alice Bernardi e del ricercatore Umberto Battaglia.
La commissione a Zenith della ricerca psico-sociale, come spiega il presidente Roberto Xausa, è solo l'ultimo di una serie di interventi messi in atto da Fondazione BPMV a sostegno del territorio nell'emergenza-Covid, iniziati ancora alle prime fasi della pandemia con un contributo agli ospedali di Bassano e di Santorso. “In questa società di protagonisti insensibili e odiatori, l'idea della “Proximitas” è un virus che abbiamo colto ancora prima della pandemia - afferma il vicepresidente Giandomenico Cortese -. Vogliamo promuovere una cultura sussidiaria, per diffondere insieme conoscenza e responsabilità.” “Lo studio - aggiunge Cortese - è una fotografia sul campo della realtà che abbiamo vissuto tutti, per trovare gli elementi per ripartire e capire come abbiamo voluto e potuto reagire.”
“Il valore di questa indagine è quello di poter fare memoria - dichiara il prof. Brian Vanzo -. I dati sono disponibili per nuove ricerche e grazie alla Fondazione abbiamo potuto operare in uno stile di apertura alle esigenze sociali e di grande professionalità.”
L’indagine “Proximitas” è stata avviata il 3 giugno 2020 mediante l’utilizzo di tre canali comunicativi: telefonate, questionario on line e interviste di persona. I soggetti intervistati sono stati complessivamente 473 di cui 287 femmine e 186 maschi di età compresa tra 19 e 84 anni, residenti nel territorio dell’Ulss 7. Nello specifico, hanno aderito 379 persone di età compresa tra 19 e 64 anni, 31 tra 65 e 74 anni e 45 con più di 75 anni.
A illustrare i criteri della ricerca è il dott. Umberto Battaglia, ricercatore del Laboratorio di Psicologia Evoluzionistica dell'Università di Padova. L'analisi è stata condotta sulla base di un questionario somministrato alla popolazione e suddiviso in sette distinte tematiche.
Gli intervistati sono stati anche sottoposti a due test (il primo sulle strategie di adattamento e il secondo sulla percezione del rischio della pandemia da Covid-19) mutuati da uno studio condotto sulla popolazione tedesca nel corrente anno 2020 dal prof. Lars Gerhold della Libera Università di Berlino e adattati al contesto italiano.
Dai dati del report emerge che la maggior parte del campione (57,7%) non ha messo in atto azioni “prosociali,” mentre il restante 42,3% ha praticato delle attività di vicinanza al prossimo (donazioni, volontariato). La popolazione sembra però aver messo in atto diverse azioni per contribuire al rallentamento della diffusione del virus, attenendosi in maniera significativa alle informazioni e alle indicazioni ufficiali.
Gli intervistati riportano di non aver interrotto le relazioni con i familiari ma anzi di averne aumentato la frequenza nel 46,7% dei casi. Ciò sembra procedere di pari passo con l’incremento della qualità, infatti il 31,1% dei soggetti definiscono “migliorate” queste ultime. Anche i rapporti con gli amici nel periodo del lockdown, per quanto a distanza, sono sostanzialmente migliorati (69,1%). “Questi dati - commentano gli analisti - ci forniscono degli elementi indicativi della misura in cui le relazioni, in un contesto caratterizzato da incertezza, paura e fatica, siano state decisive.” Sul versante istituzionale il 56,9% del campione ha espresso una percezione positiva sull'operato del governo, sostenendo di averne generalmente rispettato le disposizioni. Esiste però un piccolo zoccolo duro dell'1,3% che dichiara di non essersi mai attenuto alle regole dei decreti governativi.
Promossa a pieni voti la Regione Veneto (92,4% di giudizi positivi sull'operato del governatore Zaia) e buon riscontro anche per i Comuni di residenza, che in materia di interventi per l'emergenza registrano un 76,5% di approvazioni. Emerge anche un generale senso di affidamento agli istituti bancari, anche se purtroppo il 20,9% ha confessato di aver dovuto richiedere aiuti concreti per affrontare la pandemia.
“I risultati - riassume il report - fanno brillare una popolazione capace di affrontare tempi durissimi stringendosi attorno alle relazioni più significative, ma principalmente reagendo con grande senso di responsabilità. In generale abbiamo assistito a un fortissimo rispetto delle regole (specialmente evitando di uscire) e a una grande diligenza verso le richieste dei DPCM e delle Ordinanze Regionali: più dell’84% di nostri concittadini infatti hanno aderito ai comportamenti indicati.”
“L'analisi conferma che noi veneti siamo un popolo pratico, che ha seguito le indicazioni delle istituzioni - commenta in conclusione il prof. Brian Vanzo -. Un altro grande messaggio è che l'isolamento è stato solo un distanziamento fisico, ma i legami sono migliorati. Inoltre non è aumentata la paura dell'estraneo. Siamo nella fibra un popolo solidale.” “Le modalità alternative per stare in relazione con gli altri - gli fa eco la dott.ssa Alice Bernardi - hanno tenuto e hanno aiutato le persone a far fronte alla situazione.”
In definitiva, la ricerca “Proximitas” contiene una messe di informazioni molto utili per le istituzioni pubbliche e per gli operatori del settore che possono usufruire dei dati analitici dello studio per mettere a punto lo sviluppo delle rispettive politiche di prevenzione, ma anche per gestire al meglio sul piano locale eventuali (anche se poco augurabili) nuove emergenze.
A tale scopo Fondazione Banca Popolare di Marostica - Volksbank, assieme a Zenith Aps, presenterà ufficialmente al pubblico la ricerca psico-sociale tra settembre e ottobre, per ricevere ulteriori “feedback” e indicazioni dal territorio.
“La Fondazione ha due mani - conclude il presidente Xausa -. Con una riceve le richieste di assistenza, di contributo e di aiuto. Con l'altra invece promuove iniziative, come questa, che partono da questa sede verso l'esterno.”
Avanti il proximo, dunque: l'emergenza Covid ci ha messo duramente alla prova, ha fatto vacillare molte nostre certezze e ci ha anche sicuramente cambiati. Non a caso il dott. Battaglia inquadra il Covid come “un fenomeno che mette in gioco dinamiche evoluzionistiche”. Ma a quanto pare siamo riusciti comunque, e in buona percentuale, a conservare una confortante dose di umanità.
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