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Bassano: sì alla Bretella Ovest ma con riserva

Cimatti: “Follia cancellare un’opera così essenziale senza che sul piatto vi sia una valida alternativa”. Possibile ritorno al tracciato ad est?

Pubblicato il 31 lug 2010
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Esiste un’alternativa? Esiste una credibile e possibile alternativa alla Bretella Ovest per risolvere l’annoso problema dello sbocco verso sud della viabilità bassanese? È questo il vero tassello mancante, il nodo chiave, nella discussione tra le varie forze politiche che compongono il Consiglio Comunale della città del Grappa, davanti agli sguardi interessati del sindaco di Tezze sul Brenta Valerio Lago e di Fontaniva Marcello Mezzasalma, in riferimento alle osservazioni sul Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Sulla necessità di un collegamento rapido ed efficiente da e per il padovano i pareri delle varie componenti politiche sono pressoché unanimi ed univoche: troppi i disagi sopportati da quanti sono costretti ad usufruire quotidianamente della SS 47, troppe le difficoltà di chi nelle vicinanze di quest’importante arteria ci vive, senza contare le ripercussioni economiche che l’attuale congestionata direttrice ha sulle attività produttive. Ma queste necessità si scontrano fatalmente con la necessità di salvaguardare quello che è rimasto di questa porzione di territorio veneto, vero e proprio patrimonio culturale oltre che indispensabile polmone ecologico, da anni sotto costanti pressioni e spinte edificatorie. Ecco spiegata la forte necessità nel poter valutare un’alternativa condivisa e percorribile alla Bretella Ovest.
Significativo l’intervento dell’ex sindaco Gianpaolo Bizzotto: “Che fine ha fatto il progetto della Bretella Est? Per carità non parliamo assolutamente della Statale del Santo, quella non può nemmeno essere presa in considerazione come soluzione viste le distanze in campo. Per Bretella Est intendo quell’asse stradale che dalla tangenziale di Bassano (altezza Borgo Tocchi ndr), correndo parallelamente alla linea ferroviaria Bassano-Padova, giungeva a Cittadella. I tecnici da me interpellati asseriscono che lì un corridoio per farci passare una strada non esista più (causa un’espansione edilizia puntuale e sparsa sul territorio).Se questo è vero, e sottolineo se, l’unica soluzione possibile è la Bretella Ovest e lì dovemmo concentrare, congiuntamente, tutte le energie per portarla a termine”. La linea del PDL si fonda inoltre sulla volontà di mantenere “un’importante coerenza con il passato e in particolare sulla sofferta decisone di spostare il casello della SPV di Bassano Ovest dall’imbocco con Viale De Gasperi verso Quartiere Pré proprio in funzione Bretella Ovest” e sulla volontà di non perdere ulteriore tempo nel dare una risposta concreta a cittadini e imprese.

Una fase del Consiglio Comunale tenutosi venerdì sera

Alza il tiro Stefano Giunta che nel suo intervento chiama direttamente in causa il comune di Rosà: “Mi chiedo – spiega l’esponente della maggioranza – come, nei decenni passati, sia stato possibile mandare all’aria la previsione ad est visto che il problema più pesante deve sopportarlo proprio la cittadinanza rosatese. La Bretella Est era la soluzione viabilistica più logica e idonea per una direttrice nord-sud nel nostro territorio, ora non si può effettuare una scelta di tracciato solo perchè quello è l'unico corridoio rimasto libero o, meglio, non compromesso. Secondo noi è essenziale ritrovare la capacità dei rappresentanti del territorio di fare scelte concertate e condivise anche facendo un passo indietro rispetto alla soluzione più veloce”.
Mentre Nicola Finco, consigliere leghista di maggioranza in Regione e di minoranza in Comune a Bassano, da sempre favorevole alla Bretella Est, nel suo intervento sottolinea l’importanza della tutela del Parco delle Rogge, anche dalla pressione dei cavatori, indicando che “la tutela del territorio non è affare politico bensì pubblico e prioritario interesse di tutti i cittadini che vi vivono al di là del comune di appartenenza”, Bruno Bernardi ricorda, rivolgendosi alla giunta, che “non stiamo esprimendo il nostro parere su un progetto ma sulla possibilità di poter valutare in futuro di un buon progetto e che spetta agli enti sovraordinati, Regione in primis ma anche Provincia, proporre ipotesi/progetti”.

La chiusura spetta al Sindaco, Stefano Cimatti: “Voglio chiudere qui le polemiche di questi giorni (il riferimento è il botta a risposta con Nicola Finco ndr) spiegando una volta per tutte la mia posizione. Prima di tutto non ho mai parlato di Bretella Ovest come unica soluzione, il senso dell’osservazione che votiamo questa sera è proprio questo. Aggiungo che una bretella di collegamento è essenziale e improcrastinabile per questo reputo che sia una follia togliere una, per quanto poco precisa, previsione prima che sul tavolo ci sia una valida alternativa. Sono d’accordo praticamente su tutto di quanto affermato da Gianpaolo Bizzotto: dall’urgenza dell’opera al fatto che la Statale del Santo non può essere una soluzione per il bassanese. Ma con una specifica: non sono assolutamente persuaso che non vi possa essere un’alternativa alla Bretella Ovest. Io chiedo a Regione e Provincia, che hanno competenza e capacità di trovare una soluzione, di presentare dei progetti e su quelli ragionare insieme alle amministrazioni del territorio in un ottica di concertazione, quindi senza diritto di veto, e condivisione”.

Di seguito riportiamo il testo integrale dell’osservazione approvata dal Consiglio Comunale con i voti contrari di Finco e Poletto. Astenuto il consigliere Sandonà.
“Il Comune di Bassano del Grappa, unitamente ad altre amministrazioni e associazioni, ha già formulato la richiesta finalizzata al reinserimento della ipotesi di tracciato nel nuovo PTCP adottato. Tale ipotesi di tracciato, anche se non definito in termini precisi, fino all’individuazione di un tracciato diverso, condiviso e tecnicamente fattibile anche dal punto di vista del suo impatto ambientale, va mantenuto a salvaguardia di un’ipotesi di fattibilità. Lo spostamento del tracciato viario di un’arteria fondamentale, qual è la bretella in questione, non può essere lasciato ad iniziative singole ed estemporanee ma piuttosto essere oggetto di una verifica condivisa sul più ampio scenario delle infrastrutture territoriali, su cui concordare e per il quale si debbano concertare tutte le energie possibili per convergere verso soluzioni unitarie e concertate”.

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