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Il Ballo di San Vito
Quartiere San Vito: dopo le dimissioni della presidente Zarpellon, esautorata il 4 luglio dai suoi stessi consiglieri, il sindaco dispone al Consiglio di provvedere alla nomina ufficiale della nuova presidenza. I retroscena della bollente vicenda
Pubblicato il 01 ago 2016
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Ballo di San Vito. Dal dizionario medico del corriere.it: “Stato morboso caratterizzato dalla presenza di movimenti involontari bruschi, rapidi e continuamente variabili per intensità, ritmo e distribuzione, che interessano alcuni gruppi muscolari o che sono generalizzati a tutto l’organismo”.
Neanche a farlo apposta, sembra quasi la descrizione del clima di alta tensione e irritabilità che ha caratterizzato negli ultimi mesi l'attività del Consiglio di Quartiere San Vito a Bassano del Grappa.
Una situazione - rivelatasi non più gestibile - sfociata con le dimissioni della presidente Sandra Loredana Zarpellon, formalizzate lo scorso 12 luglio a seguito della riunione del Consiglio di Quartiere del 4 luglio nella quale il direttivo ha provveduto a eleggere i nuovi vertici provvisori, nominando alla presidenza il consigliere Lamberto Del Grosso.
Uno scorcio di Quartiere San Vito a Bassano (foto Alessandro Tich)
Il cambio della guardia alla guida del più popoloso quartiere della città ha fatto molto rumore. Si è parlato di “golpisti”, di “ribaltone”, di “consiglieri politicizzati”. Accuse respinte dai diretti interessati che hanno invece sempre dichiarato di avere agito nel rispetto e per il rispetto di quanto previsto dal Regolamento Comunale dei Quartieri e dallo Statuto di Quartiere.
Ora l'Amministrazione comunale ha dato loro ragione, disponendo che nella prossima riunione il Consiglio di Quartiere San Vito dovrà procedere ufficialmente al rinnovo della presidenza, a seguito delle dimissioni presentate dalla presidente uscente, esautorata dai suoi stessi consiglieri.
Si tratta - come avrete ben capito - di una vicenda intricata e delicata, di cui sveliamo e ripercorriamo i principali retroscena nelle corpose righe che seguono.
Questione di indirizzo
Il Consiglio di Quartiere San Vito, presieduto da Sandra Loredana Zarpellon, si è riunito per la prima volta il 4 dicembre 2015 dopo il documento “Nomina e Insedia” firmato dal sindaco Riccardo Poletto in data 30 novembre.
“Dalle prime riunioni - informano i consiglieri che hanno votato lo scorso 4 luglio, a maggioranza, per il nuovo direttivo - si è passati dall’entusiasmo ad una condizione di disagio.” In quel periodo sono arrivate infatti le prime segnalazioni su un aspetto formale, ma fondamentale ai sensi dello statuto: la residenza anagrafica della presidente Zarpellon, che abiterebbe presuntamente in un altro quartiere, e cioè in via Costa 23 in Quartiere San Marco. Ma la cosa, al momento, non era ancora chiara.
“Oltre a questo - affermano ancora i componenti del consiglio - vari motivi di gestione hanno portato all’irritazione e amarezza all’interno del consiglio, con ben tre dimissioni da consigliere.”
Sulla residenza anagrafica della presidente all'interno del quartiere - condizione sine qua non per la sua eleggibilità - “erano state richieste precisazioni sempre però disattese”. La maggioranza dei consiglieri ha pertanto girato il quesito al sindaco e quindi al segretario generale del Comune. Ricevendo la risposta, in data 12 maggio e 7 giugno 2016, che “la residenza anagrafica era regolare”, senza ulteriori informazioni sulla via di residenza.
A fronte di tale risposta, ritenuta insoddisfacente, il 26 maggio uno dei consiglieri ha presentato alla Procura della Repubblica di Vicenza un esposto con segnalazione di “probabile falsa residenza in Comune di Bassano del Grappa della signora Zarpellon”.
13 giugno 2016
Nella successiva riunione del Consiglio di Quartiere, avvenuta il 13 giugno alla presenza del vicesindaco Roberto Campagnolo, su ulteriore e insistente richiesta dei consiglieri la presidente dichiarava che la sua residenza era in via Monte Canin 52. Si è quindi accertato che anche il documento presentato dalla diretta interessata per le elezioni per il rinnovo del Consiglio di Quartiere riportava tale residenza.
“Ma a tale indirizzo - hanno rilevato i consiglieri - corrisponde un condominio di 6 appartamenti, dei quali 5 di proprietà della famiglia Tombolato, mentre il sesto appartiene a una famiglia che vi risiede. La famiglia Tombolato ha dichiarato che questi appartamenti non sono mai stati locati nel corso del 2015 alla signora Zarpellon o al marito della stessa, o a loro famigliari. Nei contratti specifici di locazione non è ammesso il subaffitto.”
I consiglieri sostengono quindi che si tratta di “una falsa attestazione/dichiarazione a pubblico ufficiale anche se proveniente da autodichiarazione”.
“La signora Zarpellon - affermano - ha dichiarato tale residenza in via Monte Canin perché questa via è all’interno del Quartiere San Vito, mentre la sua dimora abituale è in via Costa 23, all’interno del Quartiere San Marco. Pertanto solo con residenza nel Quartiere San Vito si può essere candidati alle Elezioni del Consiglio di Quartiere San Vito. Riteniamo che la signora Zarpellon non era eleggibile, e quindi la sua elezione non poteva avvenire, e pertanto non può essere all’interno del Consiglio di Quartiere San Vito.”
Lotta senza quartiere
Le dichiarazioni di cui sopra sono contenute in una nota trasmessa in redazione da Lamberto Del Grosso, Ezio Calmonte, Stefania Pontarolo e altri consiglieri lo scorso 9 luglio, a seguito degli articoli pubblicati in quella data dal Giornale di Vicenza e dedicati alle contemporanee dimissioni della presidente Sandra Milani e di cinque consiglieri di Quartiere Angarano (con conseguente decadenza del Consiglio) e della presidente Sandra Loredana Zarpellon di Quartiere San Vito, con contestuale rimpasto in seno al direttivo e presidenza affidata a Lamberto Del Grosso.
Sul quotidiano locale, la Zarpellon ha accusato a sua volta di “falsità” i suoi accusatori “sul piano politico, professionale e personale”, riservandosi di rivolgersi ai suoi avvocati per tutelare la propria persona, qualora i consiglieri avessero insistito nelle accuse.
La presidente dimissionaria ma di fatto esautorata ha rispedito al mittente le contestazioni di “elezione irregolare” e di “residenza al di fuori del quartiere”, invitando ad andare a controllare all'anagrafe e affermando di essere stata oggetto di attacchi puramente politici.
Ha riferito di avere invitato alcuni mesi fa “alcuni consiglieri ad abbassare i toni nei confronti dell'amministrazione comunale” e che “qualcuno dei nostri consiglieri era interessato solo al muro contro muro, ha alzato le barriere ideologiche e pensava esclusivamente a contrastare l'azione della giunta Poletto”.
Da qui, ha aggiunto la Zarpellon, “hanno cominciato a mettermi i bastoni tra le ruote e il rapporto di fiducia si è deteriorato”. Arrivando alle votazioni interne al Consiglio del 4 luglio, col cambio di rotta alla guida del Quartiere.
“Il gesto con il quale mi hanno esautorato - ha ancora dichiarato l'ormai ex presidente di Quartiere San Vito al GdV - è una violazione grave dello statuto e chiedo al Comune di prendere i dovuti provvedimenti, a partire dallo scioglimento di un Consiglio fuori controllo.”
Cunico da una parte e Campagnolo dall'altra
Sulla stessa pagina del quotidiano l'assessore comunale Giovanni Cunico, mettendo di fatto sullo stesso piano le vicende di Quartiere Angarano e di Quartiere San Vito, dichiarava: “Quanto accaduto nei due rioni ora senza presidente è frutto di rapporti personali che si erano guastati. Gli ultimi sei mesi sono stati un tira e molla continuo, nell'uno e nell'altro rione, e queste due dimissioni, purtroppo, non ci sorprendono. (...) Convocheremo in fretta nuove elezioni.”
Replicano nel comunicato i consiglieri di San Vito: “Rispondiamo che prima di tutto sembra che sia mancato il controllo della residenza della signora Zarpellon da parte degli organi competenti. Sarà la Procura della Repubblica con integrazione di queste ulteriori informazioni a procedere con gli atti dovuti. La situazione del Quartiere San Vito si differenzia in modo sostanziale da quella del Quartiere Angarano, dove ci sono state le dimissioni del presidente e di 5 consiglieri e quindi la decadenza di tutto il Consiglio.”
“Il Consiglio di Quartiere San Vito, anche se con difficoltà - aggiungono -, ha lavorato in questi mesi rispondendo ad esempio all’Amministrazione sulla gestione del taglio e pulizia delle aree verdi ed in specie cedendo la sala multifunzionale alla Società Calcio San Vito in modo che oltre 220 ragazzini possano avere una sede per lo “studio delle tattiche di gioco” e per loro riunioni conviviali. Tale decisione era attesa da oltre due anni dal San Vito Calcio.”
Ma il retroscena più interessante riguarda il rinnovo delle cariche in seno al Quartiere. Quello che è stato dipinto infatti come un presunto “golpe” - per il quale la ex presidente contesta una “violazione dello statuto” e chiede al Comune di prendere gli opportuni provvedimenti e l'assessore Cunico parla di “rapporti guastati” e, di fatto, di “dimissioni annunciate” - è stato infatti favorito...dal Comune stesso. Ovvero dall'assessore e vicesindaco Roberto Campagnolo.
Il “conclave elettivo”
Come rivelano infatti gli stessi consiglieri, nella riunione di Consiglio del 13 giugno “il dott. Campagnolo proponeva, per un recupero di serenità, di coinvolgere alla prossima riunione qualche ex presidente di Quartiere che possa aiutare il Consiglio ed anche una specie di “conclave elettivo” con dei candidati a votazione segreta come previsto dal Regolamento Comunale dei Quartieri. Il sig. Racchella (Roberto Racchella, NdR), che è stato per ben due mandati presidente a San Vito, ha accolto il nostro invito, senza nessuna obiezione da parte dei colleghi consiglieri”.
“Il 4 luglio 2016 - proseguono - è stato posto in atto il suggerimento del vicesindaco ed assessore dott. Campagnolo procedendo alla elezione con scheda segreta del presidente e del direttivo. La riunione è stata presieduta dal vicepresidente signor Cenci Denis, con il signor Racchella presente, in quanto la signora Zarpellon era assente per motivi personali.”
E così, secondo l'indicazione del vicesindaco di Bassano e sotto la supervisione del “grande saggio” Roberto Racchella, il direttivo di Quartiere San Vito ha rinnovato le proprie cariche di vertice: presidente Lamberto Del Grosso, vicepresidente Ezio Calmonte, segretario Stefania Pontarolo, responsabile amministrativo Lamberto Del Grosso con l'aiuto di due consiglieri.
E' stata anche decisa la figura del Coordinatore di Consiglio. Si tratta comunque di nomine a carattere provvisorio.
“Da parte mia - spiega Lamberto Del Grosso - ho accettato di essere presidente, con la collaborazione del signor Racchella, fino a dicembre 2016 per aprire la votazione ad un nuovo candidato e per garantire la massima trasparenza e correttezza.”
Persino il Papa Emerito
“In un momento in cui la menzogna è potente la verità si paga con la sofferenza.”
Con questa frase del Papa Emerito Benedetto XVI viene intitolato un nuovo comunicato del rinnovato Consiglio di Quartiere San Vito, trasmesso in redazione in data 23 luglio.
Nella lunga e articolata nota si apprendono nuovi particolari della complessa vicenda. Come il fatto che “l'anziano affittuario dell'appartamento in via Monte Canin 52”, dove risultava essere residente la ex presidente, “l'ha denunciata all'autorità competente, dichiarando che mai la Zarpellon ha potuto avere residenza a casa sua”. Inoltre il proprietario dell'appartamento “si riserva di chiedere i danni per questo increscioso episodio”.
“Se ci fosse stato il dovuto controllo nel rilasciare questa “residenza” - aggiunge il comunicato - l’assessore Cunico avrebbe capito subito il falso in atto pubblico contenuto nella domanda inviata dalla Zarpellon per poter partecipare alle elezioni di quartiere San Vito.”
Su questi delicati aspetti saranno adesso le autorità competenti ad esprimersi.
Con l'ex presidente Zarpellon che avrà tutto il diritto, nelle opportune sedi, di chiarire e difendere la propria posizione.
Nel merito invece dell'attività del consiglio degli ultimi mesi, ancora i membri del nuovo direttivo elencano un lunga serie di presunte “ambiguità” e “anomalie”, che per motivi di tempo e di spazio risparmio al lettore. Il tutto sintetizzabile in un'unica frase: gestione “personalizzata” del Quartiere e mancato coinvolgimento del Consiglio. Con l'ulteriore accusa, all'ex presidente, di essere stata “pronta ad accettare ogni richiesta che veniva dalla giunta comunale”. “Così il sindaco Poletto - dichiarano Del Grosso e i consiglieri - ha potuto piazzare tutti i 20 “rifugiati” in quartiere San Vito, senza più nessun controllo nonostante il continuo turnover, senza che vengano date o richieste spiegazioni.”
“Ma sia chiaro - precisa la nota -, a nessuno interessava la persona. Alla maggioranza dei consiglieri interessava esclusivamente riportare la gestione di ogni attività in conformità a quanto previsto dal Regolamento Comunale dei Quartieri e dallo Statuto di Quartiere.”
Atto finale
La parola “fine” di questa sfibrante querelle viene scritta da una disposizione del sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto, protocollata in Comune mercoledì scorso 27 luglio e ricevuta dal direttivo pro tempore di Quartiere San Vito nelle scorse ore.
Nel provvedimento, il primo cittadino dispone che “entro il termine di 15 giorni dal ricevimento della presente il Consiglio di Quartiere San Vito dovrà riunirsi per procedere alla nomina del proprio presidente a seguito delle dimissioni presentate dalla signora Zarpellon Sandra Loredana”.
“La nomina - prosegue la comunicazione - dovrà avvenire secondo quanto previsto dall'art. 17 del vigente Regolamento Comunale dei Quartieri ed il verbale della seduta dovrà essere inviato all'Amministrazione comunale.”
La decisione è stata presa “visto che (...) in data 12 luglio 2016 la signora Zarpellon Sandra Loredana ha rassegnato le proprie dimissioni da presidente del Consiglio di Quartiere San Vito con decorrenza 18 luglio 2016” e “ritenuto quindi che il Consiglio di Quartiere San Vito debba procedere all'elezione del proprio presidente in data posteriore alle dimissioni della presidente Zarpellon Sandra Loredana.”
Viene in questo modo superata l'emergenza scaturita dal “conclave elettivo”, dando la possibilità al Consiglio di Quartiere di procedere con una nuova votazione che sarà omologata dall'Amministrazione comunale.
“Alla fine - commenta il consigliere Ezio Calmonte - la verità ha sconfitto tutte le alleanze anomale.” E lo stesso sindaco Poletto - che al Giornale di Vicenza aveva dichiarato: “Teniamo lontana l'ideologia dalle sale riunioni dei quartieri” - ha dovuto prendere atto dello stato delle cose.
Così si conclude, cari lettori di Bassanonet, l'estenuante e complicata storia del Ballo di San Vito. E se siete arrivati sin qui, vi ringrazio per la pazienza e la cortese attenzione.
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