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Manifestazione pacifica di protesta dei residenti di San Vito contro l’ecopiazzola di Etra prevista nell’area sgambamento cani di via Cogo. “Se occorre torneremo qui tutti i giorni finché non vinceremo o perderemo il ricorso al Tar”
Pubblicato il 31 ago 2024
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“Amo il mio parco senza bidoni”.
Sky, o almeno così ho capito che si chiami, uno splendido esemplare di Golden Retriever femmina, scorrazza felice nell’area verde dedicata agli amici a quattro zampe con un cartello con questa scritta appesole al collo dal suo proprietario.
Siamo nell’area sgambamento cani di via Cogo in quartiere San Vito, la zona attualmente più calda dell’attualità cittadina. Hot Dogs.
Foto Alessandro Tich
Qui, come è noto, è prevista la realizzazione dell’ecopiazzola di Etra, l’impianto di raccolta dei rifiuti con tre compattatori per la differenziata, osteggiato da un ricorso al Tar e da una raccolta firme, ambedue di iniziativa di un gruppo di residenti dei rione.
Sono gli stessi che hanno indetto per questa mattina una manifestazione di protesta pacifica sul luogo del cantiere, benché i lavori per la costruzione dell’impianto non siano iniziati, ma ancora circoscritti ai sondaggi di verifica bellica del terreno.
La “discesa in campo” degli abitanti del rione è stata decisa a seguito di un incontro avuto in municipio col sindaco Nicola Finco e col presidente di Etra Flavio Frasson.
Alla mobilitazione non partecipa una folla oceanica, per usare un eufemismo: ci saranno sì e no una quarantina di persone. Ma la limitata quantità dei presenti rispetto alle attese (erano state annunciate “tra 100 e 200 persone e forse più”) non inficia l’emergenza del problema.
“Oggi siamo qui perché vogliamo ribadire le nostre idee a proposito del “no” all’ecopiazzola, del “sì” al mantenimento della raccolta porta a porta e del “sì” alla salvaguardia dell’area verde - spiega Giovanni Sponza, portavoce dei manifestanti -. Siamo stati in Comune a parlare con Etra e col sindaco e siamo rimasti a bocce ferme, perché noi siamo rimasti sulla nostra posizione e Etra sulla loro. Etra sta spingendo per fare l’ecopiazzola qui. C’è ancora qualche piccola speranza, però chi vivrà vedrà.”
“Etra ci voleva dare un contentino a proposito di un parco giochi vicino all’ecopiazzola come compensazione - continua il referente dei residenti -. E noi non abbiamo neanche risposto, se devo essere sincero, perché mettere un parco giochi per bambini davanti a tre eco-compattatori per noi non ha nessun senso.”
Come riporta chi ha partecipato all’incontro in municipio, la novità sgradita ai residenti scesi per strada comporterà conseguenze anche sulle bollette.
“Etra ha detto che aumenteranno i costi comunque - riferisce Sponza -. L’ecopiazzola verrà fatta e poi aumenteranno anche i costi della tassa rifiuti. Quindi gli utenti perdono la raccolta porta a porta, dovranno venire qua con i loro mezzi a conferire i rifiuti con la loro tesserina, dovranno restituire tutti i bidoni che hanno per casa o davanti ai condomini e in più pagheranno di più.”
L’azione di protesta, comunque, non si ferma qui.
“Lunedì torneremo di nuovo qui per ridire le stesse cose. Perché la manifestazione di oggi era per gli amici che hanno i cani. Se occorre torneremo qui tutti i giorni finché non vinceremo o perderemo il ricorso al Tar.”
La raccolta delle firme a San Vito è intanto ripresa, dopo la sospensione della petizione conseguente alla lettera del sindaco Pavan che assicurava di voler congelare la delibera sull’ecopiazzola in attesa che la questione venisse discussa dall’assemblea di quartiere.
Ad oggi sono state protocollate in Comune quasi 700 firme, altre vengono raccolte al volo questa mattina.
Giovanni Sponza mostra anche ai cronisti una pagina del numero di maggio del giornalino di quartiere in cui è stato scritto che “Etra ha ricevuto fondi europei dal PNRR che ha deciso di investire nei compattatori di nuova generazione nelle zone densamente abitate” e che “per Bassano del Grappa avrebbe pensato di farlo, oltre che a quello già operativo nel quartiere Rondò Brenta, anche al XXV Aprile e a San Vito”.
Altro che “avrebbe”, però: l’autorizzazione ai due interventi era già stata deliberata dalla giunta comunale il 14 marzo 2024.
Così scriveva inoltre nel giornalino il Consiglio di Quartiere, all’epoca ancora presieduto da Stefano Monegato, oggi presidente del consiglio comunale:
“Appena insediata la nuova amministrazione (siamo in periodo elettorale) vorremmo fare un incontro con la popolazione interessata per illustrare nel dettaglio cosa propone Etra e le richieste e le esigenze degli abitanti del quartiere.”
Ebbene: la nuova amministrazione si è insediata a giugno, nell’area sgambamento cani di via Cogo la superficie della futura ecopiazzola è già transennata e quell’incontro con la popolazione interessata non c’è mai stato.
Postilla conclusiva: come da lei annunciato, alla manifestazione di San Vito è presente in segno di solidarietà anche Flavia Bernardi, la referente dell’opposizione civile all’analogo impianto di eco-compattazione dei rifiuti previsto in quartiere XXV Aprile.
Ci riferisce che ieri sera ha approntato il suo banchetto per la raccolta delle firme contro l’intervento, sull’area verde di fianco al bar Toffy dove dovrebbe sorgere l’ecopiazzola, ma è intervenuta una pattuglia della Polizia Locale che le ha intimato di abbandonare il posto perché priva di autorizzazione di occupazione del suolo pubblico.
Questa mattina l’indomita promotrice della petizione, secondo le indicazioni ricevute, si è quindi recata al Commissariato di Pubblica Sicurezza per presentare regolare comunicazione con due giorni di anticipo a riguardo della sua iniziativa.
Potrà pertanto tornare sull’erba del suo quartiere a raccogliere le adesioni, con relativo nulla osta della Polizia, a partire da lunedì prossimo.
Per questo pomeriggio la signora Flavia aveva in programma di ricollocare il suo banchetto al solito posto, visto che molte persone sono più disponibili a recarsi a firmare nella giornata di sabato, ma non potrà farlo.
“Pazienza - ci dice -, vuol dire che andrò a fare il porta a porta.”
Morale della favola: sia che si tratti di raccolta differenziata oppure del fatto - come in questo caso - di andare casa per casa a suonare il campanello per raccogliere le firme, c’è sempre un porta a porta di mezzo.
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