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Con 22 voti favorevoli e 2 astenuti, il consiglio comunale di Vicenza approva la mozione contro il Tribunale della Pedemontana Veneta, presentata da 15 consiglieri sia di maggioranza che di opposizione.
È una mozione emendata, ovvero leggermente “addolcita”, ma la sostanza non cambia.
Il consiglio berico si stringe a coorte contro la prospettiva che a Bassano nasca l’ottavo Tribunale del Veneto, nel timore che depauperi le risorse e il personale del Tribunale del capoluogo.
La seduta del consiglio comunale a Vicenza (foto Alessandro Tich)
È l’esito della attesa seduta consiliare che è ben valsa la pena di una trasferta a Palazzo Trissino a Vicenza del vostro umile cronista, unico bassanese presente nella fossa dei leoni.
L’intenso pomeriggio, che si protrarrà sino a tarda sera, inizia però con un comunicato stampa trasmesso alle redazioni dal sindaco di Bassano Elena Pavan, ancora una volta anche a nome dei sindaci del territorio e del Comitato per l’Istituzione del Tribunale della Pedemontana Veneta, dopo un ripetuto confronto avuto con il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai.
Il quale, riferisce il sindaco di Bassano, “si è fatto garante del fatto che il testo finale della mozione, nel caso non fosse ritirata e dovesse essere votata e approvata, non conterrà espressioni di contrarietà al progetto del Tribunale della Pedemontana”.
“Fermo restando che l’argomento è estraneo alla competenza del Comune di Vicenza - continua Elena Pavan -, rinnoviamo ai consiglieri sottoscrittori la richiesta di ritirare il punto all’ordine del giorno, perché il testo elaborato è frutto dell’ascolto della sola parte contraria all’istituzione del nuovo presidio di giustizia veneto, mentre noi riteniamo che una posizione così nettamente schierata, contro un progetto a vantaggio di tutta la regione, debba essere preceduta da una visione complessiva, obiettiva ed equilibrata, della questione, anche ascoltando altri colleghi amministratori o comitati ed associazioni coinvolti.”
“In queste ore - conclude la nota - si sono intensificati i contatti con i colleghi sindaci del Bassanese, dell’Altopiano, delle zone di Cittadella, Asolo, Castelfranco, Thiene ed abbiamo concordato che, date le garanzie espresseci, ci sentiamo rappresentati dal collega Sindaco di Vicenza e siamo fiduciosi del fatto che, anche se stasera non saremo presenti alla seduta del Consiglio comunale di Vicenza, la voce del nostro territorio verrà rispettata.”
Con un altro comunicato pomeridiano, il segretario della Lega di Bassano Andrea Viero, a nome del gruppo Lega, definisce la mozione “una grave ingerenza e uno schiaffo al territorio”.
“Invitiamo i consiglieri sottoscrittori - scrive Viero - a ritirare la loro mozione e ad ascoltare le voci di tutti i soggetti interessati prima di compiere una scelta che non solo non compete a loro, ma che sarebbe dettata dalla parzialità di giudizio e non dall’equilibrio che il ruolo di amministratore pubblico richiede. Diversamente, il gruppo consiliare della Lega, valuterà le opportune azioni da condividere con tutto il consiglio comunale cittadino.”
Ma oggi tocca al consiglio comunale del capoluogo e gli inviti a non esprimere contrarietà al Tribunale della Pedemontana e a ritirare la mozione non saranno ascoltati.
Mai Dire Possamai.
Il consiglio comunale di Vicenza inizia alle 17.30. Ma tra interpellanze e vari punti all’ordine del giorno - in particolare quello sulla variazione di bilancio - va davvero per le lunghe.
Dopo tre ore, si capisce che la mozione sul Tribunale della Pedemontana sarà discussa tra le 22 e le 23. Più che di pop corn, avrei bisogno di un caffè doppio.
Dopo quattro ore di dibattito consiliare, verso le 21:40, entrano in sala del consiglio i componenti del “Comitato per una giustizia di qualità a Vicenza” che si batte a favore del Tribunale di Vicenza contro l’istituzione del presidio di giustizia a Bassano.
Si siedono sulle file del pubblico e hanno tutti sul petto l’adesivo del Comitato, con lo slogan “Insieme per una giustizia efficiente!”.
Hanno portato un rotolo di adesivi al seguito e li consegnano ad alcuni consiglieri firmatari della mozione, che se li attaccano con orgoglio sulla giacca.
Mi avvicino a quelli del Comitato per leggere bene cosa c’è scritto sul loro “badge”.
Mi scambiano per un supporter: uno di loro stacca un adesivo dal rotolo e lo dà a una sua collega che vuole attaccarmelo sulla giacca.
Sono pertanto costretto a dare loro la ferale notizia: “Non posso, vengo da Bassano.”
Rimango incolume.
Resto con l’adesivo in mano, che è appiccicaticcio e non so dove metterlo.
Per comodità, me lo attacco poi di nascosto sulla fodera interna della mia giacca, temporanea sede di applicazione del gadget della serata.
Alle 22:30, quando ormai la resistenza di chi assiste ai lavori consiliari è giunta ai limiti delle possibilità umane, la discussione della mozione sul Tribunale viene anticipata dal punto 30 al punto 29 dell’ordine del giorno.
A volte i miracoli accadono.
Prende la parola il primo firmatario della mozione, il consigliere Luca Poncato della Lista Tosetto.
Poncato - che dice di parlare “da consigliere, da cittadino a da avvocato” - afferma che “la mozione in discussione non può essere intesa come un atto di ostilità nei confronti della città di Bassano e degli altri Comuni che sostengono il Tribunale della Pedemontana”.
“Ma la nostra preoccupazione - aggiunge, introducendo il leitmotiv della serata - è che l’organico del Tribunale di Vicenza possa essere condizionato in peggio da questa operazione, con destabilizzazione delle risorse che già oggi sono carenti.”
“Non ce ne vogliano i cittadini di Bassano - continua Poncato -, ma oggi abbiamo bisogno di una giustizia con la G maiuscola che sia gestita da personale competente.”
Il primo firmatario anticipa anche gli altri interventi in consiglio sulla questione della giustizia di prossimità: “Tutti vorremmo avere un servizio sotto casa. Ma un Tribunale comodo non vuol dire un Tribunale efficiente. La comodità a scapito della qualità non è accettabile.”
Gli fa eco Valerio Sorrentino (Rucco Sindaco), co-firmatario della mozione e anch’egli avvocato: “Eravamo coscienti che questa mozione poteva portare a una guerra tra città e campanili. Il rischio c’era. Siamo qui per enfatizzare che non stiamo facendo la guerra tra città limitrofe.” “Quand’ero un giovane praticante - prosegue - c’era il Tribunale di Bassano e c’erano le sedi distaccate del Tribunale di Vicenza. C’era più efficienza? No.”
“È cambiato il modo di fare giustizia - rimarca Sorrentino -. Il processo è diventato telematico, il cittadino di Bassano continua ad andare dall’avvocato di Bassano anche da quando Vicenza ha accorpato Bassano.”
“Questa inversione di tendenza - dichiara, riferendosi al Tribunale della Pedemontana - non va nel senso dell’efficienza, ma va a creare una barriera alla funzione della giustizia.”
“I colleghi amministratori di Bassano - incalza Sorrentino - in maniera troppo enfatica hanno voluto creare questa dicotomia tra Vicenza e Bassano. L’efficienza va nel senso dell’accorpamento e non nel decentramento delle sedi giudiziarie.”
Sulla giustizia di prossimità, la co-firmataria della mozione Simona Siotto (Rucco Sindaco) va sul caustico: “Tra un giudice vicino, un giudice piccolo e un giudice efficiente, io sceglierò sempre un giudice efficiente.”
E rivolta a chi sostiene il Tribunale della Pedemontana: “Non si tratta di campanilismi, ma forse di cercare un bacino elettorale.”
Ancora la Siotto, tra i consiglieri più integralisti sull’argomento: “Per avere una giustizia che funzioni occorrono Tribunali grandi, con magistrati specializzati.”
Le ripetute rassicurazioni del ministro della Giustizia Nordio e dei suoi sottosegretari che l’istituzione del Tribunale della Pedemontana non toglierà risorse e personale al Tribunale di Vicenza, qui a Vicenza non vengono prese per oro colato.
E gli altri interventi di Beatrice Restuccia (Possamai Sindaco), Massimo Bardin (Civici con Possamai) e Mattia Pilan (Coalizione Civica) ripetono lo stesso mantra: non vengano sottratte risorse al Tribunale di Vicenza, oggi annoverato tra i primi 30 Tribunali d’Italia, “per far rivivere il Tribunale di Bassano” (Pilan).
La frase del giorno è però di Giorgio Conte, consigliere di Fratelli d’Italia ed ex parlamentare: “Io sono contrario alla mozione, ma non voto contro.”
Conte, che voterà astenuto, definisce la mozione “un errore politico”.
“Quello del Tribunale di Bassano è un argomento di natura prettamente campanilistica”, afferma ricordando anche i tempi in cui “Bassano voleva la Provincia”.
“Ma è un tema che non ci compete assolutamente e non inciderà minimamente sulle decisioni del Ministero della Giustizia - specifica -. Il capoluogo non può permettersi il lusso di strappare con le altre città della Provincia.”
Poi però riemerge la sua vicentinità: “Il Tribunale a Bassano è una questione di campanilismo e non di efficienza e organizzazione della giustizia.”
Sulla stessa lunghezza d’onda Jacopo Maltauro della Lega, il secondo che voterà astenuto, che pur sposando la causa del Tribunale berico dichiara: “Abbiamo dato adito a un tono conflittuale con gli altri Comuni, che non fa bene.”
Il sindaco Giacomo Possamai si trasforma in addetto diplomatico: “L’idea di questa mozione non è quella di strappare, ma di puntare sull’aspetto delle problematiche del Tribunale di Vicenza, preoccupati dall’impatto del Tribunale di Bassano.”
“Non siamo contro Bassano né contro i Comuni che hanno sostenuto l’operazione Tribunale della Pedemontana - continua il sindaco -. È importante mantenere l’organico del Tribunale di Vicenza senza ulteriore carenza di magistrati e di personale amministrativo. Questo è lo spirito.”
Come ho già scritto all’inizio, quella che viene messa ai voti è una mozione emendata e cioè modificata in alcune sue parti rispetto al testo originale.
Vi risparmio il testo completo e l’elenco degli emendamenti. Siete già stati eroici a leggere questo pezzo sino a qui.
Vi riporto solamente la parte più significativa del testo del dispositivo conclusivo della mozione, già emendato, che dice tutto del contenuto del documento consiliare:
“I consiglieri impegnano l’Amministrazione in tutte le sedi istituzionali, a partire dai momenti di confronto con il Governo e con la Regione Veneto e con la Provincia di Vicenza, ad esprimere la propria preoccupazione e contrarietà di fronte all’ipotesi di un depotenziamento e depauperamento del Tribunale di Vicenza nel caso in cui dovesse essere costituito il nuovo Tribunale della Pedemontana, con particolare riguardo alla paventata sottrazione di magistrati, personale amministrativo e risorse dal Tribunale di Vicenza.”
Dal testo originario è stata tolta la frase “I consiglieri impegnano l’Amministrazione (…) ad esprimere la propria contrarietà di fronte alla nascita del nuovo Tribunale della Pedemontana”, ma poco cambia.
Ora 23:30 circa. Si passa al voto: la mozione viene approvata con 22 voti favorevoli e 2 astenuti.
Il mio resoconto termina qui.
Mi sono fatto Solagna-Vicenza andata e ritorno, mi sono sciroppato 6 ore di consiglio comunale a Palazzo Trissino.
Tornato a casa, mi sono tolto l’adesivo del Comitato di Vicenza, che manterrò come un souvenir, dalla fodera interna della giacca e mi sono messo a scrivere questo articolo.
Ora sono le ore 3:10 della notte.
Passo e chiudo e, come si dice in italiano colto, vo in letto.
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