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Come D'Incànto
A ciascuno il suo ministro: Federico D'Incà, ministro per i Rapporti col Parlamento, interviene a Rosà a sostegno del candidato sindaco di Riparte Rosà Paolo Baggio
Pubblicato il 05 giu 2022
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Peppone e Don Camillo si trovano l’uno di fronte all’altro, divisi dalla trafficata striscia d’asfalto della Statale 47 Valsugana.
Da una parte, davanti al Caffè Centrale, è allestito il gazebo elettorale di Riparte Rosà, la lista che candida a sindaco Paolo Baggio.
Dalla parte opposta, nell’area del sagrato della chiesa, c’è invece il gazebo elettorale di SìAmo Rosà, la lista a trazione leghista che candida a sindaco Elena Mezzalira.
Il ministro Federico D’Incà e il candidato sindaco Paolo Baggio (foto Alessandro Tich)
È l’ultima domenica prima del voto amministrativo e a Rosà le due liste contendenti scaldano i motori - un atto di assoluto coraggio, visto il caldo che fa - per la settimana decisiva che porta verso le urne.
Siamo a metà mattinata e nel gazebo di Riparte Rosà, guardato a vista da un nutrito presidio di Polizia e Carabinieri, c’è molto più fermento rispetto alla postazione dei concorrenti.
Ma il perché è presto detto: per perorare la causa della candidatura a sindaco di Paolo Baggio è infatti arrivato Federico D'Incà, bellunese, del Movimento 5 Stelle, ministro per i Rapporti col Parlamento del governo Draghi dopo aver ricoperto la stessa delega nel governo giallo-rosso Conte II.
Ma il movimento (no 5 Stelle) che anima il gazebo pro Baggio è dovuto anche alla contemporanea raccolta firme sul “declino della sanità bassanese”, promossa dal coordinamento dei consiglieri e gruppi civici e politici di Area Vasta in alcuni Comuni del comprensorio, Rosà compresa. La difesa della sanità territoriale è infatti uno dei punti cardine del programma elettorale di Baggio & Friends.
A ciascuno il suo ministro, dunque: dopo la leghista Erika Stefani, giunta a Rosà una settimana fa per benedire la candidatura della Mezzalira, ora è il turno del D'Incà pentastellato per sostenere il candidato competitor.
Nell’occasione c’è anche la senatrice 5G, Barbara Guidolin dei 5 Stelle, che a un appuntamento del genere non può certamente mancare.
E, tra i foresti presenti nell’occasione, spiccano i nomi dei due capigruppo di opposizione a Bassano Bruno Trevisan e Angelo Vernillo, il primo 5 Stelle in trasferta e il secondo gran ciambellano della raccolta firme intercomunale sui problemi dell’Ulss 7.
La visita elettorale del ministro in terra rosatese inizia con un atto degno del Premio Fair Play. Prima della conferenza stampa convocata nel portico esterno del Caffè Centrale, Paolo Baggio lo invita infatti a porgere un saluto al gazebo concorrente, visto che, tra le altre cose, a Roma i 5 Stelle governano assieme alla Lega.
D'Incà accetta volentieri e assieme a Baggio si reca sul fronte opposto, sul sagrato della chiesa, per scambiare qualche cordiale parola con Elena Mezzalira. Al seguito della mini delegazione in visita di cortesia ci sono anch’io perché non mi voglio perdere questo irripetibile momento da libro “Cuore”.
In mezzo ai due gazebo concorrenti c’è però il traffico della Statale. Ma sia all’andata che al ritorno la attraversiamo in un attimo e senza problemi. Per consentire il passaggio al ministro, due agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale bloccano infatti le auto in entrambe le direzioni. Non mi era mai capitato di attraversare la Ss 47 approfittando di un’apertura del Mar Rosso delle forze dell’ordine e, per neanche dieci secondi, avverto un senso di onnipotenza.
Tutti quindi al Centrale per il momento centrale dell’incontro.
Il candidato sindaco Paolo Baggio esordisce in conferenza stampa ricordando i tre punti fondamentali della sua proposta elettorale.
Il primo è la viabilità. “Se saremo eletti chiederemo ai Comuni contermini di darci una mano. Come viabilità a Rosà abbiamo già dato troppo. Ci rivolgeremo alle autorità regionali affinché avviino su questa tematica dei tavoli di lavoro coi Comuni.”
Il secondo è il problema demografico. “Dobbiamo rendere Rosà attrattiva e dare un input positivo alle giovani coppie, rendendo gratuita la frequenza dei loro bambini agli asili nido e nelle scuole materne.”
Il terzo (ma per molti versi potrebbe essere considerato il primo) è la sanità. “Abbiamo una sanità in degrado, con lo smembramento dei reparti. Se i cittadini ci daranno la loro fiducia, porremo la questione in Conferenza dei Sindaci dove faremo sentire la nostra voce. A Rosà non c’è più il Distretto sanitario, la guardia medica è stata riproposta solo parzialmente ed è intenzione dell’Ulss fare tre “case di cura” intermedie tra Ospedale e territorio a Romano d’Ezzelino, Marostica e Asiago. Ancora una volta non solo Rosà, ma tutto il sud bassanese con Rossano Veneto e Tezze sul Brenta viene escluso.”
“La democrazia piena è quando c’è un’alternativa - afferma Baggio nel suo passaggio più “politico” -. Altrimenti diventa un regime. Un regime che in 28 anni e mezzo stiamo un po’ vedendo in giro.” Qualsiasi riferimento alla Lega, che governa a Rosà da un trentennio, è puramente voluto.
Barbara Guidolin ricorda a tutti che è di Rosà e che qui a Rosà ha iniziato nel 2012 la sua attività politica, lo stesso anno di partenza dell’impegno politico del suo collega di Movimento e oggi ministro Federico D'Incà.
La senatrice 5G racconta di avere recentemente ricevuto in Campania un premio per il suo impegno come parlamentare nel campo del sociale e riferisce di aver detto, nel suo discorso di ringraziamento, che “spesso quando ci sono dei problemi la colpa non è solo del governo o del parlamento, ma anche dei territori che non sanno cogliere le occasioni”.
Il riferimento d’attualità è al PNRR, le cui risorse vanno intercettate con progettualità che devono partire dai Comuni e da chi li amministra con un’adeguata visione sia al presente che in prospettiva.
Il ministro Federico D'Incà apre il suo discorso ricordando le date del “20 e 21 febbraio 2020, i giorni in cui si è spezzata la vita precedente ed è arrivata la tragedia che ha colpito il nostro Paese”. “In questo periodo - dichiara - abbiamo scoperto un’Italia più forte, più coraggiosa, un’Italia in cui il governo Conte II ha avuto il coraggio di prendersi sulle spalle un Paese in difficoltà e portarlo fuori da un’emergenza gravissima.”
“Ci siamo accorti quanto era importante il servizio della sanità nel nostro Paese - aggiunge il ministro -. Riguardo alla sanità, che secondo me è il tema principale di questa giornata, da un 2019 in cui si spendevano in Italia 114 miliardi per la sanità passeremo nel 2024 a 128 miliardi di euro. Sono 14 miliardi di euro in più di spese all’anno per la sanità pubblica, che tolgono tutte le scuse possibili e immaginabili a quelli che dicono che ci vogliono i tagli.”
“Credo che la situazione della sanità a Bassano sia centrale - sottolinea -. Io ho visto raccogliere le firme prima in piazza, sono tantissime persone che chiedono che ci debba essere un miglioramento della sanità territoriale. E lo si fa con un grande lavoro d’insieme e nell’avere un sindaco come Paolo Baggio che sia presente nella Conferenza dei Sindaci e che in quella sede possa esprimere, in maniera aperta, senza preclusioni, anche una visione diversa, legata alla realtà.”
“Occorre in qualche maniera spezzare degli equilibri - sostiene l’esponente di governo - e questi equilibri vanno spezzati partendo da comunità piccole, come quella di Rosà, che ci permettano di alzare la voce e di dire a chiare lettere che la sanità è un bene prezioso.”
“Anche il PNRR - rimarca D'Incà - è frutto del governo Conte II. È Giuseppe Conte che è andato in Europa a battere i pugni sul tavolo e a dire agli olandesi e ai tedeschi che l’Italia aveva bisogno di uno sforzo in più. È da lì che sono arrivati i 235 miliardi di euro che ci permettono oggi di lanciare i bandi del PNRR.” “Il nostro compito è in qualche maniera quello di cambiare. Cambiare un Paese, farlo diventare un Paese modello nel mondo, e il cambiamento si fa anche dove meno se lo aspettano. Rosà è quel punto dove può germogliare qualcosa di diverso, capace di trasformare anche il Veneto. E per fare questo ci vuole coraggio.”
D’Incà conclude parlando di “un altro punto importante”: l’epocale crisi che ha travolto migliaia di famiglie a seguito della liquidazione di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza. “Come Movimento 5 Stelle - rivela - abbiamo trovato, nei fondi dormienti, a inizio legislatura, 1 miliardo e 575 milioni di euro. Quei fondi sono stati messi a disposizione delle famiglie attraverso il Fondo Indennizzo Risparmiatori. 144mila famiglie hanno fatto richiesta e attraverso un emendamento di Barbara Guidolin abbiamo aggiunto altre 9000 famiglie, per un totale di 153mila famiglie, nell’ultima legge di bilancio.”
“Per il Veneto sono arrivati oltre 400 milioni di euro alle famiglie direttamente in bonifico. Nel territorio della Provincia di Vicenza, uno dei territori più colpiti in tutta Italia, sono arrivati 205 milioni di euro, che le oltre 20.300 famiglie della Provincia di Vicenza che avevano fatto richiesta si sono trovati sui conti bancari.”
“Avere una comunità come la vostra - chiude Federico D’Incà -, la possibilità di pensare a dei valori diversi, una forza e una coesione che mettono al centro la sanità, la persona, la qualità della vita, la vicinanza al territorio, credo che sia l’energia che ci porta nei prossimi giorni a bussare alle porte e a dire che Paolo Baggio è la persona giusta che ci fa accompagnare in questo percorso ed avere la forza e il coraggio di cambiare.”
Così parlò il ministro per i Rapporti col Parlamento.
Si sciolgono le file, si scattano le foto, la lista Riparte Rosà dà sfogo al tradizionale brindisi di fine conferenza stampa elettorale e proprio a mezzogiorno in punto sotto il portico del Centrale si leva una serie di “Hip! Hip! Urrà!”.
E, come D'Incànto, esattamente in contemporanea il campanile della chiesa, sull’emisfero opposto della competizione amministrativa, batte le campane.
Peppone e Don Camillo, la sfida continua.
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