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I Have a Green
“Liberiamo il verde”: Europa Verde Bassano bussa alla porta dei Comuni del territorio per capire come vengono gestite le politiche del verde pubblico. Nasce un percorso partecipato “per trasformare il verde da costo a risorsa”
Pubblicato il 08 mag 2021
Visto 10.765 volte
La conferenza stampa di Europa Verde Bassano in tema di verde pubblico non può che svolgersi in un’area verde della città. Il luogo prescelto è il parco di Monte Crocetta, l’amena collina in destra Brenta da cui si domina il panorama non solo di Bassano ma anche dei Comuni circostanti. Scelta, probabilmente, non casuale dal momento che la proposta che viene presentata dai due referenti del movimento Gaia Bollini e Renzo Masolo si rivolge al comprensorio intero. L’iniziativa parte dal presupposto che, come dice Gaia Bollini, “ultimamente c’è una non corretta considerazione di quello che è il verde pubblico”.
Il verde non è infatti solamente uno standard urbanistico dovuto per legge o un vezzo estetico per abbellire paesi e città. È molto di più: è “l’insieme delle componenti biologiche che concorrono a determinare l’impronta funzionale e paesaggistica di un centro abitato in equilibrio ecologico con il territorio”. Non lo dice il signor Bepi, ma il ministero dell’Ambiente (anzi, pardon: della Transizione Ecologica).
Tuttavia il verde viene normalmente percepito come un aspetto secondario della cosa pubblica, nei confronti del quale le azioni dedicate si concentrano prevalentemente sulla manutenzione oppure sulle “scelte drastiche” in caso di malattie delle piante: tagli, potature, se non anche la rimozione di alberi interi con l’impianto di nuove essenze, come il recente e discusso caso degli aceri di Prato Santa Caterina insegna.
Renzo Masolo e Gaia Bollini alla conferenza stampa nel parco di Monte Crocetta (foto Alessandro Tich)
Un tema dunque di puro intervento tecnico o di emergenza, non di pianificazione politico-amministrativa. “Ma se il problema non fosse il verde, bensì come lo affronta chi lo ha in cura?”, si chiedono i promotori del progetto.
Europa Verde Bassano si è quindi posta la questione “se si possa fare qualcosa” per collocare la cultura del verde al centro, e non alla periferia, della pianificazione e gestione del patrimonio urbano nel territorio. Anche perché lo strumento adatto allo scopo esiste, e già da tempo: si tratta della legge nazionale 10/2013 “Norme per lo sviluppo di spazi verdi urbani”. Un provvedimento legislativo teso ad aumentare gli spazi e le cinture verdi nei contesti urbanizzati, a salvaguardare gli alberi monumentali e altre alberature di pregio, a far fronte alle naturali esigenze biologiche e fisiologiche delle piante. E lo fa definendo strumenti e risorse per una corretta pianificazione, progettazione, gestione, fruizione e promozione del patrimonio vegetale e chiedendo le opportune competenze a chi opera nel settore.
“Significa riconoscere la dignità di “disciplina” alla pianificazione e gestione del verde urbano, periurbano e boschivo - sottolineano Bollini e Masolo -. Purtroppo questa legge è ancora, e spesso, disattesa e inapplicata.”
Da qui parte il progetto di Europa Verde Bassano, intenzionata “ad avviare un processo che inverta la rotta”. Si chiama “Liberiamo il verde”. “Liberarlo” nel senso di non farlo più percepire come “un problema” e di trasformarlo da “costo” per le casse pubbliche a “risorsa” per le amministrazioni stesse e quindi per la comunità.
Tutto nasce da un incontro online di presentazione del progetto svoltosi a ridosso del 25 aprile (da qui il richiamo alla “Liberazione”) “che ha visto una partecipazione ricca, eterogenea, sensibile e motivata, incluso anche qualche amministratore del territorio”.
“La sfida - annuncia Renzo Masolo - è quella di un passaggio di visione e di liberazione anche culturale per passare dal concetto di verde come costo per il bilancio comunale al concetto di investimento per il futuro. Lo scopo è quello di avviare un percorso partecipato di formazione e sensibilità al verde per gli amministratori e i tecnici, ma prima dobbiamo conoscere lo stato dell’arte su come il verde pubblico viene gestito dalle amministrazioni del territorio.” “Verremo a bussare alle porte delle amministrazioni - spiega Masolo -, a partire dai Comuni del Distretto 1 dell’Ulss n.7.”
Lunedì 10 maggio, quindi, Europa Verde Bassano invierà una lettera a tutti i 23 Comuni del Distretto 1, con 10 domande per le quali si chiederà risposta. Domande molto semplici e molto pratiche: ad esempio chi e quanto personale è incaricato alla gestione del verde, se esiste un Regolamento del Verde Pubblico, se è stato fatto un censimento del verde.
Ma anche se ci sono iniziative a salvaguardia degli insetti impollinatori e quali prodotti vengono utilizzati per la cura delle patologie delle piante. Ne uscirà una macro-fotografia della gestione del verde pubblico nell’intero comprensorio.
“Aspetteremo qualche settimana per le risposte - afferma il referente di Europa Verde Bassano -. Dopo un paio di mesi, se per caso da qualche amministrazione le risposte non arriveranno, andremo a bussare letteralmente alle porte dei Comuni, chiedendo un appuntamento con i sindaci o con gli assessori delegati. Lo faremo attraverso la rete delle associazioni del territorio, perché il progetto si basa sulla partecipazione delle realtà territoriali. Le amministrazioni passano ma i territori restano.”
Lo scopo di questa prima fase è quello di fare sintesi sull’argomento per poi passare alla fase della proposta, con l’intenzione di costruire “un coinvolgimento attivo dei cittadini e delle cittadine, delle realtà locali e delle amministrazioni per giungere ad azioni e strumenti condivisi e comuni, per impostazione e risorse attuative”.
Bollini e Masolo rimarcano che il progetto “non vuole inventare nulla”, essendoci già la legge 10/2013 che regola la materia, e che l’iniziativa “non ha nessun ruolo di polemica, di giudizio o di disturbo”. “Il nostro atteggiamento è di andare a capire con mente aperta come le amministrazioni e il territorio stanno lavorando su questo tema.”
E come ogni progetto che si rispetti, c’è anche l’obiettivo finale. Lo rivela Masolo: quello di creare un percorso condiviso con le 23 amministrazioni coinvolte per giungere alla proposta dell’istituzione di una Consulta del Verde Sovracomunale.
Per la serie: I Have a Green.
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