Ultimora
Cinema
27 mar 2026
“Il Dio dell’Amore”: l’attrice bassanese Anna Bellato presenta il nuovo film in anteprima al Metropolis
26 Mar 2026 21:14
Fuga di gas nel Vicentino, evacuate otto famiglie
26 Mar 2026 19:05
Smottamento superficiale alla Rocca di Monselice per il maltempo
26 Mar 2026 16:48
Nomine Mundys in dirittura d'arrivo, Benetton presidente, Mangoni ceo
26 Mar 2026 15:40
Piazza Loggia, la Corte d'Assise di Brescia in trasferta a Verona
28 Mar 2026 02:40
Sinner in finale a Miami, Zverev battuto in due set
28 Mar 2026 00:17
Nuovo incidente automobilistico per Tiger Woods, è stato arrestato
26 Mar 2026 22:25
Gasparri lascia la guida dei senatori di Forza Italia, al suo posto Stefania Craxi
26 Mar 2026 21:38
Meloni parla con Mattarella e prende il Turismo a interim
Figli dei fiori
Riflessioni a margine del caso degli alberi tagliati in Prato: può nascere a Bassano una nuova coscienza ecologica che metta finalmente da parte le distinzioni politiche?
Pubblicato il 08 apr 2021
Visto 7.812 volte
Sedentari di tutto il mondo, unitevi. Nella due-giorni di Pasqua - non potendo fare altro per Dpcm - mi sono guardato sul divano di casa un po' di bei film, scaricati di qua e di là.
Tra questi, anche Hair di Miloš Forman: celebre pellicola ispirata all'omonimo e altrettanto celebre musical rock di Broadway, considerato “il prodotto forse più importante della cosiddetta controcultura hippie degli anni sessanta” (© by Wikipedia).
La vicenda racconta la storia di un gruppo di capelloni all'epoca della guerra del Vietnam, con un finale che - per chi non lo ha visto - non vi voglio spoilerare. Ma al di là della trama e di storiche canzoni come “Aquarius” o “Let the sunshine in”, la visione del film mi ha ispirato - nei soliti meandri contorti della mia mente - una ardita ed improvvisa associazione di idee con l'attualità bassanese.
Foto Jacopo Tich
Prima di Pasqua, infatti, la mia tastiera di redazione è stata particolarmente impegnata a raccontare il caso degli alberi tagliati, su disposizione dell'amministrazione comunale, in Prato Santa Caterina a Bassano e le discussioni e polemiche che ne sono conseguite: la decisione presa dall'alto, il Consiglio di quartiere non interpellato, le giovani “essenze” sostitutive non ritenute consone, eccetera. Capita quasi ogni volta che in città si compie un intervento di rottamazione e di sostituzione arborea e ormai su questa dinamica delle cose, per usare un termine molto in voga in questo periodo, siamo o dovremmo essere vaccinati. Eppure, ancora una volta, si è perso il filo della questione.
Quella che è nata come una discussione sulla valenza del patrimonio arboreo urbano, partendo dalla notizia di cronaca cittadina, si è trasformata in un braccio di ferro tra opinioni “pro” o “contro” l'amministrazione Pavan, in particolare nei social. Se sei favorevole all'intervento sei un sostenitore a prescindere dell'amministrazione di centrolega, se sei contrario fai parte invece dell'opposizione politica o ancor di più ideologica.
Il parallelo con Hair è evidente: è come se le varie associazioni e gruppi civici intervenuti criticamente ma anche propositivamente, in varie forme, sull'intervento in Prato (Consiglio di quartiere Margnan-Conca d'oro, Bassano per Tutti, Europa Verde Bassano, Italia Nostra sezione di Bassano del Grappa) facessero parte della “controcultura hippie degli anni venti del Duemila”. Una sorta di novelli figli dei fiori della pedemontana che non trovano di meglio da fare che richiamare l'attenzione sulla salvaguardia dell'ambiente e puntare il dito sull'opportunità di procedere al taglio di 14 aceri, a fronte persino della circostanza che si trattava di aceri malati.
Affrontando la questione con questi presupposti, non se ne esce. E il problema che sovrappone una lente distorta ed esclusiva (“o sei di qua, o sei di là”) al confronto di opinioni sull'argomento è insito alla radice: e cioè la mancanza in città di una coscienza ecologica condivisa che metta finalmente da parte le distinzioni politiche.
A questo punto diciamolo subito: la convivenza di una città con i suoi alberi non è mai facile. Le piante non hanno un mero scopo “ornamentale” e non sono delle belle statuine: sono organismi complessi la cui vita non sempre si armonizza con l'ambiente di asfalto che li circonda. Ne sanno qualcosa i residenti di quartiere Firenze: zona di Bassano caratterizzata da una profusione sulle sue vie di splendidi filari di pini domestici. Ogni volta che mi reco in quel quartiere non posso fare a meno di ammirarli, mi risuonano quasi le note della suggestiva musica dei “Pini di Roma” di Ottorino Respighi. Devo però stare attento a non ammirarli troppo con il naso all'insù, rischiando di inciampare su qualche rigonfiamento sui marciapedi provocato dalle radici sottostanti o di scivolare nei giorni di pioggia, in particolari periodi dell'anno, sugli strati di aghi caduti dai rami. Ma così è, da sempre: anche in ambiente urbano, la natura non chiede permesso.
Come tutti gli organismi viventi, inoltre, anche gli alberi hanno i loro acciacchi e malattie.
Non mi riferisco solo al caso del Prato, ma anche a tutte le altre volte in cui le necessità di “chirurgia botanica” hanno cambiato il paesaggio di qualche strada cittadina.
Chi segue da più anni le nostre cronache ricorderà il polverone sollevato dall'espianto dei platani in viale Montegrappa, sostituiti da 70 giovani carpini piramidali. Déjà vu. Un'operazione che oltre alle nuove “essenze” aveva piantumato anche le solite polemiche, quando ancora non era in auge - come lo è oggi - il tritacarne dei social.
All'epoca l'assessore ai Lavori Pubblici era Dario Bernardi, che fu il regista anche del turnover degli alberi in viale Venezia. Bernardi è stato un buon assessore e in quel tempo ha fatto molte cose anche pregevoli, ma il suo mandato sarà ricordato come quello dell'“assessore taglialegna”. Poi per lungo tempo le cronache locali sono state obnubilate dal progetto del taglio dei platani in viale Scalabrini, voluto sempre da Bernardi e poi rimodulato in modo più “soft” dal suo successore Roberto Campagnolo. Ci furono anche in quella occasione petizioni, lettere di Italia Nostra, contro-campagne televisive.
E anche allora, ancora e sempre, al di là delle rispettabili prese di posizione dei cittadini e delle associazioni civiche, la discussione sull'opportunità dell'intervento era finita in ostaggio dei contrasti della politica. E ha fatto più rumore un albero che cade di una Bassano che dovrebbe invece crescere.
Tutte queste vicende, di cui il “licenziamento in tronco” degli aceri del Prato rappresenta solo la puntata più recente, sono il segno di uno stadio ancora incompiuto di una presa di coscienza collettiva cittadina sulla gestione del patrimonio arboreo come bene comune,
di cui gli atti apparentemente “improvvisi” di disboscamento urbano della pubblica amministrazione sono il riflesso diretto. Al punto che l'interesse per i destini della città alberata sembra risvegliarsi solamente quando il problema si presenta vicino a casa.
La comunità bassanese non è per nulla facilitata in tal senso, se è vero che - come periodicamente riemerge in queste occasioni - Bassano del Grappa non dispone nemmeno di una Consulta del Verde, richiesta inutilmente da anni dall'associazionismo locale.
Ne consegue che chiunque richieda al potere amministrativo, più o meno ad alta voce, di dare una svolta decisa e soprattutto condivisa alle politiche del verde in città rischia di essere considerato un figlio dei fiori nell'epoca sbagliata o un idealista hippie del Terzo Millennio o, peggio ancora, un “ambientalista”.
Proprio così: ancora oggi, la parola “ambientalista” è un'etichetta politica, automaticamente associata per luogo comune al movimento dei Verdi o più in generale alla sinistra.
Ciò è un controsenso, perché l'ambiente che ci circonda è il Grande Fratello che non ci chiede tessere e che ci permette di vivere. E ciascuno di noi, nei limiti delle proprie possibilità, dovrebbe avere a cuore il suo rispetto e la sua tutela.
Dovremmo essere tutti “ambientalisti”, come atteggiamento mentale e come espressione naturale dei nostri comportamenti. La politica non c'entra. Anzi, c'entra ma solo nella misura in cui traduce in atti amministrativi le istanze di una coscienza ecologica che deve partire dal basso. Ma non è possibile etichettare il nostro rapporto con la natura in base alle ideologie di appartenenza. Sarebbe come dire che la qualità dell'aria che respiriamo (grazie anche al lavoro instancabile dei soliti alberi) e la salvaguardia del nostro habitat sono materie da programma di coalizione.
Certamente nel mondo qualcosa sta cambiando, anche se il concetto di “transizione ecologica” è ancora lungi dall'occupare i nostri pensieri al nostro risveglio alla mattina.
Non sono più di moda, come lo sono stati anche a Bassano, i “Fridays for Future”, sostituiti da oltre un anno a questa parte dal più inquietante “Covid for Today”.
Ma dovrà venire prima o poi il momento in cui potremo e dovremo dedicare attenzione alle dinamiche, finalmente partecipate, di costruzione di una città più sana e non solo alla condanna a morte di un albero malato.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 28 marzo
- 28 mar 2025Elio e le Storie Serie
- 28 mar 2025È Giunta la frattura
- 28 mar 2025Donald Finco
- 28 mar 2025Torna a casa, Lassie
- 28 mar 2024Calcio di punizione
- 28 mar 2024A futura memoria
- 28 mar 2023Il principe del foro
- 28 mar 2023U.S.A. e netta
- 28 mar 2019L'apparenza e la sostanza
- 28 mar 2018Terremoto sotto il Grappa, paura nel Bassanese
- 28 mar 2017Il gol di Zico
- 28 mar 2015Il Sottile filo Rosso
- 28 mar 2015MagnaMose
- 28 mar 2014Habemus Finco (!)
- 28 mar 2012Cambiamento a cinque stelle
- 28 mar 2012Gassificatore: “Il nostro unico scopo è che il progetto venga rigettato dalla Commissione V.I.A.”
- 28 mar 2012L'UDC di Bassano: “Il gassificatore e i rifiuti di tutti i giorni”
- 28 mar 2011Le emozioni di “Kairòs”
- 28 mar 2009Il maestro Scimone: “Salviamo il Teatro Astra”
Più visti
Attualità
23 mar 2026
Nodo giovani, il piano del Comandante Berti per presidiare Bassano
Visto 14.200 volte
Attualità
24 mar 2026
Bassano sorprende alle urne: alta affluenza e vittoria in controtendenza
Visto 13.847 volte
Geopolitica
23 mar 2026
Il Cile alza un muro: Kast inaugura la stretta sull’immigrazione
Visto 9.101 volte
Attualità
23 mar 2026
Referendum sulla Giustizia, a Bassano affluenza oltre il 50%
Visto 8.860 volte
Attualità
26 mar 2026
Bassano sboccia al Giardino Parolini: torna "Di Rara Pianta", il salotto verde più esclusivo d’Italia
Visto 5.895 volte
Cineforum
24 mar 2026
Al Metropolis, un ciclo di film con dibattito su accoglienza e genitorialità
Visto 3.564 volte
Attualità
14 mar 2026
Uniti per il Centro Studi: comitati dei genitori al lavoro su strategie e sicurezza
Visto 20.876 volte
Attualità
01 mar 2026
Asparago-gate: “Serve più dialogo tra produttori e ristoratori”
Visto 18.920 volte
Geopolitica
03 mar 2026
Possibile vertice tra Corea del Nord e Stati Uniti in Cina
Visto 15.424 volte
Politica
17 mar 2026
Giustizia al bivio: il fronte del “No” illustra perché opporsi alla riforma
Visto 14.940 volte
Attualità
23 mar 2026
Nodo giovani, il piano del Comandante Berti per presidiare Bassano
Visto 14.200 volte
Politica
18 mar 2026
Giustizia, la svolta del Sì: «Liberiamo il merito dal peso delle correnti per un giudice davvero indipendente»
Visto 14.164 volte
Attualità
24 mar 2026
Bassano sorprende alle urne: alta affluenza e vittoria in controtendenza
Visto 13.847 volte



