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Il Focus perenne
In un centro storico di Bassano afflitto da problemi e chiusure, c'è chi resiste alle sfide del tempo. E oggi il negozio “Focus” celebra 55 anni di attività
Pubblicato il 16 dic 2018
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Nessuna festa, brindisi, ricchi premi e cotillon. La giornata è stata trascorsa lavorando, come da 55 anni a questa parte. Eppure si tratta di una giornata speciale: perché proprio ed esattamente cinquantacinque anni fa, il 16 dicembre 1963, il giovane commerciante Marcello Zanon, assieme alla moglie Marcella detta Nicla, apriva in piazza Libertà, tra gli scalini di vicolo Vittorelli e la Loggia del municipio, un negozio di articoli casalinghi.
C'è ancora l'attestato di esercizio dell'Ufficio Imposte Consumo del Comune di Bassano del Grappa, ingiallito ma col valore di un documento senza tempo, che certifica l'avvio dell'attività commerciale e che per l'occasione è stato affisso alla porta d'ingresso del negozio “Focus”, detto anche “Focus Home”, che è ubicato nella galleria Tabacchi di via Roma e che continua la tradizione di quello storico punto vendita in piazza.
Oggi, dentro questo negozio che propone raffinata oggettistica per la casa, ci sono ancora e sempre Marcello e Nicla. Assieme a loro c'è il figlio Romano, detto Carlo, volto noto delle cronache cittadine per il suo ruolo di vicepresidente dei Commercianti di Bassano, laureato in Filosofia che dal mondo di Leibniz e Nietzsche è passato a quello di Rosenthal e KostaBoda, solo due dei tanti marchi di spicco che hanno caratterizzato l'offerta di prodotti di prestigio per la casa in questi undici lustri di storia. La squadra di bottega è completata da Orietta Leonardi, che collabora dietro al banco di vendita e garantisce un valore aggiunto alla professionalità dell'insieme: quello del sorriso.
Da sinistra: Orietta, Alessandra, Romano detto Carlo, Marcella detta Nicla e Marcello (foto Alessandro Tich)
“Focus” è distante pochi passi da Bassanonet: lo si raggiunge transitando per via Roma dopo avere costeggiato diversi altri negozi, tra cui un'altra bottega storica del centro come l'Enogastronomia Baggio, il negozio delle golosità Dolce Idea di Fietta e l'altro negozio “Focus” gestito dalla moglie di Romano ovvero Carlo, e cioè Alessandra, coi prodotti dei marchi Swatch e Swarovski. Tutti negozi che sfuggono all'appiattimento delle catene in franchising e che regalano un'opportunità che un centro commerciale non potrà mai dare: quella dell'incontro e del contatto diretto fra le persone, della chiacchierata sulle questioni della città, della battuta spiritosa sulle medesime, senza obbligo di acquisto.
Quando sono qui e appena posso, mi sgancio ogni tanto dalla redazione, raggiungo le vetrine di “Focus” in galleria Tabacchi e, se Romano Zanon non è troppo impegnato coi clienti, entro a trovarlo oppure esce lui a fare due chiacchiere di qualche minuto vicino al muretto della Biblioteca Civica. Perché conversare con lui è un piacere e che si parli di attualità, di cultura, di centro storico, persino di filosofia oppure di monate varie (perché anche di queste vive l'uomo), è sempre un arricchimento per lo spirito.
Quello stesso spirito con cui lo vedo all'opera, assieme ai suoi genitori, mentre coglie le esigenze della affezionata clientela, ma anche della fascia dei turisti di passaggio, per servirla il meglio possibile.
Quella di “Focus” è una delle tante storie della piccola imprenditoria veneta che meriterebbero l'approfondimento di un libro. Oggi Romano, che io non riesco ancora a chiamare Carlo, ha postato sui social un bellissimo e lungo testo che racconta i cinquantacinque anni della sua impresa familiare. Parole che trasudano amore per Bassano, per la sua famiglia e per il suo lavoro. Non potrei competere, se dovessi scrivere io lo stesso racconto, perché sono tutte parole vissute. Vale a dire le parole dirette, e sincere, della memoria e degli aneddoti della vita quotidiana.
A partire da quando Marcello e Nicla, allora giovani sposi, avevano chiuso la loro esperienza da Baggio Casa a Cittadella per trasferirsi a Bassano e aprire “Focus” nel locale dell'ex bar pasticceria da Cogo “in una fredda giornata condita di vento e neve”.
Era l'inizio della storia: una storia fatta di tanto lavoro, di determinazione e dell'intuizione di offrire il meglio in una città che offriva ancora troppo poco per la casa: ceramiche di Barettoni e Costa, lampadari di Perenz, servizi di Boemia, porcellane francesi e tedesche, terraglie inglesi e di Toscana. Ma anche tanti casalinghi, comprese “le pentole a pressione, adorate da Carlo Scarpa”. Capitava spesso che qualche personaggio famoso mettesse piede in negozio e quando si dice che una volta la gente da fuori andava appositamente a Bassano a fare gli acquisti, si capisce il perché.
“In quegli anni - racconta Romano alias Carlo Zanon - il Centro era un quartiere di pietre antiche e fiori alle finestre, era il ritrovo di noi ragazzi e delle famiglie, si camminava e si correva a piedi o in bici e non servivano progetti per rivitalizzarlo. Le macchine non erano ancora le nemiche del popolo, anzi c’era un vero autosalone a cielo aperto, sempre pieno, sempre gremito, tra cinema e uffici, locali e botteghe, tribunale e teatro. Durante la settimana ci si lavorava e la domenica ci si tornava, tirati a lucido, tra pastine di Scramoncin e Toffano, il pollo di Adriano e la Santa Messa a San Francesco.”
Poi altri tre decenni di lavoro e di sviluppo, di debiti e di incassi, di nuove marche e di rinnovi: una metamorfosi continua, tipica del Nordest. Gli anni '90 sono il periodo in cui Carlo (Romano), diversamente dalla sorella Lucia, abbandona la sua professione e, come narra nel testo, “decide di farsi bottegaro per allungare la vita di Focus e non se ne pentirà”. “Poi - racconta ancora - cambia la moneta e il Paese scivola nelle morse di accordi scellerati e patti unilaterali. Anche Bassano scivola, nella politica di chi non sa e si sposta dall’acquisto al consumo di bibite e spritz, una generazione senza futuro ma col biciere sempre in man.” “Crescono i mostri d’acciaio e vetro privi di programmazione e infrastrutture, a casaccio - aggiunge, riferendosi ai primi anni 2000 -. Si moltiplicano le vetrine uguali ovunque, anonime, e il Centro langue, stuprato, preda dei giganti e abbandonato a se stesso, buono solo per selfie e chiassose bevute in compagnia. Perde terreno e interesse, vive il weekend come un palloncino che si gonfia di gente per poi tornare floscio durante la settimana - salgono solo e sempre gli affitti. Muta il mondo e muta lo struscio, con le auto se ne vanno altrove anche le persone. Bassano somiglia a una ciambella, vuota al centro ma soffice e saporita verso l’esterno.”
E allora? Arriva il momento di svolta. “Allora - prosegue l'appassionata e appassionante narrazione - si investe una vita intera e si torna in quella galleria che Marcello aveva considerato e poi scartato tanti anni prima. E via Roma fu, l’undici dell’undici del duemila e undici. Un lungo e accogliente condominio adagiato tra negozi e palazzi, tra Piazza Libertà e Porta Dieda: persone nuove e nuovi amici, tante risate assieme, le colazioni in Caffetteria e le piacevoli cene conviviali. I Baggio, che a Focus somigliano. Terry, Mauro e le loro ragazze, fantastici dirimpettai, tra fatiche condivise e scoppiettante passione contagiosa.” E in galleria Tabacchi “si cambia pelle, di nuovo - la merce va e viene ma i clienti restano, come angeli custodi”. Si ristruttura di nuovo e si torna alle origini, innovando ma nella tradizione.
“Gli show cooking e le serate a tema - scrive Zanon -. Ci sono Alessandra con Lara, a seguire Swarovski e poi Swatch, mentre Carlo e Orietta si occupano del resto. C’è poi la Confcommercio, che ce la mette tutta per rialzare le sorti di una città che rischia grosso, una città affetta da miopia e sordità, una città che sta mettendo a repentaglio il proprio orizzonte e il proprio futuro.”
“Ora Nicla e Marcello - i nostri millenials - stanno invecchiando, storditi dal mondo di internet, dell’online, dei social, degli sconti senza cortesia, dei colleghi col loro orticello contro il tuo... - sottolinea affettuosamente, ma anche esplicitamente, il figlio -. Cosi Carlo ricomincia a studiare centinaia di scritti di economia, di marketing, di... tutto e segue il mondo, girando tra fiere e altri colleghi illuminati e città più grandi, più evolute, per capire la strada. Ma si accorge che non c’è una strada, c’è solo il proprio sentiero, tortuoso e difficile, pieno di curve e salite, piccole pianure e qualche breve discesa, senza mai un luogo abbastanza ampio da potersi orientare, senza mai un ristoro da potersi godere il percorso fatto, correndo lungo il bordo del burrone fino a perdere del tutto la paura.”
E così, lungo questo sentiero tortuoso e difficile, siamo arrivati all'oggi.
Annota nel suo scritto Carlo-Romano: “Tra errori, capovolgimenti, trasformazioni e nuove frontiere siamo arrivati fino a qui - fino al 16 dicembre 2018 - a 55 anni luce da Cittadella e anche da piazza Libertà, e i due vecchietti li ritrovate ancora in galleria Tabacchi, che girano un po’ più lenti ma sempre litigiosi come due ragazzini. E lì, con sua moglie e Orietta, c’è anche il vostro umile narratore che ogni tanto potete vedere seduto sul muretto della biblioteca, a fumare mezza sigaretta e prendere un po’ d’aria perché i terribili nonni Focus ne consumano parecchio d’ossigeno...”.
Semplicemente stupendo. E soprattutto autentico, vivo, schietto, reale.
In questa giornata senza brindisi, ricchi premi e cotillon, ma solamente di lavoro come sempre, ho voluto anch'io rilanciare questo anniversario numero 55.
E quanto prima ritornerò per l'ennesima volta in galleria Tabacchi per condividere una mezza sigaretta con Romano, che forse riuscirò finalmente a chiamare Carlo, seduti sul muretto della biblioteca e per fargli i complimenti per il suo racconto. Perché in un centro storico afflitto da problemi e da chiusure, c'è ancora chi resiste alle sfide del tempo: un Focus perenne che continua ad ardere a Bassano e per Bassano.
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