Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 06-02-2017 17:32
in S.O.S. città | Visto 3.416 volte
 

Biglietto da visita

Benvenuti a Bassano. Un clamoroso esempio di degrado urbano al parcheggio “Le Piazze”

Biglietto da visita
Facciamo finta che io sia il classico “foresto” (turista o visitatore di un giorno, poco importa) che arrivi per la prima volta a Bassano del Grappa e lasci l'automobile al parcheggio “Le Piazze” per andare a passeggiare in quel centro storico che aspira nientemeno - secondo una campagna lanciata da una tv locale - che al titolo di Patrimonio dell'UNESCO.
Qual è la prima cosa che mi si para davanti agli occhi? È il “mostro” immortalato nella fotografia pubblicata qui sopra. Una parete obbrobriosa e completamente fatiscente, per descrivere la quale lasciamo parlare l'immagine.
Si tratta di una porzione del retro dello stabile di ingresso del Vecchio Ospedale, abbandonata di fatto a se stessa. Un davvero poco edificante biglietto da visita, per una città che dovrebbe fare dell'accoglienza - e del decoro urbano ad essa collegato - il proprio asso nella manica.
Non si può comunque dire che l'intero complesso di quel che resta dell'ex nosocomio di viale delle Fosse, di proprietà del Comune di Bassano, sia lasciato al proprio destino.
Proprio in questo periodo, infatti, stanno procedendo i lavori di riqualificazione della attigua Chiesa di San Bonaventura.
Ma quell'angolo di degrado urbano nell'area del parcheggio è un pugno nell'occhio degno del migliore Mike Tyson. E siccome è già da lungo tempo che cotanta bruttura fa bella mostra di sé, mi chiedo come mai, negli uffici comunali, fino ad oggi non sia venuto in mente a nessuno di fare qualcosa per migliorare l'aspetto esteriore di questo angolo cittadino di grande passaggio pubblico. Non dico ristrutturare la parete, ma perlomeno coprirla - che so - con qualche grande telone promozionale o cartellone che illustrino le bellezze della città e del territorio.
Perché, cari amministratori comunali, questo vecchio edificio sta perdendo i tochi: e non vorrei mai che fosse la metafora di quello che sta accadendo, più in generale, alla nostra Bassano.