Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 08-08-2014 20:24
in Attualità | Visto 2.319 volte

Prima il Nord, parte seconda

Manuela Lanzarin replica all'attacco nei suoi confronti del Movimento 5 Stelle sul tema della Valdastico Nord. “Decisamente la noia del periodo estivo gioca brutti scherzi ai grillini di casa nostra”

Prima il Nord, parte seconda

Manuela Lanzarin (foto: archivio Bassanonet)

Prima il Nord, parte seconda. Sulla polemica a distanza lanciata dagli esponenti del Movimento 5 Stelle (M5S Rosà, M5S Sandrigo e sen. Enrico Cappelletti) riguardo alla posizione favorevole dell'ex deputata leghista Manuela Lanzarin circa il completamento della Valdastico Nord, inserito nel Decreto “Sblocca Italia” del governo Renzi, pubblichiamo oggi la replica dell'esponente della Lega Nord affidata al seguente comunicato stampa trasmesso in redazione:

COMUNICATO

In riferimento al comunicato stampa ripreso da alcuni media locali a firma dei referenti delle sezioni di Rosà e Sandrigo del Movimento 5 Stelle e del sen. Enrico Cappelletti, così risponde l’on. Manuela Lanzarin:

«Decisamente la noia del periodo estivo gioca brutti scherzi ai grillini di casa nostra che pare non abbiamo nulla di meglio da fare che aizzare polemiche qualunquistiche nel perfetto loro stile, troppo spesso in antitesi a proposte concrete di fattibilità.
Il progetto del completamento della Valdastico a nord e la possibile svolta impressa dal Governo Renzi, che mi auguro non sia solo un ennesimo spot, non ha certo basi elettorali o è idea di pochi e questo i grillini lo sanno. Se non fosse così li invito a rileggersi un po’ di storia per capire in quanti hanno sostenuto nel passato ed in modo trasversale l’opera. Se non vogliono andare indietro a partire dagli anni Settanta, possono cercarsi il documento di giugno firmato da una settantina di sindaci di vari gruppi politici e di più province che hanno chiesto al Premier una svolta.
Loro che si fanno paladini del territorio e della gente, sentano i nostri imprenditori, magari quelli delle aziende dell’Alto Vicentino che per sopravvivere guardano ai mercati esteri e sono costretti da sempre a sopportare il peso di una rete viaria vetusta, pagando più di altri il peso della concorrenza. Le ragioni di una maggiore sicurezza e celerità nella mobilità, di un aiuto al sistema economico locale ed un ammodernamento delle infrastrutture hanno fondamenta troppo solide per essere abbattute da chi è contrario all’opera.
Certo dispiace confrontarsi su guazzabugli di opinioni su temi e concetti diversi, messi insieme e privi di possibili alternative. Bene le idee diverse, sale della democrazia, ma inveire quasi solo per il gusto di farlo, lascio ad altri ogni giudizio.
Il Paese, soprattutto in questa lunga crisi che pare non trovare mai fine, ha bisogno di concretezza e semplificazioni, di decisioni coraggiose e di fatti. Di parole se ne sono spese sin troppe in troppi ambiti.»

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