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Con Dario e col Leon
I movimenti indipendentisti del Veneto confluiscono a Bassano nella lista “Ła Brenta - Insieme per l'Indipendenza”. Che corre per il candidato sindaco Dario Bernardi
Pubblicato il 18 apr 2014
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Il candidato sindaco Dario Bernardi, come ben sapete, vuole “portare Bassano al Centro”. Loro invece dal Centro - inteso come lo Stato centralista di Roma - si vogliono separare. Ma le alchimie della campagna elettorale possono generare le più impensate combinazioni. E così nasce a Bassano la lista civica indipendentista “Ła Brenta - Insieme per l'Indipendenza”, che correrà alle amministrative proprio nella coalizione di Dario Bernardi.
Non è il primo caso di joint venture centrista-indipendentista. Cinque anni fa il candidato sindaco Stefano Cimatti, politicamente collocato al Centro, aveva corso al primo turno con una coalizione formata - oltre che dalla civica “Città Vostra” e dal Partito Democratico - anche dalla lista della Liga Veneta Repubblica.
Ci sono poi altri “fenomeni” politici che non fanno sembrare i moderati di centro e i movimenti venetisti due mondi così proprio agli antipodi: il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, storicamente di area Udc, è rimasto folgorato sulla via dell'autodeterminazione dei popoli proponendo il progetto di legge n° 342 riguardante la convocazione del referendum istituzionale consultivo sull'indipendenza del Veneto.
Alcuni candidati della civica “Ła Brenta - Insieme per l'Indipendenza” all'incontro stampa di presentazione. Seduti in primo piano, da sinistra: Enrico Polo, Antonio Guadagnini e Michele Brunelli (foto Alessandro Tich)
Ora la “consonanza” tra l'universo civico centrista e i sostenitori del Veneto Stato si ripropone a Bassano. Ma in una forma più ampia e strutturata rispetto al 2009 e in un momento storico in cui l'indipendenza veneta - volenti o nolenti - è un tema inserito a pieno titolo nell'agenda politica regionale.
“Oggi presentiamo “Ła Brenta - Insieme per l'Indipendenza”. Una lista civica, a sostegno del candidato sindaco Dario Bernardi, con una caratterizzazione politica molto forte. L'obiettivo finale è l'indipendenza del Veneto.”
E' quanto afferma, nella conferenza stampa di presentazione, il capolista Antonio Guadagnini.
Guadagnini, crespanese nato a Bassano e già vicesindaco di Crespano del Grappa, non è un candidato qualsiasi: è il segretario di “Veneto Stato” e uno dei leader dell'arcipelago indipendentista nella nostra regione, già soprannominato “il ribelle dell'Irpef” e da anni presente sui media per le sue forti posizioni contro le tassazioni romane, nonché già front-man del Movimento dei Sindaci.
Anche il suo è un caso di conversione dal Centro all'indipendenza: fino al 2010, guardacaso, era iscritto all'Udc.
E sono state proprio le trasferte a Roma a guida del Movimento dei Sindaci, condite dai “no” dello Stato alle richieste delle autonomie locali, che lo hanno convinto che “non c'è alternativa”: “L'unica strada percorribile per i nostri interessi è far votare i veneti per l'indipendenza.”
“Bassano - sottolinea il capolista - è l'unico Comune dove si vota nel Veneto che vede tutte le liste indipendentiste unite, è un inedito per la politica del Veneto.”
La maggior parte dei 24 candidati de “Ła Brenta” - l'elenco definitivo sarà disponibile sabato - sono infatti espressione dei movimenti “Prima il Veneto” (la neonata formazione indipendentista promossa dai fuoriusciti dalla Lega Nord), “Indipendenza Veneta” e “Noi Veneto”, quest'ultimo scaturito dall'alleanza tra “Veneto Stato”, “Veneti Indipendenti”, “Liga Veneta Repubblica” e “Futuro Popolare”, il movimento di Valdegamberi.
Tra i candidati ci sono anche “semplici cittadini” che non hanno alle spalle una militanza venetista, ma la connotazione della lista è fortemente caratterizzata dalla matrice indipendentista dei suoi promotori.
E Guadagnini guarda già al 2015: “Bassano è un laboratorio politico per l'anno prossimo, per presentarci uniti alle regionali. L'obiettivo è il referendum per l'indipendenza del Veneto. Con le risorse che mette lo Stato è impossibile amministrare. Per Bassano, come per ogni altro Comune, la soluzione del problema è l'indipendenza.”
Già: ma come la mettiamo, e soprattutto che c'azzecca con Dario Bernardi?
“Corriamo con Dario Bernardi - specifica il capolista - perché lui è favorevole al fatto che si attui un referendum, per permettere anche a chi è contrario di esprimersi. Inoltre la macchina amministrativa è complessa e ha bisogno di persone esperte. Gli altri candidati non hanno esperienza amministrativa diretta. Infine è l'unico candidato che non è sostenuto da un partito. C'è chi pensa che i “padrini politici” possano portare avanti le istanze di Bassano. Questo non è degno di un paese civile. Il problema è anzi quando si è affiliati ai partiti nazionali. Non si hanno risultati, e i casi del Tribunale e dell'Ospedale parlano chiaro.”
“Qui ci sono solo liste civiche - osserva Guadagnini riguardo alla coalizione -. E' la condizione necessaria per amministrare bene, ma non sufficiente: serve l'indipendenza. Per noi è fondamentale la natura civica della coalizione.”
Il Tribunale e il “programma-fiume”
E' il turno di altri candidati in lista. L'avvocato Francesco Bellin si sofferma sul Tribunale: “La situazione è catastrofica per le promesse dei politici non mantenute. Il ministro Orlando nel suo programma elettorale aveva detto che Bassano andava riaperto perché virtuoso. Mi chiedo come mai Orlando ora è al governo e il Tribunale non ha riaperto, con costi immani per il tessuto socioeconomico. In Veneto c'è un magistrato ogni 20.320 abitanti, in Calabria uno ogni 7007. In Veneto abbiamo un Tribunale ogni 705.000 abitanti, nel Molise uno ogni 106.000. La situazione è insostenibile anche per gli utenti della Pedemontana e dell'Altopiano. Bassano ha già dato abbastanza.”
“Il nuovo Tribunale è costato 12 milioni - rileva Guadagnini -. Sembra una cifra enorme, ma non lo è se rapportata al residuo fiscale per abitante: ogni anno i bassanesi lasciano a Roma 160 milioni di euro. Sono più di dieci Tribunali all'anno. Sono queste le cifre che si devono mettere in testa i bassanesi per decidere chi votare.”
Enrico Polo, mitico volto dell'ambiente del ciclismo e venetista puro, parla di “giovani e sport” come punto prioritario da seguire e sottolinea la vicinanza con gli altri movimenti indipendentisti europei: “So stà aea Parigi-Roubauix coa bandiera del Leon asieme a quea dee Fiandre. Benessere e libertà. No voemo altro.”
Michele Brunelli sintetizza il “programma-fiume” de “Ła Brenta”, il cui primo punto è “indipendenza di pari passo con l'internazionalità”: “Il nostro fiume scorre in una valle che porta verso l'Europa. Solo con uno Stato Veneto si è aperti al mondo, rappresentati nei consessi internazionali, paritari nel mercato globale.”
Poi i temi locali: tra cui Quartieri (“non vanno ignorati e non vanno solo ascoltati, ma incoraggiati a produrre idee per la città”); Comprensorio (“necessario coordinare Bassano e gli altri Comuni e promuovere il territorio con accurate azioni di marketing territoriale”); Turismo di qualità (“mantenere i turisti più a lungo. Oggi abbiamo la prima guerra mondiale, la ceramica, la grappa. Fine. C'è invece parecchia cultura e identità locale da vendere”) e Tribunale (“va recuperata l'autonomia giurisdizionale della città, garantita già ai tempi della Serenissima, nell'ottica del Tribunale comprensoriale di area pedemontana/Brenta”).
E infine i schei, ovvero le risorse per amministrare: “L'indipendenza politica e quindi un'autonoma gestione fiscale deve portare a mantenere nei Comuni maggiori entrate fiscali.” “I soldi ci sono - rimarca la sintesi del programma, diffusa alla stampa - ma desso vanno in Italia.”
“E' la prima volta che i movimenti autonomisti hanno trovato un accordo - conferma Giampietro Costa, coordinatore del circolo di Bassano di “Prima il Veneto” -. Dobbiamo fare squadra tutti se vogliamo sconfiggere il centralismo romano che ci opprime.”
“Perché non con la Lega Nord”
Presentando la lista, Guadagnini non si pronuncia su altri aspetti del composito e spesso anche controverso mondo indipendentista veneto.
Ma alle domande dei giornalisti deve uscire allo scoperto.
E a chi gli chiede “perché avete pensato di allearvi con Bernardi e non, ad esempio, con la Lega Nord?” risponde: “Insieme per l'Indipendenza è un inedito storico e geografico. E' la prima volta ed è l'unico Comune del Veneto in cui ciò accade. La Lega si è alleata con Fratelli d'Italia. Sorge il dubbio se nella Lega ci sia mai stata una volontà indipendentista. Dario Bernardi è più compatibile con la nostra storia.”
E il recente plebiscito on line per l'indipendenza del Veneto? “Un referendum non va confuso con un sondaggio. Avete visto che non abbiamo deliberatamente parlato di plebiscito.eu. L'indipendenza va perseguita come in Catalogna, con un mandato politico e con lo strumento democratico di un referendum consultivo istituzionale.”
Bassano città turistica e internazionale, ma in un Veneto sovrano di se stesso.
E' il progetto che scorre tra rive de “Ła Brenta”, con una lista che presenta candidati delle più diverse estrazioni sociali e professionali: dal commerciante all'avvocato. Ovvero, come dice Enrico Polo, “da queo che vende radicee a queo che se occupa de giustisia”.
La posta in palio? “Your Future - El to futuro”, ricorda il grande striscione appeso al muro nel bilinguismo internazionale-locale che si ripete anche nello slogan del programma: “Flowing towards independence - Come l'àqua, verso l'indipendença.”
E' il traguardo che i promotori della lista pongono alla base del loro progetto.
Con Dario e col Leon.
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