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Il grande giorno di Dario III°
Il bilancio di comunità, il taglio del debito, la “linea del Brenta”: un discorso “kennediano” per il lancio della campagna elettorale. Dario Bernardi scende in campo come candidato sindaco del progetto civico "Portiamo Bassano al Centro"
Pubblicato il 13 apr 2014
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Parola di boy scout (che non sono mai stato): un Dario Bernardi così non lo avevo mai visto.
Energico, deciso, motivato, dotato di un'ars oratoria che a forza di parlare di rotatorie e di asfaltature, nei suoi cinque anni di assessore ai Lavori Pubblici, non era emersa fra i tratti peculiari del suo repertorio.
Per annunciare la sua discesa in campo come candidato sindaco, a capo del progetto civico “Portiamo Bassano al Centro”, Dario il sorprendente sviscera un discorso in stile John Fitzgerald Kennedy, ricco di proposte condite di frasi ad effetto, che alla fine sarà salutato da un intenso e prolungato applauso del pubblico che affolla la Sala Tolio, sede della conferenza stampa, allargata ai simpatizzanti, per il lancio della campagna elettorale.
Il candidato sindaco della coalizione "Portiamo Bassano al Centro" Dario Bernardi (foto: Alessandro Tich)
Non è ancora il momento per l'annuncio della composizione della coalizione e dei nomi dei candidati consiglieri: attualmente le liste a sostegno di Bernardi sono “più di due” ma l'adesione al progetto è ancora aperta. “C'è la possibilità anche per altri di venire con noi - conferma il candidato sindaco - e nei prossimi giorni, che saranno i giorni santi, potranno aggiungersi altre aggregazioni. Il nostro è un gruppo aperto verso tutti fino alla fine.”
Per sapere chi saranno i suoi compagni di squadra, bisognerà quindi attendere ancora un po'. Perché oggi è il grande giorno di Dario III°, che ritenta la scalata alla poltrona più alta di via Matteotti dopo essere già stato candidato sindaco nel 1999 e nel 2004. E che esce finalmente allo scoperto dopo essere rimasto sornionamente in stand-by per tutto il periodo pre-campagna elettorale caratterizzato dalle primarie del centrosinistra e dai sofferti travagli del centrodestra.
L'occhio curioso del cronista non può comunque fare a meno di scorgere la presenza di alcuni notabili nell'uditorio in sala: l'assessore comunale uscente ed ex “Bassano ConGiunta” Annalisa Toniolo; l'assessore comunale uscente Dino Boesso; i consiglieri comunali uscenti della civica di Stefano Cimatti (e ora presumibilmente di area D'Agrò) “Città Vostra”, Giorgio Bettiati e Cristoforo Lo Giudice; l'ex candidato sindaco de “La Destra”, ex Lega Nord e già Fli Nicola Giangregorio; il presidente dell'associazione di Gianni Tasca “Politica in Regola” ed ex consigliere comunale di Udc-Bassano Futura Angelo Vernillo e persino Antonio Guadagnini, a suo tempo vice sindaco di Crespano del Grappa, uno dei leader del movimento indipendentista veneto. Solo spettatori curiosi della presentazione elettorale, o anche candidati consiglieri in pectore?
Ai posteri, nei prossimi giorni, l'ardua sentenza.
“La prima opera pubblica da fare: la diminuzione del debito”
“Dobbiamo prepararci bene a un giorno di grande festa, perché il 25 maggio i cittadini parteciperanno attivamente a scegliere il governo della nostra città” - esordisce, ecumenicamente, Dario Bernardi con parole di fair play anche per i candidati sindaci e le liste concorrenti: “Un saluto a tutti coloro che parteciperanno con la loro formazione politica. Bassano ha bisogno di tutte queste persone dalle buone idee in tutte le formazioni, nel massimo rispetto e confronto.”
Dopodiché Dario III°, supportato da alcune slides in power point, parte in quarta: “Il Centro siamo noi, ci mettiamo la nostra faccia. Il Centro non solo come luogo politico, ma come centralità della città che vuole dire centralità del cittadino rispetto alle istituzioni. Non siamo una forza partitica, ma una proposta civica in dialogo coi partiti che credo sia la proposta più indovinata per riscrivere la politica con la “P” maiuscola.”
Con un “progetto di futuro per la città” che ha bisogno “del consenso elettorale e del contributo dei cittadini”. Coi valori fondamentali (“persona e famiglia”, “pace e democrazia”, “laicità e cultura”, “accoglienza nella sicurezza”, “impresa nella sostenibilità”) da tutelare come si tutela il capitale di un'azienda: “Far crescere il capitale sociale di Bassano emettendo nuove azioni positive. Il capitale sociale è un patrimonio di intraprendenza e di solidarietà che è nel Dna del bassanese.”
Da qui il modus operandi: “Fare e aiutare a fare.”
“Ci candidiamo a governare bene il Comune, ma oggi un sindaco deve anche essere un facilitatore e aiutare a far bene il mestiere di tutti i gruppi e di tutti gli attori sociali.” Il bilancio del Comune sarà quindi affiancato dal “bilancio della comunità”: “Gli obiettivi di Bassano devono essere condivisi con le scuole, le categorie economiche, il mondo del lavoro, il sociale che devono entrare in un disegno comune.”
Il candidato sindaco va quindi sul concreto presentando, con 5 anni di anticipo, il DEF (Documento Economico e Finanziario) comunale 2019: “E' un DEF sostenibile per le generazioni future, che indica come sarà la situazione economica del bilancio e quindi dei soldi dei bassanesi il 31 dicembre 2019. Non possiamo continuare a contrarre debiti, pensando che poi dopo “qualcuno pagherà”. La popolazione sta invecchiando, ci sono nuove emergenze sociali e servono le risorse per farvi fronte. E allora, da assessore ai Lavori Pubblici, io chiedo: qual è la prima opera pubblica da fare? E' la diminuzione del debito pubblico comunale. Nel 2009 ogni bassanese, compresi i neonati, aveva un debito pro capite di 1344 €. Il sindaco Cimatti ha ridotto il debito del 22,5% portandolo a 1035 € per abitante. Noi ridurremo ulteriormente il debito del 40%, e nel 2019 sarà di 620 € per abitante. Il costo del debito lo dobbiamo portare via dalle risorse per fare servizi e per contenere la pressione fiscale.”
Ergo: “Revisione delle spese correnti, minor costo del debito, più risorse per i servizi e contenimento delle tasse. Ci vuole un “anno zero” definendo le priorità politiche per guidare la spesa.”
Tra gli obiettivi strategici, la riconversione del patrimonio comunale: “Apertura 365 giorni all'anno di Palazzo Bonaguro e Palazzo Agostinelli, come circuito di stimolo alle attività.”
Il Comune come “primo cliente del sistema economico”: “In questi 5 anni il Comune è stata la prima stazione appaltante del sistema economico. Lo sarà ancora, ma senza più acquistare finanziamenti. Le nuove opere si possono fare senza comprare soldi, ma tramite i finanziamenti europei, come è stato per la riqualificazione dei Giardini Parolini e del Museo, che riaprirà il 24 aprile”.
E ancora: “Investimenti per imprese, lavoro, solidarietà e quartieri. Ridurre i costi di manutenzione: non possiamo continuare a spendere 800mila € all'anno di illuminazione. Il risparmio è già iniziato: Piazzale Trento da ieri sera è illuminato a led, come viale XI febbraio e altre vie della città. Pagamenti ai creditori, e un fisco equo e semplice. I cittadini lo vedranno subito, perché dopo le elezioni non ci saranno lune di miele: entro il 31 luglio ci sono le scadenze Tasi, Tari e Imu per la 2° casa. Le applicheremo con criteri di equità e semplicità.”
”No al club dei 14”
Nel prossimo mandato, a seguito delle spending review governative, i consiglieri comunali scenderanno al numero di 24, di cui 14 di maggioranza.
Ma Bernardi dice “no al club dei 14, sì alla chiamata della città”.
“Nessun club chiuso, la maggioranza deve essere il motore degli obiettivi pluriennali della città decisi con percorso partecipativo, per definire il senso di dove andare. O ci troviamo una volta al mese coi presidenti di quartiere, le categorie economiche, le forze sociali attorno al tavolo del sindaco o torniamo a casa tutti insieme.”
Con quattro scelte di strategia: “Flessibilità, semplicità (regole chiare, “organizzazione leggera” dei 297 dipendenti comunali), innovazione (città digitale) e qualità della vita (qualità degli interventi piuttosto che quantità delle azioni).”
Alleanza col territorio: “Le province 2.0 sono un'occasione da non perdere per le politiche dei trasporti, della viabilità sovracomunale, della difesa del suolo. Non dobbiamo sbagliare.”
Leadership della città: “Bassano non è un puntino geografico, come lo vedono a Roma. “Non sei capoluogo, non sei nessuno?”. No, grazie. Concordo col presidente della Corte di Appello di Venezia che ha detto che la soppressione del Tribunale di Bassano è stata una catastrofe. Il presidente Zaia ha dichiarato che il nostro Tribunale è la linea del Piave. Noi vogliamo difendere il nostro Ospedale, è la nostra linea del Brenta. Lo difenderemo mandando gli arditi: è necessario razionalizzare le spese in Sanità ma diciamo “no” a un'unica Ulss provinciale, “sì” a un'Ulss di Bassano capoluogo.”
Urbanistica e vivibiità dei quartieri: “Meno consumo del territorio, più tutela e riqualificazione dell'esistente. Nel primo semestre vareremo non un piano casa, ma un “piano dell'abitare” per il centro storico, per venire incontro alle attività del centro storico. Con l'obiettivo, oltre al centro, di rendere città ogni quartiere.”
“Mi hanno detto che devo parlare di alberi”
“Mi hanno detto che devo parlare di alberi” - dice all'improvviso Bernardi, suscitando i sorrisi della platea. “Affermo con fierezza che il patrimonio degli alberi adulti in città è cresciuto del 15,3%. Pensiamo solo cosa vorrebbe dire se la popolazione fosse cresciuta del 15,3%. Stiamo realizzando il bosco della città, un progetto educativo importante. E mi voglio togliere un sasso dalla scarpa: il famoso cedro di 25 metri davanti alle scuole Mazzini. Un'esperta ha rilevato che quell'albero era malato nel tronco e nell'apparato radicale, con evidente pericolo di schianto e con direzione di caduta tra la Madonnina e l'entrata della scuola. Il giorno prima, per lo stesso motivo, si era schiantato un pino marittimo in quartiere Firenze e solo San Bassiano e la Beata Giovanna hanno fatto in modo che in quel momento non passasse nessuno. E così ho fatto togliere il cedro, prima ancora di dirlo al sindaco. Anche gli aceri negundi di viale Venezia erano in evidente pericolo di schianto, e noi andiamo a parcheggiarci addosso come in viale XI Febbraio. Era la quarta volta che venivano sostituiti, non sono gli alberi degli impiccati.”
Messaggio finale: “Come poter fare felici i bassanesi? Senza creare ricchezza i diritti sono a rischio. Dobbiamo essere competitivi, attrattivi e più internazionali. Meno interessi e più sensibilità. Il nostro slogan è: “I fatti. Adesso”. Non possiamo più perdere tempo. Vi do un numero: in 27 mesi nel parcheggio “Le Piazze” hanno parcheggiato 523.228 macchine. Il Comune ha ricavato 800mila euro e ciò ha consentito di applicare un'Imu più bassa. Quando, ereditandola dall'Amministrazione precedente, dovevamo decidere la destinazione del Vecchio Ospedale ho chiesto alla commissione di esperti quanto ci sarebbe voluto per riconvertirlo in Cittadella dei Servizi. Mi hanno risposto: 6 o 7 anni.
La mattina dopo sono andato dal sindaco e gli ho detto: buttiamo giù tutto e facciamo intanto un parcheggio. Sui fatti per la città non va perso tempo, e l'esempio del parcheggio “Le Piazze” ci dà ragione.”
Portare Bassano al Centro, per l'aspirante primo cittadino, è tutto questo.
Ma con un avviso ai naviganti: “No al collateralismo. Le forze sociali, i quartieri, le categorie, il volontariato devono fare da apripista alle iniziative per la città, ma per il bene generale e non per favorire interessi particolari.”
Così parlò Dario Fitzgerald Bernardi. Della serie: “Non chiedere solo che cosa può fare il Comune per te, ma anche che cosa puoi fare tu per il Comune.”
Nel linguaggio tecnico si chiama “progetto di comunità”. E il candidato sindaco della nuova coalizione è fermamente intenzionato a portarlo avanti.
E, metaforicamente, non c'è acero o cedro che tenga.
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