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Gassificatore a scuola. Arriva la lettera dei genitori “veri”
La lettera, sottoscritta da quaranta genitori delle medie di Cassola e trasmessa alle autorità scolastiche e alla Procura della Repubblica, prende le distanze “dalle lettere infamanti inviate dal fantomatico gruppo Genitori Scuola Marconi"
Pubblicato il 09 giu 2012
Visto 6.515 volte
Non si è ancora spenta l'eco a Cassola della lettera raccomandata non firmata, inviata un mese fa alla nostra redazione e non solo, con la quale un sedicente gruppo “Genitori Scuola Marconi” lanciava un duro attacco nei confronti dell'Istituto Comprensivo Marconi e della sua dirigente scolastica a riguardo di una lezione sull'ambiente tenuta dal direttore dell'Ecoistituto del Veneto Michele Boato, il quale - secondo l'autore o gli autori della lettera - avrebbe effettuato “un vero e proprio show di propaganda contro il Gassificatore di Cassola e la ditta che dovrebbe realizzarlo”.
Come ben saprete, per le motivazioni che abbiamo esposto all'epoca, Bassanonet ha pubblicato il testo della lettera dando contemporaneamente anche spazio all'immediata replica della dirigente scolastica Maria Maddalena Cuccaro.
Successivamente è giunta in redazione una seconda raccomandata - dallo stesso indefinito mittente e dai contenuti ancora più polemici - che il nostro portale, spiegando anche in questo caso le motivazioni, non ha invece pubblicato.
L'Istituto Comprensivo Marconi a S. Giuseppe di Cassola (foto Alessandro Tich)
Ora riceviamo una terza lettera sullo stesso argomento: ma questa volta è una lettera firmata da una quarantina di genitori degli alunni della scuola media di Cassola e trasmessa via email in redazione, dalla rappresentante dei genitori firmatari Federica Bizzotto.
“In allegato - scrive la sig.ra Bizzotto - copia della lettera che noi genitori “veri” abbiamo voluto per conoscenza farvi pervenire per condannare e prendere le distanze dalle lettere infamanti che un fantomatico “gruppo di genitori della Scuola Media Marconi di Cassola” ha inviato alla vostra attenzione e all'attenzione di altri.”
La lettera, che riportiamo integralmente di seguito, è stata trasmessa al dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo Marconi, al sindaco di Cassola, al ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo, all'Ufficio Scolastico Regionale Veneto, all'Ufficio Scolastico di Vicenza, all'assessore provinciale all'Istruzione Morena Martini, alla Procura della Repubblica di Bassano del Grappa, alla Stazione dei Carabinieri di Romano d'Ezzelino e per conoscenza alle redazioni locali.
Qui sotto riportiamo integralmente il testo della comunicazione:
Cassola, 30 maggio '12
In qualità di genitori, non anonimi né fittizi, di alunni della Scuola media Marconi di Cassola, ci sentiamo in obbligo di intervenire a fianco dei nostri figli contro l'assurda polemica scatenata dalla lettera pubblicata su Bassanonet, seguita da altra ancor più infamante lettera anonima, non pubblicata giustamente, ma che ci coinvolge direttamente attraverso i nostri figli.
Rivendichiamo infatti il nostro pieno diritto ad esprimerci su fatti, attività e iniziative che riguardano la scuola dei nostri figli. La scuola media di Cassola non è un ente astratto autoreferenziale, ma una comunità formativa con finalità istituzionali cui hanno titolo a concorrere anzitutto gli alunni, che sono la base costitutiva, la ragione d'essere della scuola e di seguito i docenti che devono sovrintendere alla formazione culturale, ma anche educativa dei ragazzi, in stretta collaborazione con i genitori che rimangono pur sempre i responsabili diretti di questa funzione fino al raggiungimento della maggiore età dei loro figli. Pertanto:
1. Siamo solidali e approviamo l'azione della Dirigente Scolastica e degli Insegnanti, perché, in coerenza con la programmazione annuale che prevede le attività di educazione all'ambiente, in un momento di grave disagio della Comunità di Cassola che paventa l'insediamento di un gassificatore, disagio che certamente i nostri figli hanno portato di riflesso a scuola, hanno fornito gli strumenti idonei per approfondire le loro conoscenze in materia di rifiuti e del loro smaltimento.
2. Il dott. Boato, di certo vero esperto ambientalista e non ciarlatano fazioso, come vorrebbe farlo credere l'anonimo detrattore, non ha esibito alcuno “show di propaganda”, ma, come risulta chiaro da quanto riferito a casa dai nostri figli e, sappiamo, anche dalla Dirigente Scolastica che ha presenziato all'incontro del Vivaldi, ha tenuto una esemplare lezione di ecologia, mostrando le nuove vie di trattamento dei rifiuti, che devono privilegiare il riciclo ed il recupero a discapito della discarica o dell'incenerimento. In quest'ottica non ha del resto fatto che riportare l'indirizzo politico della Regione Veneto che non intende autorizzare altri impianti di incenerimento.
3. Rivendichiamo il diritto dei nostri figli di sottoscrivere, come utenti della scuola media di Cassola, (perché come già spiegato sopra ne sono la base costruttiva), striscioni, slogan, articoli, lettere o altro secondo la loro sensibilità, contro l'ipotesi di realizzazione di un gassificatore nel nostro territorio. Questi striscioni sono stati prodotti a casa al di fuori delle lezioni scolastiche e ben prima dell'incontro con il dott. Boato, perché da subito i ragazzi sono stati partecipi con noi dei pericoli cui andrebbero incontro con la realizzazione di un inceneritore di rifiuti. Ricordiamo, se ce ne fosse bisogno, che i ragazzi sono cittadini anche a dodici-quattordici anni e non marionette incoscienti che nel caso specifico dovrebbero essere lasciate in balia di un silenzio colpevole negli interessi di chi potrebbe pesantemente compromettere il loro futuro. Quanto è detto e quanto non è detto, ma si può intuire, del progetto gassificatore l'abbiamo abbondantemente illustrato noi a casa ai nostri figli; se mai alla scuola abbiamo solo offerto il modo di inserirsi nell'ambito che è già di sua competenza.
4. Riteniamo gravissima l'accusa al corpo insegnante di strumentalizzare gli alunni per finalità politico-ideologiche, dandoli “in pasto a demagoghi che, in modo sovietico, gli infondono nozioni precostituite da ideologi di mestiere”, accusandoli anche di fiancheggiare “la violenza ideologica” instaurata nel Comune di Cassola contro il gassificatore di Karizia Tecnology S.r.l. Per questa e per altre gravi accuse e pretese intimidatorie contro l'istituzione scolastica, inviamo questa nostra anche alle autorità giudiziarie, perché possano verificare se non si configurino ipotesi di reato perseguibili per legge, con eventuale ricerca circostanziata del colpevole. Di colpevole infatti si tratta a nostro avviso, non di gruppo di genitori, che si è tradito da solo nel suo attacco alla professoressa Tessarolo, cui va la nostra solidarietà, e, a ben guardare, potrebbe essere anche facile rintracciarlo, visti i contenuti e le modalità di espressione e, non ultime, le modalità di spedizione delle lettere anonime.
Porgono cordiali saluti e vi si sottoscrivono.
(seguono 40 firme, leggibili, di genitori e di rappresentanti dei genitori della scuola media Marconi di Cassola)
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