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Rosà, il maxi-agrivoltaico approda in Regione
Al via le consultazioni, ma il territorio fa muro. 30 giorni per decidere il futuro del nostro suolo
Pubblicato il 13 gen 2026
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Il progetto per il mega-impianto agrivoltaico denominato “Rosa AFV” entra ufficialmente nella fase decisiva.
La Regione del Veneto ha dato il via libera al procedimento per il rilascio del PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale), aprendo di fatto la finestra temporale per le consultazioni pubbliche.
Un passaggio tecnico che però accende la miccia politica nel comprensorio bassanese, dove il fronte del “no” è già compatto.
73 ettari di pannelli tra Rosà, Cartigliano e Tezze. La Regione avvia l'iter, ma i Comuni dicono NO.
L’opera, proposta dalla società Tonello Energie Srl, si preannuncia imponente. Si tratta di un impianto agrivoltaico avanzato con una potenza di oltre 51 megawatt (51.811,50 kWp).
I numeri descrivono un intervento di scala industriale: l’area interessata nel Comune di Rosà supera i 73 ettari, mentre le opere di connessione alla rete elettrica si snoderanno nel sottosuolo coinvolgendo anche i territori di Cartigliano e Tezze sul Brenta.
Nonostante la società proponente sottolinei la natura "avanzata" dell’impianto — che dovrebbe integrare i pannelli solari con attività zootecniche, apicoltura e percorsi didattici — le preoccupazioni locali restano legate al consumo di suolo e all'impatto paesaggistico.
Se da un lato l’iter regionale avanza, dall’altro la politica locale alza le barricate. Il Comune di Rosà ha ribadito con fermezza la propria contrarietà, una posizione già cristallizzata in una delibera di Consiglio Comunale dello scorso 30 settembre. Non si tratta di una protesta isolata: si è infatti costituito un fronte istituzionale compatto che vede alleati i Comuni di Rosà, Cartigliano e Bassano del Grappa. Le tre amministrazioni contestano la localizzazione e le dimensioni dell’intervento, ritenute incompatibili con la tutela del paesaggio agricolo dell'area.
Con la pubblicazione dell’avviso regionale (identificato dal codice 41/2025), è scattato il conto alla rovescia per le opposizioni formali.
Da oggi, cittadini, enti e associazioni di categoria avranno 30 giorni di tempo per esaminare lo Studio di Impatto Ambientale e depositare le proprie osservazioni presso la Direzione Valutazioni Ambientali della Regione.
L’Amministrazione comunale di Rosà ha già dato mandato ai propri uffici tecnici di affilare le armi: «Stiamo predisponendo le osservazioni ufficiali — fanno sapere dal Municipio — per evidenziare tutte le criticità legate alla scala dell'intervento e alla salvaguardia della nostra comunità locale. Le decisioni che incidono sul territorio devono essere valutate con equilibrio e rispetto dell'identità locale».
Il procedimento è solo all'inizio. Dopo la raccolta delle osservazioni, la Regione potrà richiedere integrazioni alla società proponente prima di convocare la Conferenza di Servizi. Sarà quello il tavolo tecnico e politico definitivo in cui si deciderà il destino dei 73 ettari di Rosà, con il rilascio o il diniego del provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
La documentazione completa del progetto, inclusa la sintesi non tecnica, è consultabile sul portale della Regione del Veneto dedicato alle procedure VIA. Eventuali osservazioni dovranno pervenire entro i termini di legge citando il codice progetto n. 41/2025.
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