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Agrovoltaico, cresce la contestazione a Rosà

L'impianto da oltre 70 ettari, accende il dibattito su suolo, paesaggio e partecipazione dei cittadini

Pubblicato il 21-12-2025
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Un progetto di impianto agrovoltaico di grandi dimensioni, destinato a interessare oltre 70 ettari di territorio agricolo tra i comuni di Rosà, Cartigliano e Tezze sul Brenta, arriva al centro del dibattito pubblico alla vigilia delle festività natalizie.
La presentazione ufficiale dell’intervento è in programma per lunedì 22 dicembre 2025 e riguarda un’area che ricade nel Parco sovracomunale Civiltà delle Rogge, zona di rilevante valore paesaggistico e rurale, istituita anni fa su impulso dei cittadini e delle amministrazioni locali.
Considerato l’impatto potenziale dell’opera, il Comune di Rosà ha messo a disposizione la sala di Palazzo Cecchin per consentire alla popolazione di seguire l’incontro. Tuttavia, la modalità prevista – che consente anche la videoconferenza – viene criticata da associazioni e cittadini, che temono un ulteriore distacco tra chi propone l’intervento e il territorio coinvolto.

Un impianto agrovoltaico è un sistema innovativo che integra la produzione agricola e quella di energia solare sulla stessa area, posizionando pannelli fotovoltaici sopra i terreni coltivati per massimizzare l'uso del suolo. ( Foto rappresentativa )

A suscitare perplessità è anche la tempistica: la presentazione cade all’inizio della settimana di Natale, nonostante la documentazione del progetto risulti completa già dal 4 novembre. Secondo i promotori delle osservazioni, l’incontro pubblico avrebbe dovuto svolgersi entro i termini previsti, ovvero entro i primi giorni di dicembre.
Dopo la presentazione, l’Autorità regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) pubblicherà il documento che aprirà una finestra di 30 giorni per la presentazione di osservazioni da parte di cittadini, enti e associazioni. Una fase considerata cruciale da chi chiede maggiore trasparenza e coinvolgimento nei processi decisionali che riguardano il consumo di suolo.
Il caso dell’agrovoltaico si inserisce in un contesto più ampio di tensioni legate alla trasformazione del territorio nell’area bassanese. Nelle ultime settimane sono emerse ulteriori criticità, tra cui progetti di nuove costruzioni industriali in area agricola e procedure amministrative contestate, come nel caso di Colceresa, dove alcune associazioni segnalano presunte irregolarità nella gestione delle osservazioni presentate da cittadini e residenti.
Preoccupazioni analoghe arrivano anche da Marostica e dai comuni limitrofi, dove si moltiplicano le segnalazioni su nuove richieste edificatorie e sull’installazione di antenne per la telefonia mobile in contesti paesaggistici sensibili. Temi che, secondo i comitati, rischiano di compromettere in modo irreversibile il patrimonio ambientale e la qualità della vita.
Il dibattito si intreccia con i dati nazionali sul consumo di suolo, tornati al centro dell’attenzione proprio nel mese di dicembre con la pubblicazione della Relazione ISPRA e con la Giornata mondiale del suolo. In questo scenario, associazioni e cittadini chiedono alle istituzioni locali, regionali e nazionali una riflessione più ampia sul modello di sviluppo e sul futuro della partecipazione democratica nelle scelte che incidono sul territorio.

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