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Alla cerimonia di San Bassiano, dedicata ai concittadini benemeriti di Bassano del Grappa, emergono i volti di un “Paese reale” ancora indomito e pulito
Pubblicato il 20 gen 2013
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Il senso della festa di San Bassiano, probabilmente, è tutto racchiuso nell'intervento del presidente della storica sezione di Bassano del Grappa del CAI Gianni Frigo, sul palco per ritirare uno dei tre Premi “San Bassiano” riservati ai cittadini e alle associazioni benemerite della città: un uomo grande e grosso che parla con la voce spezzata dalla commozione.
La cerimonia che raccoglie i bassanesi attorno ai loro concittadini eccellenti nel giorno del Santo Patrono, del resto, è da sempre un evento che tocca le corde del cuore, e fuor di retorica: è il momento dell'anno in cui Bassano rende il suo doveroso “grazie” a chi ha dimostrato di saperla amare con una vita di lavoro, di impegno nella cultura o nel volontariato, di dedizione alla comunità.
C'è chi lo fa lontano dai riflettori, come le Suore di Carità ovvero “Suore di Maria Bambina” di Casa Gerosa, a cui viene consegnato un altro dei tre Premi “San Bassiano” per la loro preziosa e silenziosa opera di assistenza ai sofferenti.
Mario Dalla Palma, "Premio Cultura Città di Bassano", tra il vicesindaco Carlo Ferraro e il sindaco Stefano Cimatti (foto Alessandro Tich)
Una presenza in prima linea a sostegno delle situazioni di disagio che trova nell'Hospice Gerosa di via Ognissanti, riservato ai pazienti oncologici in fase di malattia avanzata o terminale, la massima espressione di quell'intento “di accorgersi e leggere i bisogni degli altri” che anima - come spiega la madre superiora suor Rita Benigni - l'attività delle religiose.
C'è anche chi, come l'associazione Amici della Musica “Giorgio Vianello” di Bassano - terza destinataria del Premio “San Bassiano” - fa della cultura un veicolo di pura e disinteressata passione, proponendo puntualmente ogni anno un notevole programma di concerti nonostante la crisi - come sottolinea il presidente Alberto Zisa - e il totale disinteresse verso la “musica d'arte” dei grandi network radiofonici e della Rai.
Tre diverse facce di quel “Paese reale”, pulito e indomito nonostante i tempi bui del sistema Italia, che alla cerimonia di San Bassiano, ospitata in Sala Jacopo Da Ponte, emerge anche nei giovani volti dei neolaureati destinatari dei Premi “Virgilio Chini”, “Riccardo Caccin” e per la tesi di laurea su Bassano.
Quest'anno i riconoscimenti sono andati, rispettivamente, ai neo-dottori Erica Silvestris, Università di Bari “Aldo Moro”, per la tesi “Recettori nucleari ormonali nel carcinoma endometriale: pattern di espressione e correlazioni clinico-bioumorali”; Tommaso Bertini, Università di Firenze, per la tesi “Dall'autorità al consenso: la perequazione urbanistica”; Letizia Ertani, Università di Verona, per la tesi “Inquinamento elettromagnetico e legge penale” e Mauro Ruffini, Università di Padova, per la tesi “Ex centrale idroelettrica Guarnieri a Carpanè di San Nazario. Recupero e riuso”. Sono giovani che hanno numeri e talento da vendere: la speranza è che riescano a coltivarlo, e a costruire la loro carriera, entro i confini di questo Paese.
L'intervento del sindaco Cimatti
Nel suo discorso - che alla fine sarà lungamente applaudito - il sindaco Stefano Cimatti esordisce puntando il dito proprio sul momento sociale che stiamo ancora vivendo: “L'anno scorso - afferma - avevo messo in luce la difficile situazione economica di tante famiglie e purtroppo la situazione non è certamente migliorata. Il bilancio 2013 si presenta ancora più difficile e non posso escludere che alcuni tagli si debbano registrare anche in ambito sociale. Ma non ci sarà nessun tipo di “macelleria sociale”, non sarò io quel sindaco che permetterà di favorire questa o quella categoria al fine del consenso. La difesa delle persone in difficoltà sarà prioritaria.”
Con un chiaro messaggio, in termini di bilancio e di risorse disponibili, ai candidati alle politiche presenti nelle prime file: “Qui a Bassano, rispetto al passato ed anche ad altre realtà del presente, arriva molto poco, malgrado il grande lavoro dei nostri uffici per il reperimento dei finanziamenti pubblici. MI auguro che alle prossime elezioni vengano eletti rappresentanti del territorio che riescano ad ottenere per Bassano ben più di quanto non è avvenuto in questi ultimi tre anni.”
“Le nostre difficoltà di bilancio - ribadisce Cimatti - sono dovute al debito pubblico. Se avessimo un debito per abitante pari a quello di Vicenza o di Padova, si potrebbe quasi eliminare l'IMU sulla prima casa.”
Non manca un passaggio sul cosiddetto “scandalo oneri”: “Nel 2011 abbiamo rilevato degli errori cominciati nel 2003. Li abbiamo scoperti e denunciati noi. Addebitare colpe ha chi ha scoperto, sia pure con due anni di ritardo, un problema in atto da 9 anni mi sembra ingeneroso.”
“La difficoltà di molti Comuni è nel Patto di Stabilità - prosegue il primo cittadino -. Noi nel 2012 ci siamo salvati grazie a due eventi straordinari: la fine di una causa decennale con Etra che ha permesso di transare nelle casse del Comune 3 milioni di euro e la generosa eredità del nostro concittadino Valentino Baccin.”
“La città sta cambiando - incalza Cimatti -. A partire dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, iniziato col doppio senso di Salita Santa Caterina, sul quale era piovuta all'inizio una pioggia di critiche. Oggi i cittadini mi dicono che la viabilità in quel punto è fortemente migliorata. L'accordo sull'Area Parolini, già Piano Mar, che attendeva una soluzione da più 40 anni, rappresenta un modo nuovo di vedere la città. Il Masterplan 2020, curato a costo zero dagli architetti Vallotto e Guglielmini, ci ha permesso di trovare un nuovo modo di ragionare anche sul futuro dell'ex Caserma Fincato.”
Colpo di sciabola sul tema della Polizia Locale: “Contesto vivamente chi afferma che i nostri vigili sono assatanati per elevare contravvenzioni di divieto di sosta. E' una leggenda metropolitana. Nel 2008 sono state elevate 11.500 multe per divieto di sosta, nel 2012 le multe sono state 8.500. I numeri dimostrano che non vi è alcun accanimento per vessare gli automobilisti né tantomeno per fare cassa.”
Sul parcheggio “Le Piazze”: “Nel 2012 ha accolto oltre 200mila veicoli e gli incassi hanno superato i 300mila euro. Non tutti forse ricorderanno le pesanti critiche agli inizi. Oggi i fatti dimostrano che oltre a dare un servizio essenziale ai cittadini abbiamo risanato un'area fatiscente che altrimenti sarebbe ancora lì, e stiamo velocemente ricuperando i costi sostenuti.”
Sui Centri Commerciali: “Tengo a dire con chiarezza che nessun centro commerciale di Bassano è stata una scelta di questa amministrazione. Con la delibera di ieri abbiamo ridotto da 9000 a 5000 metri quadri la superficie del secondo fabbricato, da utilizzarsi per un unico esercizio commerciale, al posto della quarantina di esercizi commerciali e artigianali che potevano esservi collocati in origine.”
Sul Polo Museale Santa Chiara: “E' stato progettato prima del 2009, in un momento in cui l'economia era molto diversa. Di quest'opera vedrà la luce solo un primo stralcio, abbiamo battuto tutte le strade possibili per ottenere i finanziamenti necessari alla realizzazione del secondo stralcio. A parte il problema del suo completamento, dovremo trovare un modo di gestirlo che non vada a gravare sul bilancio corrente.”
Dulcis - si fa per dire - in fundo: la chiusura del Tribunale.
“Siamo al lumicino - ammette il sindaco -. Alcuni magistrati hanno già chiesto e ottenuto il trasferimento e ho letto che alcune cause si stanno già spostando a Vicenza. La sciagurata decisione di chiuderlo è un danno e anche una beffa. L'enorme spreco di costi che deriva dal fatto di avere gli uffici comunali sparsi in 9 sedi ci ha fatto programmare di unificarli nella futura “Cittadella dei Servizi” nell'area dell'attuale parcheggio “le Piazze”. Ma se viene chiuso il Tribunale cosa ce ne facciamo della nuova Cittadella della Giustizia, costata 12 milioni, e delle attuali sedi del Tribunale e della Procura? E' ovvio che l'unica soluzione sarebbe concentrare in queste sedi gli uffici comunali. Per questo motivo non possiamo lanciare ancora il bando di gara per la “Cittadella dei Servizi”, che diventerebbe inutile. Ma allo stesso momento non possiamo neppure attivarci per trasferire gli uffici comunali in via Marinali, perché questo vorrebbe dire che abbiamo abdicato nella difesa del Tribunale. Cosa che, fino all'ultimo spiraglio di possibilità, non faremo mai.”
Giorgio Tassotti e Mario dalla Palma
“Sono momenti come questi che ti fanno capire che hai fatto qualcosa per la tua città.” Giorgio Tassotti, anche lui con voce emozionata, lo dice subito dopo aver ritirato dalle mani del sindaco il “Premio Città di Bassano del Grappa”.
Un riconoscimento che il noto imprenditore, stampatore, grafico e editore riceve per la sua pluridecennale attività di continuatore e divulgatore della tradizione artistica e industriale dei Remondini. Un percorso iniziato negli anni '70, con varie e importanti tappe: dalla Scuola di Grafica Remondini, da lui fondata, alla mostra “Remondinia” fino alla realizzazione del Museo Remondini a Palazzo Sturm, di cui è stato elemento propulsore. Un impegno nel nome della grande famiglia di stampatori bassanesi che Giorgio Tassotti - in primis coi suoi prodotti editoriali - persegue ancora oggi, “con lo spirito rinfrancato - dice - di un giovane imprenditore ancora in prima linea.”
Il grande applauso finale della platea è per Mario Dalla Palma, “Premio Cultura Città di Bassano” 2013.
“Non me lo aspettavo - esordisce l'avvocato-scrittore, con la sua risaputa schiettezza -. Non mi sono mai aspettato premi, non vado mai alle commemorazioni e non porto la cravatta. Siccome un uomo non è un'isola, se sono qui su questo palco è grazie alle decine di persone che mi hanno fatto innamorare della letteratura italiana.”
“Il sindaco di Bassano non lo giudico politicamente - continua il premiato, con un improvviso giro di boa -. Noi bassanesi questo sindaco lo rimpiangeremo, per le sue doti di chiarezza e onestà. Ha fatto probabilmente e farà ancora degli errori, come noi tutti, ma come persona sembra nato in montagna, perché dell'acqua della montagna ha la chiarezza.”
“Cari bassanesi - conclude dalla Palma -, questo premio non lo date a me. Io qui rappresento chi vuole bene a Bassano.”
Bravo Mario, congratulazioni. Vorrei che l'Italia fosse come te, che continui a non arrenderti e a gettare il cuore oltre l'ostacolo.
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