Dario Vanin

Dario Vanin
Contributor
Bassanonet.it

Tecnologia

Occhi indiscreti e intelligenza artificiale

Il lato oscuro degli smart glasses e le contromisure digitali

Pubblicato il 06 mar 2026
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La tecnologia sta correndo così veloce che ci ritroviamo dentro situazioni che, fino a poco tempo fa, avremmo associato a una puntata di Black Mirror. È quello che sta accadendo con i Ray‑Ban Meta, gli occhiali intelligenti di Zuckerberg. Un’inchiesta svedese ha rivelato che piccoli frammenti dei video registrati dagli utenti non restano sul telefono, ma vengono inviati in Kenya, dove persone reali li guardano per addestrare l’intelligenza artificiale. Meta lo conferma, dicendo che serve a migliorare il sistema, ma tra quei contenuti finiscono anche momenti privati, scene intime e dettagli personali che chi viene ripreso non immagina possano arrivare dall’altra parte del mondo.

Il problema non è solo tecnico, ma umano. La BBC ha raccolto le testimonianze di due donne filmate senza consenso da uomini che indossavano smart glasses. Solo dopo hanno scoperto che quei video erano finiti su TikTok, diventando virali e attirando milioni di visualizzazioni. Una di loro ha raccontato di essersi sentita “umiliata”, come se fosse “solo un pezzo di carne”, mentre l’altra ha ricevuto insulti e molestie online, fino a dover cambiare numero di telefono. Tutto questo perché il LED che dovrebbe segnalare la registrazione è minuscolo, poco visibile e facilmente copribile: in pratica, non è affatto garantito che tu ti renda conto se qualcuno ti sta filmando mentre sei al bar, in un negozio o semplicemente passeggiando.

Rappresentazione visiva realizzata con assistenza AI


Per reagire a questa sensazione di sorveglianza silenziosa, qualcuno ha iniziato a creare strumenti di difesa. Uno sviluppatore svizzero ha realizzato un’app per Android, Nearby Glasses, che usa il Bluetooth per capire se vicino a te ci sono smart glasses di Meta o Luxottica. Se li rileva, ti avvisa con una notifica. Non è una protezione totale, ma almeno ti permette di sapere se c’è qualcuno con un dispositivo capace di registrare senza che tu te ne accorga.

Nel frattempo, le autorità europee stanno cercando di capire se tutto questo rispetti davvero le leggi sulla privacy. Ma la tecnologia continua a spingere sempre più in là il confine tra ciò che è pubblico e ciò che dovrebbe restare privato.

E noi ci ritroviamo a scaricare app per difendere quello che un tempo davamo per scontato: il diritto a non essere osservati.

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