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Laura VicenziLaura Vicenzi
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Libri

Scolopendre in classe

Pina Tromellini e Sonia Maria Luce Possentini, in un incontro a Palazzo Roberti, hanno invitato a riflettere sull’importanza di ripensare la scuola come “scuola del fare”

Pubblicato il 11-11-2012
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Sabato 10 novembre alla libreria Palazzo Roberti Pina Tromellini e l’illustratrice Sonia Maria Luce Possentini hanno presentato il loro libro intitolato La scolopendra non entra in classe, edito da Mammeonline. L’incontro è stato organizzato in collaborazione con l’associazione “La scuola del fare” e si tratta del secondo appuntamento di un ciclo dedicato al tema “L’insegnante animatore”.
La rassegna, che si concluderà il 19 gennaio con un intervento di Luciana Bertinato, propone per una riflessione sul fare scuola oggi e su come gli educatori siano chiamati a interpretare il loro ruolo attivo per renderlo efficace all’interno della comunità.
Pina Tromellini, pedagogista e autrice di numerose pubblicazioni dedicate all’infanzia, insieme all’illustratrice che ha arricchito il libro con i suoi bellissimi disegni, ha offerto al pubblico che ha assistito alla presentazione alcuni spunti che invitano guardare all’attualità e al futuro della famiglia e del mondo della scuola italiano, in particolare quello dell’odierna scuola dell’obbligo. Le autrici hanno messo in evidenza soprattutto i segnali di distanza che oggi si frappongono tra l’istituzione – tesa all’attuazione dei suoi programmi e lasciata sola, senza indicazioni di pensiero e di progetto – e il mondo del bambino. Quella infantile è una capacità di apprendere legata alle emozioni, ma sembra esserci sempre meno tempo per dare ascolto ai vissuti infantili e alle esperienze concrete (manipolative, territoriali, relazionali): a scuola il flusso di energia tipico dell’età infantile è arginato, spesso costretto a scorrere sotterraneo, in favore di attività votate prematuramente all’astrazione; in famiglia è sovente stressato e disperso in mille rivoli fatti di impegni extrascolastici e di presenza assidua di tv, pc e altri strumenti tecnologici utilizzati senza guida, e quindi con un potenziale formativo vanificato.

da sx Pina Tromellini, Teresa Santini e Sonia Maria Luce Possentini

Nel libro c’è uno sguardo alla scuola vista dal basso, ad altezza di bambino, che invita a una riflessione critica, a tratti accusatoria: le dieci storie nascono dai racconti di piccoli scolari, e nei racconti emergono spesso speranze disilluse, sogni infranti: nel terrario dove potrebbe fiorire l’incanto per la presenza di una scolopendra germinano invece solo frustrazioni. “La scuola deve considerare l’individualità dei bambini, tenere presente la loro voglia di crescere e di fare esperienza e dare loro la possibilità di imparare ridendo piuttosto che farlo piangendo”, è l’ammonizione, l’invito al cambiamento espresso con forza e convinzione dalle autrici.

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