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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Bassano, finalmente il cuore!
La squadra di un grintoso mister Roselli pareggia 1-1 ritrovando concentrazione, grinta e determinazione. Passa in svantaggio, non demorde e nella ripresa mette in mostra una squadra di tutt’altro spessore. Gol giallorosso di Berrettoni.
Pubblicato il 02 feb 2009
Visto 1.594 volte
BASSANO VIRTUS - GIULIANOVA 1-1
Bassano Virtus (4-4-2): Grillo 6; Basso 6, Zattarin 6,5, Pavesi 5,5, Ghosheh 6,5; Fabiano 6,5 (Turetta sv 40’ st), De Simone 5,5 (Favret 6 24’ st), Staiti 6, Beccia 6,5; Lorenzini 5,5, Berrettoni 7
Giacomo Lorenzini si mette le mani tra i capelli: ha appena fallito la chance del 2-1 (foto Andrea Martinello)
A disp.: Zattin, Pellizzer, Mazzoleni, Rondon, Bisso. All.: Roselli 7.
Giulianova (4-3-3): Mancini 6; Ogliari 5, Garaffoni 5,5, Vinetot 6,5, Sosi 5; Pucello 6, Croce 6,5, Del Grande 6,5; Improta 7, D’Antoni 6, Lisi 6 (Cichella sv 30’ st);
A disp.: Buono, Lieti, Ciminà, Panetta, Iachini, Galabinov. All.: Bitetto 7.
ARBITRO: Pizzi 6,5.
RETI: pt 35' Improta (G), st 6’ Berrettoni (BV)
NOTE: spettatori 700 circa. Ammoniti: Ogliari, Pavesi, Lorenzini (per simulazione) Espulsi Angoli: 6-5 Recupero: pt 1’; st 3’.
Era il segnale che tutti aspettavano. Quello che mister Roselli sta cercando di inculcare nella testa dei suoi ragazzi. Quello che da patròn Renzo Rosso fino all’ultimo dei tifosi, si attendevano dopo mesi di delusioni e anonimato. Troppe sono state le partite tutte uguali, troppe volte avversari dotati di un minimo di organizzazione, e niente più, sono apparsi ostacoli insormontabili per i giallorossi. Gare giocate solo a metà dove la maggior qualità tecnica avrebbe dovuto per forza e comunque fare la differenza e sufficiente perciò a vincere le partite. Non è così, se nel calcio non si corre e non si è determinati almeno quanto agli avversari, per fare bottino pieno puoi solo sperare nel colpo di genio di uno dei tuoi solisti. Oggi il Bassano non ha vinto forse, però, ha imparato la lezione più importante.
Le scelte. Il 4-4-2 impostato da Giorgio Roselli è un classico, quello di assolutamente fuori dal normale è, invece, l’esclusione dall’undici titolare di Achille Mazzoleni. Il veterano è, infatti, l’unico centrocampista ad aver avuto un rendimento più che accettabile fino a questo momento della stagione dando un prezioso contributo in fase d’impostazione e ordine. Al suo posto gli vengono preferiti De Simone e Staiti. Rispetto alla gara di San Marino rientra Zattarin e c’è l’inserimento di Ghosheh sull’out difensivo sinistro con il conseguente avanzamento di Beccia a centrocampo, come ai tempi della serie D. L’attacco è confermato e poggia sulle spalle di Berrettoni e Lorenzini.
La giusta misura. La prima frazione, gol escluso, non è ricca di emozioni o colpi di scena perché entrambe le formazioni sono maggiormente preoccupate a mantenere le distanze tra i reparti coprendo bene il campo piuttosto che cercare con insistenza la via della rete. Il pallone circola molto per vie orizzontali, le verticalizzazioni molto rare. Il Soccer Team è ordinato, s’impegna nel cercare di applicare il credo del suo nuovo trainer ma è troppo lento, scolastico e impreciso per imbastire delle occasioni da gol. La differenza, rispetto al recente passato, sta nel pressing alto, sistematico e feroce, e nella continua ricerca di uno sbocco lungo le corsie laterali dove le sovrapposizioni di Ghosheh e Beccia a sinistra e di Basso e Fabiano sulla destra vengono provate e riprovate ma senza la necessaria lucidità e precisione nei passaggi. Il pallino del gioco è mantenuto con maggior frequenza dalla formazione abruzzese, dove il trio di centrocampo Puccello, Croce e Del Grande, risulta essere molto efficace sotto il profilo del palleggio e della gestione del possesso palla. Le occasioni, dunque, latitano e per schiodare la partita è necessario un episodio. A portarsi in vantaggio sono gli ospiti al 37’ in modo fortuito e assolutamente estemporaneo: Improta viene servito con precisione in area di rigore, vince un rimpallo con capitan Pavesi, e in diagonale fa secco Grillo in uscita disperata.
Altro ritmo. Nella ripresa si balla tutta un’altra musica. I ritmi di gara sono molto più sostenuti, i ragazzi in maglia giallorossa riescono a far sposare determinazione e concentrazione con la qualità e allora sono dolori per il Giulianova. Dopo appena due minuti Fabiano, che aveva latitato per tutto il primo tempo, suona la sveglia: prima calcia con convinzione verso la porta di Mancini poi salta due avversari costringendoli al fallo all’altezza dal lato corto dell’area. Dalla conseguente punizione serve Berrettoni appostato sul secondo palo: stop e tiro sono un capolavoro balistico e di coordinazione, palla che s’infila sull’angolino basso del palo opposto. 1-1 e gara riaperta. Il pareggio galvanizza ancor di più i padroni di casa che prendono per mano le redini del gioco, presidiano con grande convinzione le fasce laterali mettendo in chiara difficoltà la difesa giuliese. Il pubblico dimostra di apprezzare questo nuovo spirito battagliero incitando a gran voce, dopo tanto tempo, i propri beniamini. Al 27’ l’occasione per portarsi in vantaggio è di quelle colossali: Lorenzini, raccoglie palla nel cuore dell’area su assit di Berrettoni, si gira in fazzoletto e con la porta completamente spalancata calcia a lato tra l’incredulità generale. Il gol non arriverà più, nemmeno con gli innesti di Favret e Turetta, anche se cercato con insistenza e caparbietà fino al 93’, merito del Giulianova che non ha perso la testa nel momento di massima difficoltà ed ha confermato la sua grande predisposizione per la fase difensiva. L’appuntamento con i tre punti è dunque ulteriormente rinviato ma il segnale che giunge da Bassano del Grappa è di quelli che possono lasciare il segno: la strada tracciata porta nella direzione giusta e con la classifica così corta è lecito sperare. A patto, però, di far fruttare al meglio la sosta, magari con l’integrazione della rosa con l’acquisto di un paio di giocatori in grado di costituire un valore aggiunto, lavorando con umiltà e con lo spirito dimostrato oggi in campo.
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