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L'industria dei cavilli
Per salvare il tribunale di Bassano, gli avvocati si appellano alla popolazione. Ma è davvero un argomento che interessa i cittadini?
Pubblicato il 26 ott 2011
Visto 3.475 volte
Non pretendiamo di dare un valore scientifico alle statistiche di Bassanonet, ma si tratta comunque di indicatori molto interessanti. I quali ci dicono che nel canale “attualità” del nostro portale di informazione gli articoli dedicati all'argomento dell'annunciata e possibile soppressione del tribunale di Bassano sono quelli mediamente meno letti.
In altre parole, la prospettiva di perdere gli uffici giudiziari ai piedi del Grappa e dell'assorbimento degli stessi nel tribunale di Vicenza - a seguito dei tagli nel settore pubblico imposti dalla scure finanziaria del governo - non interessa né sconvolge più di tanto i cittadini che tutti i giorni si collegano col nostro panel di notizie per aggiornarsi sui grandi temi di attualità del territorio.
Eppure, nella mobilitazione lanciata dall'Ordine degli Avvocati di Bassano del Grappa per salvare il palazzo di giustizia cittadino, è stata chiamata in causa anche e soprattutto la cittadinanza. Che nell'ottica delle toghe bassanesi dovrebbe rappresentare - accanto ai Comuni, alle imprese, alle categorie economiche e agli altri ordini professionali - il primo alleato da coinvolgere per il bene della causa comune.
Al punto che gli avvocati hanno persino realizzato e diffuso un volantino, direttamente rivolto ai cittadini, in cui si elencano tutti i disagi conseguenti all'eventuale soppressione del palazzo di via Marinali che ci costringeranno ad andare a Vicenza per ogni tipo di causa e per qualsiasi pratica di ordinaria amministrazione: certificati del casellario o dei carichi pendenti, atti notori, legalizzazioni di traduzioni, autorizzazioni del giudice tutelare e via dicendo.
“Non è un problema “degli avvocati” - recita ancora il volantino - è un problema di tutti noi cittadini.”
Ma sarà veramente così? Davvero l'ipotesi di prendere in futuro la macchina e recarsi nel capoluogo di provincia per richiedere il rilascio di un certificato giudiziario è degna dell'interesse e dell'indignazione popolare?
Saremo molto espliciti: la nostra risposta è “no”. E non solo per il fatto che il tribunale è una struttura con la quale il comune cittadino spera di avere il meno a che fare, ma soprattutto per i termini con cui la questione è stata posta dai promotori dell'operazione-salvezza.
Il principale argomento a favore della necessità di mantenere il tribunale di Bassano - secondo gli addetti ai lavori - è la sua produttività, che si traduce in un bilancio ampiamente in attivo per le casse dello Stato.
Da questo punto di vista la struttura bassanese è una macchina da guerra, in grado di incamerare in un anno oltre 3 milioni e 300mila euro di introiti complessivi in diritti e costi di atti giudiziari e interessi legali, a fronte di 920mila euro di costi in uscita per l'amministrazione statale.
Ma proprio qui sta il punto: il consistente “utile economico” del tribunale cittadino è frutto della grande litigiosità civile del nostro territorio, in parte anche alimentata - con tutti i mezzi a loro disposizione, peraltro legittimi, per prolungare e moltiplicare le cause - dagli stessi avvocati.
Succede a Bassano come in qualsiasi circondario giudiziario d'Italia. Ma non possiamo non sottolineare che all'Ordine degli Avvocati di Bassano del Grappa gli avvocati iscritti sono ben 310, ai quali si aggiungono più di un centinaio di praticanti. Rispetto al numero degli abitanti del comprensorio bassanese, si tratta di un vero e proprio esercito togato. Che rappresenta uno dei comparti produttivi più rappresentativi del nostro territorio: l'industria dei cavilli.
Tagliare Bassano e inglobarlo a Vicenza significa quindi, in prospettiva, la perdita di una casistica ormai consolidata e di un territorio ampiamente conquistato a favore degli studi legali vicentini. Ognuno ha il suo orto da coltivare: e la recente levata di scudi degli avvocati di Schio, che hanno bocciato senza appello l'ipotesi di un accorpamento del tribunale scledense con Bassano, ne è la prova più lampante.
Egregi avvocati: non vorrei essere frainteso. Non sto dicendo che la battaglia per mantenere il tribunale a Bassano non sia giusta e anzi, per alcuni aspetti, è anche condivisibile.
Perdere il tribunale sarebbe un colpo basso, in termini di disagi e di spese aggiuntive, per chi realmente è costretto a ricorrere spesso e malvolentieri alla giustizia civile: imprese, professionisti, società private e Amministrazioni pubbliche in primo luogo. Coinvolgere i sindaci, le categorie economiche e gli ordini professionali nella mobilitazione è quindi quanto mai opportuno. Come è pure oggettivamente legittimo, da parte vostra, cercare di tutelare gli interessi della vostra categoria.
Ma non aspettatevi che i cittadini siano pronti a scendere in piazza per sostenere le vostre ragioni. In quanto ai tagli finanziari dello Stato, sono ben altre oggi le cose che ci preoccupano.
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