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E luce fu
Adottato dalla giunta comunale il PICIL, il nuovo Piano dell'Illuminazione Pubblica di Bassano. Sarà abbattuto il 30% dei consumi. In centro storico, luci a intensità variabile a seconda del giorno della settimana e del periodo dell'anno
Pubblicato il 03 apr 2013
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Riduzione dell'inquinamento ottico e luminoso, sicurezza delle persone e dei veicoli mediante una corretta e razionale illuminazione, risparmio energetico per le casse pubbliche di almeno il 30%, adeguamento ed economia di gestione degli impianti luminosi. E scusate se è poco.
Sono i primari obiettivi del PICIL, il “Piano dell'Illuminazione per il Contenimento dell'Inquinamento Luminoso” adottato dalla giunta comunale di Bassano del Grappa. Un progetto che cambierà i connotati dell'illuminazione pubblica in città, secondo un nuovo criterio di “usare la luce dove e quando serve” e secondo nuovi modelli di gestione “tecnologicamente integrati ai fini del contenimento energetico, della valorizzazione differenziata dei luoghi e di una economia di gestione manutentiva”.
Illuminare “meglio”, insomma, si può. Anzi, si deve: come fa capire in conferenza stampa l'assessore comunale alla Sostenibilità Andrea Zonta.
Lampioni in piazza a Bassano. Gli attuali impianti in centro storico saranno sostituiti con soluzioni di illuminazione regolabili e a basso impatto energetico (foto Alessandro Tich)
“Nel territorio comunale abbiamo circa 9500 corpi luce, pochi dei quali ad alta efficienza - spiega l'assessore -. Gli impianti di illuminazione consumano oggi 6 milioni di kilowattora e dobbiamo puntare al risparmio energetico, perché il Comune spende all'anno circa 700mila euro per l'illuminazione. Serve inoltre una riqualificazione degli impianti elettrici obsoleti.”
Il PICIL parte da lontano: è nato infatti nell'ambito del progetto europeo PLUS (“Public Lighting Strategies for Sustainable Urban Space”), a cui il Comune di Bassano ha aderito, ed è stato preceduto da un lavoro di analisi e documentazione sullo stato generale dell'illuminazione pubblica cittadina finanziato quasi totalmente dall'Europa e compiuto dal raggruppamento temporaneo di imprese Studio Necsi di Romano d'Ezzelino e Studio Stain di Trento. I dati raccolti nello studio preliminare hanno gettato le basi per la redazione vera e propria del piano, curata da un gruppo di lavoro interno del Comune.
Dalla teoria si passa ora alla pratica. La maggior parte dei “corpi illuminanti” cittadini, circa 8000, saranno sostituiti con nuovi impianti di luce regolabile, principalmente a led, in grado di soddisfare le tre priorità dell'intervento: ripristino della sicurezza “con valori illuminotecnici adeguati”, diminuzione dell'energia consumata e abbattimento dell'inquinamento luminoso. Oltre all'abbattimento dei costi di manutenzione degli impianti, che potranno essere gestiti mandando i comandi anche da un semplice telefonino.
Particolare attenzione, nell'ambito degli interventi previsti, sarà rivolta all'illuminazione in centro storico.
“La situazione ideale per il centro - afferma Zonta - è vedere di sera come si vede di giorno. Cosa che gli attuali impianti, tutti a luce gialla, non permettono di fare. I nuovi impianti in centro saranno tutti a luce bianca.”
Con un'importante novità: fatta salva la luce “funzionale”, che serve per illuminare le strade, la luce “decorativa” in centro storico non sarà più a intensità e tonalità fissa, ma variabile a seconda del giorno della settimana e del periodo dell'anno. Luce progressivamente più intensa in corrispondenza di una maggiore presenza di persone (dal giovedì al sabato sera, fino alle 23), mentre alla domenica sera e nei primi giorni della settimana sarà diffusa una minore “estensione luminosa”. Un'analoga differenza di scenografia luminosa in centro storico sarà prevista tra le sere invernali e quelle estive. Insomma: la luce in centro, per citare la frase usata dall'assessore, “si muoverà con la gente”.
Per vedere inoltre quale tipo di luce sarà più consono alla percezione visiva dei cittadini, in centro storico e non solo, sarà effettuato un progetto-pilota - non compreso nel PICIL e finanziato autonomamente dalla Comunità Europea - in cui la gente dovrà esprimere il proprio gradimento su tre tipi diversi di illuminazione in tre punti diversi della città. “Questo - specifica Zonta - per evitare quello che è successo in altre città europee, dove gli impianti di illuminazione sono stati sostituiti senza sentire il parere della cittadinanza, col risultato di doverli sostituire di nuovo.”
Non si tratta di un piano di secondaria importanza: il costo totale della ristrutturazione del sistema di illuminazione pubblica a Bassano ammonta infatti a ben 6 milioni di euro. Cifra che il Comune di Bassano ovviamente non può affrontare, ma che sarà coperta - a seguito di una gara pubblica che sarà bandita in estate - da una ESCO (Energy Service Company): società che assume il rischio finanziario dell'operazione, realizzando gli interventi e le tecnologie previste, fornendo l'energia per gli impianti di illuminazione e partecipando a una parte dei benefici economici prodotti. Il nuovo sistema di illuminazione pubblica di Bassano sarà quindi affidato in blocco a un soggetto terzo: dopo alcuni anni, al raggiungimento dei risultati economici dell'investitore, ritornerà in gestione al Comune.
Un discorso a parte, stralciato dal PICIL, riguarda l'illuminazione pubblica dei monumenti (Ponte, Castello e Cinta Muraria, Torre Civica ecc.) che viene ritenuta strategica per l'immagine turistica di Bassano e che continuerà ad essere gestita direttamente del Comune. Anche in questo campo sono previste novità, con illuminazione variabile degli edifici monumentali a seconda degli eventi serali organizzati in città soprattutto in primavera-estate. Per il Ponte di Bassano, in particolare, è previsto in futuro un nuovo sistema di illuminazione regolabile, sempre a luce bianca, in grado di evidenziarne in modo ottimale ed uniforme le architetture.
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