Attualità

Bassano 2029, parte la corsa per il titolo di Capitale della Cultura

Dopo il successo della mostra su Segantini, la città alza l'asticella. Il sostegno della Regione: «Progetto solido e radici profonde»

Pubblicato il 02 apr 2026
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Il dossier è pronto, la visione è tracciata. Bassano del Grappa punta ufficialmente al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029.
Una sfida che non è solo di un comune, ma di un intero territorio, e che incassa oggi il sostegno convinto della Regione Veneto.
«Siamo al fianco di Bassano con orgoglio», dichiara l'assessore regionale alla Cultura, Valeria Mantovan, tratteggiando il profilo di una città che dopo il riconoscimento di "Città Veneta della Cultura 2025" alza l'asticella verso il traguardo nazionale.

Valeria Mantovan, Assessore all'Istruzione, Formazione e Cultura della Regione Veneto.


Dai tesori di Canova ai 100 mila per Segantini
Il punto di forza della candidatura risiede in un mix di eredità millenaria e numeri da record.
Bassano, nelle parole dell'assessore, è un «laboratorio vivo» capace di far dialogare il passato di Jacopo Bassano e Antonio Canova — di cui la città custodisce, insieme a Possagno, il patrimonio più vasto al mondo — con la modernità dei grandi eventi. «Lo dimostrano i 108.000 visitatori per la mostra su Segantini e l'eccellenza internazionale di Operaestate Festival», sottolinea Mantovan.
Il percorso verso il 2029 sarà scandito da tappe di avvicinamento già nel 2026, con esposizioni dedicate a Olivetti e Sebastião Salgado, oltre all'atteso ritorno nei Musei Civici del "Cavallo colossale" canoviano dopo cinquantasei anni di assenza.

La voce della montagna e la Pedemontana
C'è poi un tema di rappresentatività geografica che Bassano intende cavalcare: in oltre dieci anni, nessuna città dell'arco alpino ha mai ottenuto il titolo.
«Bassano si fa portavoce dell'Italia di montagna e di collina, l'ossatura del Paese», spiega l'assessore.
Grazie alla nuova Superstrada Pedemontana, la città viene vista come il baricentro naturale capace di connettere arte, ricerca e impresa.

Il Comitato Promotore vede schierati, insieme alla Regione, università e categorie economiche.
Una «responsabilità condivisa» per tradurre un'eredità storica in un progetto vincente.
«Siamo pronti a lavorare ai tavoli tematici», conclude Mantovan, «per portare il Veneto ancora una volta al centro della scena culturale nazionale».
La corsa di Bassano è appena iniziata, ma le basi appaiono già solide.

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