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Ca’ Nova
Concluso a Possagno il restauro dell’Ala Lazzari del Museo Gypsotheca Antonio Canova, con la restituzione dell’intera collezione, un nuovo sistema illuminotecnico e la digitalizzazione del complesso museale
Pubblicato il 01 dic 2024
Visto 9.543 volte
“Oggi è una giornata memorabile per Possagno.”
Non è una frase fatta, o detta tanto per dire, quella che viene pronunciata dal sindaco di Possagno Valerio Favero.
Perché è realmente così: dopo Sette Anni in Tibet, e cioè il lungo periodo che dal 2017 ha trasformato il sito in un cantiere a fasi successive, riapre finalmente nella sua completezza l’Ala Ottocentesca, detta anche Ala Lazzari, del Museo Gypsotheca Antonio Canova.
Foto Alessandro Tich
È il frutto dei “lavori di restauro e digitalizzazione del complesso architettonico canoviano con miglioramento sismico dell’Ala Lazzari”, il cui secondo e ultimo stralcio è arrivato a conclusione, con conseguente riapertura al pubblico.
L’importo complessivo dell’opera è stato di 950mila euro, di cui 784mila attinti da un contributo del bando Fondo per la Cultura del Ministero della Cultura.
Della restante somma, 176.400 euro sono stati coperti con fondi propri dal Comune di Possagno e 19.600 euro sono stati messi a disposizione dalla Fondazione Canova Onlus.
L’operazione ha interessato la messa in sicurezza e il restauro della sezione più antica del complesso, edificata su progetto dell’architetto veneziano Francesco Lazzari.
Qui furono allestiti i gessi originali di Canova così come erano esposti nello studio dello scultore in via delle Colonnette a Roma.
Fu monsignor Giovanni Battista Sartori, fratellastro di Antonio Canova e dopo la morte di quest’ultimo, a decidere di far erigere un edificio a Possagno che potesse degnamente ospitare tutte le opere presenti nell’atelier romano del maestro, trasferite nel 1829 nel suo luogo natale, via mare da Civitavecchia a Marghera e su carri fino al paese della Pedemontana del Grappa.
I lavori iniziarono nel 1834 e furono completati nel 1836 mentre l’allestimento, dopo gli amorevoli restauri dello scultore Pasino Tonin, primo conservatore della Gypsotheca, venne ultimato nel 1844.
Ed è qui, nel cuore storico del Museo canoviano, che è stato compiuto l’intervento di consolidamento strutturale e di miglioramento sismico dello spazio che ospita la collezione dei gessi del sommo scultore neoclassico, fatta eccezione per le opere che sono invece allestite nell’attiguo e più moderno ampliamento dell’Ala Scarpa.
Dopo la prima fase del progetto, con un primo intervento sull’ingresso e sulla prima campata dell’edificio nel 2018, il secondo e ultimo stralcio (progettista: arch. Fiorenzo Bernardi; direttore dei lavori: arch. Fabio Guidolin; responsabile lavori: geom. Bernardo Dissegna; impresa esecutrice: Mosè Srl del Gruppo Pagotto) ha avuto inizio nel gennaio di quest’anno e ha interessato le due campate rimanenti.
I gessi sono stati messi al riparo all’interno di appositi imballaggi e la sicurezza strutturale e il miglioramento sismico del complesso sono stati garantiti attraverso tecniche innovative di consolidamento che, nel rispetto delle normative vigenti, hanno preservato la storicità dell’edificio senza comprometterne l’integrità architettonica.
Con la riapertura dell’Ala Lazzari, inoltre, il pubblico può tornare a godere della completa collezione canoviana in essa conservata.
In collaborazione con la ditta Passarella Restauri, sono stati infatti ricollocati alle pareti, nella loro posizione originaria, i tredici bassorilievi che per motivi di sicurezza erano stati rimossi in occasione del restauro del 2018.
“La restituzione del restauro - dichiara la direttrice del Museo Moira Mascotto - ha voluto anche dire la restituzione dell’intera collezione.”
Un ambito significativo del progetto ha poi riguardato il rinnovamento del sistema illuminotecnico, sviluppato per rispondere agli standard museografici contemporanei. Il nuovo impianto a LED indirizza fasci luminosi verso la volta, per un effetto di luce diffusa e riflessa che valorizza le opere.
Sono stati inoltre integrati dei corpi illuminanti a spot, regolabili da remoto, per le esigenze di mostre temporanee o eventi all’interno dell’Ala Lazzari.
Infine, una parte del progetto ha riguardato la digitalizzazione del complesso museale, concepita per migliorarne l’accessibilità, l’inclusività e la gestione, realizzata con la società Virtualgeo.
Tra le innovazioni più vicine al pubblico, spicca il virtual tour del Museo Gypsotheca, che integra anche modelli 3D e fotografie sferiche ad alta definizione.
È stata anche sviluppata l’anagrafica digitale di tutto il complesso espositivo che consente una visione integrata dell’impiantistica elettrica e idraulica, nonché il rilievo e la scansione architettonica delle strutture per il monitoraggio delle condizioni degli edifici nel tempo.
Insomma, della serie: cosa non si farebbe per Antonio Canova.
E siccome noi siamo Bassanonet, sottolineiamo che nella restituzione dell’Ala Ottocentesca della Gypsotheca canoviana alla sua completa fruizione c’è anche un po’ di orgoglio bassanese: il nuovo sistema illuminotecnico è stato infatti realizzato dalla Ruffato Impianti Elettrici di Bassano del Grappa.
Dopo il restauro della casa natale di Antonio Canova, eseguito nel 2022 nell’ambito degli Anniversari Canoviani, la conclusione del restauro dell’Ala Ottocentesca con il consolidamento della seconda e terza campata rappresenta un intervento di primaria importanza per la salvaguardia del patrimonio legato al grande scultore.
“È una giornata che segna una tappa fondamentale della vita della nostra istituzione”, evidenzia in conferenza stampa la direttrice Moira Mascotto.
Ma il cerchio non si è ancora chiuso: come annuncia sempre la direttrice, il 2025 sarà l’anno del restauro dell’Ala Scarpa.
L’intervento usufruirà di un contributo della Soprintendenza di 450mila euro.
“È stato un lavoro difficile e delicato, in un luogo che merita un rispetto altissimo - rimarca il sindaco Valerio Favero riferendosi al progetto di restauro appena terminato -. Siamo un paesino piccolo, di appena duemila abitanti. Non è facile essere all’altezza dell’eredità di Antonio Canova.”
“Adesso l’Ala Lazzari è completamente riallestita - conclude il primo cittadino -. Io, come tutti i residenti possagnesi, posso entrare gratis al Museo Gypsotheca quando voglio. Ci vengo spesso, e non solo per seguire i lavori come ho fatto negli ultimi sei mesi, e ogni volta mi manca il fiato.”
“Questo intervento - osserva un comunicato stampa diffuso nell’occasione - rappresenta un modello di eccellenza nella tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico, riaffermando la missione del Museo di preservare e promuovere l’eredità del grande scultore.”
L’Ala Lazzari è sempre quella, ma è stata completamente rinnovata: è una Ca’ Nova.
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