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Bip: è arrivato un messaggio. Ho ricevuto l'altro giorno su WhatsApp una riflessione privata di un nostro affezionato lettore, che diventa adesso una riflessione di dominio pubblico perché gli ho chiesto, ottenendo la sua approvazione, di poterla pubblicare come spunto di questo editoriale. Si tratta infatti di una breve e insolita analisi dedicata alla bicicletta, ispirata dal “big moment” delle due ruote a Bassano grazie allo svolgimento del Campionato Italiano Ciclismo Professionisti e trasformata in una originale allegoria della politica.
Scrive così il nostro lettore:
Fonte immagine: sportivoeinforma.it
«È strana la bicicletta.
Icona della sinistra; ecologica e simbolo della libertà individuale, la libertà di scegliere da che parte andare. Anarchica nel non avere un preciso inquadramento nel codice della strada.
Diventa di destra alla sua ennesima potenza, nel ciclismo. Si fa immagine di forza e abnegazione, coraggio e spregio della fatica. Esaltazione della prestanza fisica, della competizione e assieme dello spirito di squadra.
Resta l’aberrante cyclette, variante statica, ben piazzata, quasi inamovibile; ovviamente di centro.
È proprio strana la bicicletta. E Bassano somiglia pericolosamente a una cyclette.»
Questa breve eppure penetrante riflessione mi ha colpito innanzitutto per aver centrato il paradosso della bicicletta di sinistra o di destra a seconda del caso. Da una parte bandiera della “mobilità dolce” o “mobilità sostenibile”, mantra assoluto dei programmi elettorali e dei piani amministrativi del centrosinistra e dei Verdi. Dall'altra, simbolo di quella “competitività fisica” che meglio si sposa con gli atteggiamenti della cultura di centrodestra.
Non è solo una disquisizione teorica. Proprio quello conclusosi ieri con la lunga gara in linea tra Bassano, Marostica e Cittadella è stato un Campionato Italiano Ciclismo Professionisti targato centrodestra, o per meglio dire targato Lega. Patrocinato dalla Regione Veneto, incentrato su tre città ad amministrazione leghista, con diversi nomi graditi alla Lega negli incarichi operativi e con l'immancabile intervento del governatore Luca Zaia sul podio delle premiazioni. Il perché è presto detto ed è anche facilmente intuibile: in periodo di par condicio, essendo entrati nella campagna elettorale per le regionali, un evento del genere garantisce una visibilità preziosissima.
Doveva essere così anche per il Giro d'Italia, con le tappe venete - tra cui la Bassano del Grappa-Madonna di Campiglio che era programmata per il 27 maggio - che si sarebbero svolte proprio a ridosso del voto per le regionali. Poi tutto quanto - Giro ed elezioni, ma anche lo stesso Campionato Italiano - è stato rinviato in questo periodo dell'anno causa Covid. Assegnando alla prova tricolore di venerdì e soprattutto di ieri il ruolo di trampolino di lancio per alcuni politici in corsa, ma non sui pedali.
L'argomento del messaggio WhatsApp che più di tutto il resto ha attirato la mia attenzione è stato tuttavia l'appunto finale sulla cyclette. Parto dal presupposto che non ho nulla contro la cyclette e non la considero “aberrante”, come sostiene invece il nostro lettore.
Anzi, ritengo che averne avuta una a casa durante la quarantena di marzo e aprile avrebbe contribuito a combattere il sovrappeso da lockdown. Sempre che si fosse trovata la voglia, ovviamente, di mettersi a pedalare tra quattro pareti. Convengo però sul fatto che sia una variante “statica e inamovibile” del ciclismo. E a lungo andare la cyclette può diventare un'attività fisica tanto benefica quanto noiosa. Non so però se sia “di centro”: anche perché non so se il centro, attualmente, persino esista. Ma è quando il nostro lettore scrive che “Bassano somiglia pericolosamente a una cyclette” che mi trova totalmente concorde. Portandomi ad esprimere qualche veloce considerazione a ruota libera, anzi a due ruote libere, sulla persistente situazione politico-amministrativa di questa città.
Già in tempi non sospetti, e più di una volta, ho diagnosticato a Bassano la sindrome della giostra: vale a dire la costante tendenza a continuare a girare, con l'illusoria sensazione che il mondo ruoti attorno a noi, per poi ritrovarsi nuovamente al punto di partenza.
Me ne sono reso conto nel corso dell'amministrazione Poletto, e ancora di più in questo primo anno e tre mesi dell'amministrazione Pavan. Leadership territoriale, sicurezza in città, scelte strategiche, grandi progetti (park interrato di Prato S. Caterina), grandi questioni (Teatro, Polo Santa Chiara, trasferimento ad altro ente della Polizia Locale, destinazione complessiva dell'avanzo di amministrazione, piano di rilancio turistico della città ipoteticamente collegato al Marchio d'Area): si continua a pedalare senza andare ancora in nessuna direzione e rimanendo al punto di inizio, come una statica e inamovibile bici fissa da palestra collocata all'interno del Palazzo. E lascio stare altre tematiche come la Cultura e altre vicende come la nuova direzione dei Musei Civici, per la quale si è pedalato a vuoto, restando fermi sul posto, per un anno esatto. Dovessimo organizzare il Campionato Italiano di Cyclette, saremmo insuperabili.
Niente paura però: su profila all'orizzonte un nuovo grande evento grazie al quale potremo scendere dalla cyclette e raccontare al mondo quanto la città di Bassano sia in realtà vivace, attiva, effervescente e dinamica. È la partenza della 17sima tappa del Giro d'Italia Bassano del Grappa-Madonna di Campiglio, che come già scritto era prevista in calendario il 27 maggio e che ha adesso farà parte dell'inedita edizione autunnale della Corsa Rosa, posticipata per coronavirus dal 3 al 25 ottobre prossimi. L'appuntamento a Bassano è per mercoledì 21 ottobre. Altro Giro e altra corsa ancora una volta, sempre con la classica partenza da piazza Libertà. Non è la stessa cosa come essere sede di un arrivo di tappa, o come l'inebriante 14sima tappa a cronometro “Prosecco Superiore Wine Stage” del 17 ottobre da Conegliano a Valdobbiadene. Eppure anche a Bassano sarà sempre una vetrina in cui esporsi in prima fila: le elezioni regionali saranno già un ricordo, ma i vincitori saranno tutti lì.
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