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Passato Ferragosto, per le famiglie è già tempo di pensare all'inizio dell'anno scolastico, con il primo pensiero da affrontare: l'acquisto dei libri di testo.
Un rito immancabile che, da sempre, significa un gravoso impegno per il portafoglio.
Ma a quanto ammonta in realtà il costo dei libri, e quanti tra questi testi sono pubblicati in nuova edizione, a seguito della riforma scolastica, con conseguente ritocco al prezzo di copertina? E' lo spunto di un'indagine che il libraio Marco Bernardi, della libreria La Bassanese, ha compiuto analizzando i quasi 1600 libri adottati nelle scuole del Bassanese.
I dati emersi dallo studio, preceduti da alcune considerazioni introduttive, sono contenuti in una nota che Bernardi ha trasmesso in redazione e che pubblichiamo, integralmente, nello spazio che segue:
“Al di là dei titoli che troveremo a breve sulla stampa nazionale sul caro-libri e caro-scuola, sottolineo che caro-libri significa un eventuale aumento che, a differenza di moltissimi altri prodotti e servizi ( dal pane ai carburanti, dall’aumento dei trasporti a quello dell’energia) che aumentano di prezzo sopra la percentuale di inflazione stimata nel nostro paese, per quanto riguarda i testi scolastici i rincari sono minimi e sempre sotto l’inflazione e, dal 2010, spesso ribassati con i nuovi testi cosiddetti “misti”, ovvero, seguendo le indicazioni della nuova riforma, i testi con queste caratteristiche devono avere una parte di lezioni scaricabili gratuitamente dai siti degli editori: meno pagine stampate = prezzo inferiore.
Da alcuni anni il Ministero dell’Istruzione emana ( in accordo con le parti sociali) i nuovi tetti di spesa per le scuole secondarie di primo e secondo ciclo.
I tetti di spesa hanno un triplice effetto: vincolare la scuola a scegliere i libri di testo con responsabilità, verificandone il rapporto qualità-prezzo; permettere un controllo del Ministero sull’operato delle scuole ( che comunque operano le scelte in piena autonomia); dare un’indicazione alle famiglie dei costi da affrontare per pianificare al meglio le spese a medio e lungo termine. Quest’anno il limite è rimasto invariato, ciò significa che non ci sono aumenti sui tetti di spesa; il problema piuttosto è:
1 – se le scuole rispettano i tetti di spesa previsti dal Ministero e qui non c’entra nulla il “caro libri” o il “caro scuola” che piace ai media. Ritengo che ogni genitore o gruppo e associazione possa controllare con la massima trasparenza, idem i sensazionalisti che preferiscono evidenziare un non veritiero “caro libri” piuttosto che indagare nel territorio.
2 – se la nuova riforma degli istituti superiori ( con introduzione di nuove materie e programmi) sia compatibile con i tetti di spesa. A questo problema saranno sicuramente docenti e dirigenti scolastici a dare una valutazione corretta, non certo editori, librai o consumatori finali.
Da tempo il circuito dei librai chiede ( a Bassano abbiamo raccolto oltre 2000 firme) che la spesa dei testi possa essere fiscalmente deducibile, ma finora solo la Regione Veneto ha portato avanti questo concetto, arenatosi in qualche tavolo burocratico di confronto Stato/Regioni. Sarebbe un modo tangibile per affrontare la crisi, dando una nuova possibilità di risparmio a milioni di famiglie italiane e soprattutto trasparenza fiscale al sistema ( con la richiesta della ricevuta), ma ahimè le guerre e interessi di correnti partitiche hanno sempre la priorità sulla vita dei cittadini. In molte famiglie, spesso i testi scolastici sono gli unici libri che entrano nelle case.
Ultima considerazione: il costo dei libri, NON IL CARO-LIBRI. Circa 250€ per una prima media, 125 per 2^ e 3^, 300€ per una prima liceo e tra i 250 e i 280 per un professionale: il costo annuo per l’istruzione delle nuove generazioni è meno di un caffè al giorno nelle prime e meno di un lecca-lecca quotidiano per seconde e terze medie. Ogni mese, per essere istruiti anche con i nuovi programmi riformati i nostri figli che frequentano un liceo spendono il pari valore di un cd musicale. E’ molto, è giusto o è poco? Mi astengo, come detto, dal giudizio, le famiglie avranno la risposta più giusta.
IL NUOVO STUDIO 2010 : NUOVE EDIZIONI?
Spesso la notizia più “di moda”, oltre al caro-libri, è quella dei testi scolastici di nuova edizione.
Tenuto conto che la nuova riforma prevede il “vincolo” che un nuovo testo adottato rimanga “in lista” per almeno 5 anni alla scuola primaria e almeno 6 per la secondaria di primo e secondo ciclo,
Fatte le dovute considerazioni, senza giudizio, in questi giorni ho voluto analizzare tutti i 1588 testi adottati nel bassanese e nel territorio per avere una reale situazione dei libri scolastici.
Uno studio che ha richiesto tempo, che per la prima volta viene effettuato e che è basato esclusivamente su dati numerici e quindi risultati incontrovertibili, ma sempre astenendomi dal giudizio, per permettere ai lettori e a chi ne entra in possesso di fare personali valutazioni sul tipo di testi adottati e sulle scelte dei docenti di oltre 50 scuole. Lo studio, si riferisce, infatti, all’area geografica su cui gravita il lavoro della libreria La Bassanese: da Castelfranco a Breganze e, nord/sud da Cismon a Cittadella, con un raggio di oltre 20 km da Bassano e un diametro di 40.
Su 1588 testi obbligatori, le nuove adozioni nella scuola pubblica ( secondaria di 1° e 2° ciclo – medie e superiori) sono 221: il 13,9%, quindi sintetizzando, tenendo conto che parliamo di medie statistiche, quasi una sola nuova adozione ogni 10 libri (una lista). Questo significa che l'86% dei testi adottati non sono di nuova edizione.
E’ molto o è poco? Ho voluto anche analizzare i dati tenendo conto degli istituti privati che hanno, a volte, un’adozione esclusiva che corrisponde quasi al 2% del totale, quindi: le nuove adozioni di scuola pubblica e privata raggiungono il 15.8% del totale, in questo caso possiamo parlare dell’85% di adozioni correnti confermate da anni precedenti.
Questi dati, in ogni caso, tengono fatalmente conto di una riforma in atto che coinvolge tutta la scuola superiore. Allora mi sono chiesto: quanto questa riforma ha contribuito e inciso sulle nuove adozioni? Sono 86 su 1588 i nuovi testi adottati collegati alle 1^ classi superiori, che rappresentano un 5,4% del totale. E’ molto o è poco?
Conseguenza di ciò, se non ci fosse stata nemmeno la riforma, le adozioni sarebbero le stesse al 90% e oltre dei casi.
Ritengo quindi che docenti, coordinatori di istituto e dirigenti del nostro territorio bassanese stiano operando per favorire le famiglie.
A dimostrazione di quanto verificato, ho concluso l’analisi con le nuove edizioni delle scuole secondarie di 1° ciclo (medie) notando come le nuove adozioni rappresentino (solo) il 4,2% del totale (1 libro nuovo ogni 25).
Marco Bernardi
Libreria La Bassanese”
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