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Il Partito Democratico sul “salto della quaglia” di Elena Pavan: “Scelta politica che sconcerta. Coerenza imporrebbe che si dimetta subito da consigliere dell’Unione per lasciare spazio a un vero rappresentante delle minoranze”

Pubblicato il 21 ott 2024
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Sul terremoto politico del sesto grado della Scala Pavan, vale a dire l’ingresso di Elena Pavan in Fratelli d’Italia e tramite il partito della fiamma tricolore in maggioranza, non manca la reazione del Partito Democratico.
Con un comunicato trasmesso nel pomeriggio in redazione, il Circolo di Bassano del Grappa del PD interviene su un “salto della quaglia”, come lo definisce, che “a pochi mesi dalle elezioni, sconcerta”.
Nella nota il PD focalizza l’attenzione sulla questione, già accennata anche nel precedente comunicato di è il Momento, del ruolo di Elena Pavan in seno al consiglio dell’Unione Montana del Bassanese.

Elena Pavan (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)

Come ho già scritto nell’editoriale odierno “Elena e i suoi Fratelli”, l’ex sindaca parteciperà in questa veste alla seduta del consiglio dell’Unione di domani che discuterà la mozione urgente sul tema della Polizia Locale.
Oggi però, “per opportunità” a fronte del suo ingresso in Fratelli d’Italia, ha ritirato la sua sottoscrizione alla mozione medesima, di cui era prima firmataria, presentata assieme ai colleghi di minoranza Manuel Remonato e Paolo Retinò.
Il Partito Democratico chiede le dimissioni immediate della Pavan dal consiglio dell’Unione, in cui era stata eletta come esponente di minoranza, “per lasciare spazio a un vero rappresentante delle minoranze”, come dal testo che segue.

COMUNICATO

Volontà elettorale.

È ormai ufficiale il passaggio del ex Sindaca Elena Pavan nelle fila di Fratelli d’Italia.
È una scelta che, politicamente parlando, lascia stupiti. Che in politica essere coerenti non paghi, può essere, ma questo salto della quaglia, a pochi mesi dalle elezioni, sconcerta.

“Pavan torna tra le braccia di chi l’ha sostenuta al primo turno per fare uno sgarbo alla Lega ma che non ci ha pensato un attimo a scaricarla ai ballottaggi per sostenere il suo avversario - interviene Maria Di Pino, Segretaria dem cittadina, che prosegue - Entra così in un gruppo di maggioranza che nei primi mesi di amministrazione non ha fatto altro che scaricarle addosso tutte le responsabilità di scelte che Finco non riesce a gestire e che in campagna elettorale senza troppi giri di parole affermava che lei non era stata all’altezza compito. Con questi presupposti ci si aspetta di vedere fuoco e fiamme in una amministrazione che di passi falsi ne ha già fatti parecchi. Con buona pace della città e delle sue esigenze”.

“Oltre alla questione politica, c’è un altro aspetto da non sottovalutare - dichiara Domenico Riccio, portavoce del PD di Bassano, che insiste - Parlo della nomina di Pavan come rappresentante per le minoranze nell’Unione Montana: coerenza imporrebbe che presenti subito, specie in un momento così delicato per l’Unione, le dimissioni per lasciare spazio ad un vero rappresentante delle minoranze.”

In consiglio, baluardo scolorito di una battaglia perduta, resta però un gruppo di minoranza che porta ancora il suo nome, ennesimo paradosso di un politicare ondivago. Lo apprezzeranno quelli che l'hanno sostenuta fino in fondo e l'hanno consolata nel momento della sconfitta?
Ne dubitiamo fortemente.

Partito Democratico
Circolo di Bassano del Grappa

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