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Brioche e Cappuccini
Salviamo i Frati a Bassano: raccolte oltre 8000 firme. Imprenditori pronti a sostenere economicamente il convento di San Sebastiano. E nasce un’associazione di scopo per la ristrutturazione e rigenerazione del convento
Pubblicato il 29 gen 2023
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Tutti insieme appassionatamente per i frati Cappuccini del Margnan, atto secondo.
Era lo scorso 4 gennaio quando l’assessore regionale Elena Donazzan e il presidente di Confartigianato Bassano Sandro Venzo, attorniati da alcuni imprenditori e sindaci del comprensorio, annunciavano urbi et orbi l’avvio della raccolta firme da loro promossa per salvare il convento dei Cappuccini di San Sebastiano, minacciato dalla prospettiva di un’imminente chiusura.
E oggi, in questa assolata domenica di fine gennaio, il due di spade Donazzan-Venzo, sempre affiancato dagli imprenditori e dai primi cittadini, convoca nuovamente la stampa davanti all’ingresso della chiesa del convento di via San Sebastiano per dare alcuni importanti aggiornamenti sulla mobilitazione a favore dei Fratelli di Saio.
Promotori, sostenitori e sindaci in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
Elena Donazzan arriva con un colbacco rosso in testa che poi si toglierà in conferenza stampa. Quasi un omaggio inconscio alle polemiche che l’hanno presa di mira sulla stampa nazionale nelle scorse ore, riguardanti la sua personale interpretazione della battaglia di Nikolajewka tra le forze di occupazione dell’Asse e le truppe sovietiche, nell’80simo anniversario di quel tragico scontro, in una lettera inviata alle scuole venete.
Ma oggi non è tempo di occuparsi di storia, oggi è il giorno di pensare al futuro.
E cioè alle cose nuove che si annunciano per fare concretamente in modo che il convento rimanga aperto, come auspicato dal territorio, e si sostenga da solo.
L’assessore regionale esordisce facendo il punto della situazione.
Conferma innanzitutto quello che le aveva detto nell’incontro a Mestre dello scorso 10 gennaio il Padre superiore provinciale dell’Ordine dei Cappuccini Fra Roberto Tadiello:
“Sulla chiusura del convento di Bassano deciderà il Capitolo a fine febbraio.”
Ma da allora ad oggi sono accadute molte cose. La raccolta firme in primis: oltre 8000 adesioni ottenute in meno di un mese, di cui oltre 5000 sulla piattaforma online change.org e le altre 3000 raccolte fisicamente sui banchetti all’esterno delle messe a San Sebastiano.
Poi c’è stata la “Vip Action” che ha visto alcuni grossi nomi di letteratura, sport e spettacolo testimoniare a favore della permanenza dei frati in città, come puntualmente rilanciato dalla pagina Facebook dedicata “Salviamo i Frati a Bassano”.
“Ringrazio Giuseppe Aquila che ha favorito queste testimonianze in nome del padre, con la forza di un’azienda internazionale che la provvidenza vuole ubicata a pochi passi da qui”, afferma la Donazzan rivolgendosi al titolare della Elmo & Montegrappa e ricordando il padre Gianfranco Aquila. Rammenta l’adesione di Paulo Coelho, “il più grande scrittore cristiano vivente al mondo”. E ancora “l’accorato Remo Girone, Jean Alesi, l’attore Esposito, Miki Biasion”.
“Tutto questo grande coinvolgimento riapre la questione - dichiara la Donazzan -. È la riprova di quanto affetto il Bassanese e non solo ha dei Cappuccini.”
“Riapre la questione” in che modo? È il vero oggetto dell’incontro stampa di oggi.
“Il Padre Superiore all’incontro di Mestre ci ha presentato due ordini di problemi - spiega l’assessore del Veneto -. Il primo, risaputo, è quello delle vocazioni. Il secondo è quello della difficoltà economica della gestione del convento. È qui che possiamo e dobbiamo intervenire noi come comunità civile.”
Per questo motivo - ed è la vera news di giornata - è stata costituita un’associazione di scopo per il mantenimento dei frati a San Sebastiano, aperta a chiunque voglia dare il proprio contributo “pro bono” a favore della causa.
“Come associazione di scopo ci siamo dati tre missioni - annuncia l’assessore regionale -. La prima è quella della ristrutturazione e rigenerazione del convento, favorendo attività sempre in sintonia con lo spirito del luogo.”
“Ad esempio - prosegue - al convento di Thiene c’è un bar-chiosco aperto al pubblico. Qui davanti nel fine settimana passano tantissime persone provenienti o in direzione delle passeggiate lungo il Brenta, ma qui in Margnan non c’è l’ombra di un bar dove ristorarsi. Proprio qui sul sagrato ci sono due sale vuote che potrebbero benissimo essere adibite a un bar di oratorio.”
“La seconda missione è quella dell’accoglienza - continua -. Ci sono stanze che possono servire all’accoglienza temporanea di famiglie o di persone in difficoltà. E poi c’è la missione delle attività. Come all’Abbazia di Praglia, che è sede di convegnistica spirituale, anche qui possono essere promosse iniziative analoghe.”
Nel consiglio direttivo dell’associazione di scopo siederà anche il Frate Priore del convento che avrà diritto di veto per qualsiasi progetto o proposta che non rientri nelle finalità spirituali della struttura.
Saranno inoltre promosse e organizzate delle visite guidate all’interno del convento, alla scoperta dei “luoghi dell’anima” come la chiesetta di San Leopoldo Mandić, che qui svolse il suo noviziato e nel 1884 vestì l’abito religioso, impegnandosi a vivere la regola e lo spirito di San Francesco d'Assisi. Ma anche alla scoperta del museo che viene aperto su richiesta ma in pochissimi lo sanno, della farmacia storica, dell’archivio e biblioteca.
Elena Donazzan invita tutti i professionisti, “architetti, ingegneri, comunicatori”, ad aderire all’associazione e a dare il proprio contributo pro bono di idee e di proposte per la rigenerazione del sito. “La Chiesa segue la regola della Chiesa - conclude -. Noi siamo la comunità civile che lancia il messaggio: voi restate che noi ci siamo.”
Ma non è finita qui. Altre novità arrivano infatti per voce degli imprenditori impegnati a sostenere la causa del mantenimento dei frati in città.
C’è ancora Gianfranco Aquila e c’è anche Carlo Fantinato, bassanese, titolare dell’azienda Protek di Romano d’Ezzelino. Insieme hanno coinvolto altri colleghi e sta sorgendo un pool di imprenditori pronti ad attingere dalle proprie tasche per dare un concreto supporto alla gestione economica della struttura religiosa.
“Ci siamo riuniti con Carlo - riferisce Giuseppe Aquila - e abbiamo creato un gruppo di imprenditori per sostenere il convento in questo e nei prossimi anni.”
“La Montegrappa - rivela quindi Aquila - realizzerà in edizione limitata una penna dipinta a mano sul sacrificio di San Sebastiano. La metteremo all’asta per i nostri collezionisti mondiali, il ricavato andrà a favore dei frati.” Applausi sul sagrato.
“La mia famiglia è legata a questo convento, questa è una casa delle persone, c’è un capitale enorme qui - afferma Carlo Fantinato -. Abbiamo creato un gruppo di imprenditori che può garantire al convento una quota fissa all’anno di 100mila-150mila euro. Se serve poi aggiungere 10 o 30mila euro, io ci sono. Qui c’è la storia di 500 anni del nostro Bassanese.”
Sandro Venzo, presidente di Confartigianato Bassano e co-promotore della raccolta firme, informa che tramite la pagina Facebok dedicata sono già state trovate “decine di volontari disponibili a portare avanti le attività.” “Venerdì 10 febbraio è in programma la tradizionale cena di Confartigianato con i sindaci del territorio - continua Venzo -. La faremo nel convitto del convento. Sarà un momento significativo anche se avevamo deciso la data ancora a dicembre, prima che venisse fuori la notizia della possibile chiusura.”
Interviene anche qualche sindaco. Stefano Bertoncello di Solagna ribadisce il proprio impegno per diffondere nel suo paese il verbo delle iniziative pro convento.
Francesco Dalmonte di Pove del Grappa propone all’assessore regionale all’Istruzione di coinvolgere l’Istituto Agrario “Parolini” nelle attività collegate alla cura dell’orto e delle vigne dei frati. Mentre Germano Racchella, di Cartigliano, lancia l’idea di formalizzare l’appoggio collettivo alla causa dei Comuni del territorio attraverso la Conferenza dei Sindaci.
L’auspicio conclusivo, quindi, è che le buone intenzioni di promotori, sostenitori e pubblici amministratori si traducano in realtà. E cioè che al cospetto di una simile partecipazione del comprensorio a favore della permanenza dei frati a Bassano, il Capitolo che si riunirà a fine febbraio decida per la non chiusura della storica sede al Margnan.
La quale potrebbe dunque diventare, come abbiamo visto, oggetto di ristrutturazione e rigenerazione, con idee e proposte della comunità civile e mezzi economici garantiti dagli imprenditori coinvolti.
Personalmente, mi stuzzica l’idea di ricavare nelle due sale vuote che attualmente si affacciano sul sagrato un bar-chiosco o bar di oratorio, a supporto della raccolta fondi e a servizio dei tanti escursionisti e passanti soprattutto del fine settimana che qui potrebbero ristorarsi, mangiare e bere qualcosa o fare colazione.
Specialità della casa? Brioche e Cappuccini.
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