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Se si rompe il GPS

Pietrosante 4. Sul caso politico del momento pubblichiamo le riflessioni dell’ex consigliere comunale Giovanni Battista Sandonà. “La filippica del Consigliere Pietrosante potrebbe essere archiviata in rima: disarmante, imbarazzante”

Pubblicato il 07 lug 2022
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Patriarcato e dintorni. Non è solo la politica a reagire alle affermazioni radical choc in consiglio comunale dell’esponente di destra e consigliere comunale Gianluca Pietrosante.
Anche dalla società civile si levano voci di profondo dissenso, come è accaduto questa sera al flash mob in piazza Libertà di cui darò resoconto - essendo domani giornalisticamente irreperibile - sabato 9 luglio.
Ed è davvero particolare l’intervento - che non è un comunicato stampa e non è una lettera al direttore - che in merito alle affermazioni del consigliere di #PavanSindaco con la tessera di Fratelli d’Italia mi ha trasmesso un nome noto e stimato della vita pubblica cittadina: Giovanni Battista Sandonà, docente di scuola superiore ed ex consigliere comunale.

Giovanni Battista Sandonà

Sandonà interviene infatti “da ex consigliere che ama quell’Aula”, riferendosi alla sala consiliare.
Per scrivere le considerazioni che seguono:

La filippica del Consigliere Pietrosante potrebbe essere archiviata in rima: disarmante, imbarazzante.
Siccome però non è frutto di caldo estivo ma dice il rischio di ogni semplificazione ideologica - distorcere la realtà, schiacciare la persona - e in più non onora l’Aula della democrazia civica, nel silenzio del Primo Cittadino e non solo, qualcosa serve dire, chiunque sia a dirlo.
Serve usare bene un buon GPS, sigla per Gianluca Pietrosante, e uscire dalle nebbie uguali degli estremi opposti usando la testa.
Da ex consigliere che ama quell’Aula dico qui quanto avrei detto lì a botta calda, in risposta, di paternalismo, donne, aborto.
Come e molto più di me GPS, primo tra i primi, ha attaccato gli effetti aberranti del paternalismo tribale maschilista, ad esempio in salsa islamista (ma non solo): spose bambine, matrimoni combinati, violenze su minori, rapimenti, schiavizzazione, attentati, femminicidi.
Credo, sapendolo come me appassionato di Storia e insegnante, sappia che perfino gli antichi romani lungo i secoli almeno in parte stemperarono col diritto e le consuetudini il violento maschilismo paternalista delle loro origini.
Il paternalismo è dunque buono o cattivo? GPS si contraddice sì o no?
O vogliamo rivalutare l’adagio “mi te go fato mi te desfo”?
Confondere il genio femminile - espressione di Giovanni Paolo II - e metterlo sul rogo con il femminismo protestatario non fa onore a GPS.
Di centralità femminile abbiamo bisogno tutti. Proprio in questi giorni è tornato a parlarne Papa Francesco. So che ci sono cattolici ossequienti che non lo vedono bene, ma…le proteste femminili anche più estreme non venivano poi molto da oppressioni maschili intollerabili?
Chiudiamola in poesia: Dante che esalta Maria e tutte le donne, mistero senza fine bello.
Infine l’aborto. Tutti sappiamo che la sigla IVG, in cui V sta per volontaria, tante volte tale non è.
Quante ragazze e giovani donne abortiscono perché lasciate sole, restate senza lavoro, oppresse da gruppi criminali, ridotte a schiave di strada.
Quanti uomini violenti e quanta indifferenza o paure, quanti sistemi economici nemici della vita e delle donne dietro e dentro gli aborti delle donne?
Se all’adagio “l’utero è mio e me lo gestisco io” qualcuno rispondesse coi fatti “sì ,ma quel bambino è un bene prezioso per te e per tutti, tu non sei sola, se vuoi possiamo aiutarti” quanti meno aborti?
Dico con serenità che pure io, di principio, sono contrario all’aborto. Credo però che tutto si giochi nella realtà unica di ogni storia e non possa essere schiacciato in una unica posizione ideologica farisaica: giudicare ma non aiutare. Vorrei questa fosse rovesciata.
Che poi la curva demografica sia il nostro dramma, più di tutti incombente, lo sappiamo. Ma una tirata del genere nulla risolve, solo rinfocola polemiche sterili.
Ecco, riconosco a GPS la passione delle idee - che non condivido per lo più - ma serve restare sui prati aperti del dialogo e non entrare nei boschi intricati dell’ideologia, per farne analisi della realtà e azione che la migliora.
Serve un Astolfo che vada sulla luna e riconduca a più ragionevoli confronti: in una città si cavalca insieme, pur nelle differenze, non si galoppa, solitari Orlando Furioso.

Giovanni Battista Sandonà

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