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La realtà travisata
Due o tre cose sulle ultime dichiarazioni dell'ex vicesindaco Roberto Campagnolo in merito al restauro del Ponte
Pubblicato il 25 gen 2021
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A volte ritornano. Sabato scorso l'attuale consigliere di minoranza ed ex vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici di Bassano del Grappa Roberto Campagnolo è stato intervistato dall'emittente Reteveneta “per raccontare alcuni particolari relativi ai lavori di restauro del Ponte di Bassano arrivato alle fasi finali”, come spiega il diretto intessato nella sua pagina Facebook. L'intervista è stata raccolta in concomitanza con la fase dei lavori “top secret” (esclusi alla vista della città da due pareti innalzate ai due accessi del Ponte) per la posa della trave reticolare di impalcato.
Si tratta, come ho più volte scritto su questo portale, della famosa trave “sostitutiva” rispetto a quella originaria che era stata prevista dal progettista strutturale del restauro prof. ing. Claudio Modena: quella che viene posata in questi giorni è infatti una trave composta quasi totalmente di legno, completamente sganciata e quindi indipendente dalle spalle in muratura, diversamente da quanto disposto dal progetto originale.
Per chi si fosse perso la cosa e fosse interessato a sentire cosa ha detto Campagnolo nell'intervista Tv, l'invito è quello di andarsi a guardare su YouTube la registrazione del Tg dell'emittente locale. Ma l'ex vicesindaco è andato oltre: ha postato appunto sulla sua pagina Fb un intervento di commento alla sua intervista televisiva, nel quale ha espresso alcuni concetti che meritano di essere considerati da chi vi scrive.
Il paragrafo sull'acciaio inossidabile del progetto esecutivo del prof. ing. Claudio Modena (foto Alessandro Tich)
“Ricordiamo tutti - ha scritto sul suo profilo social l'amministratore ex PD ed ex Italia Viva - quello che si diceva del progetto che doveva snaturare il Ponte inserendo sotto il piano di calpestio “un'anima” di acciaio al posto dei 60 cm che nel 1990 erano stati riempiti con sabbia contenuta in una vasca di piombo. Oggi, al posto della “famosa” massicciata che pesava circa una tonnellata a m2, si può (si potrebbe) vedere invece solo del legno, sì del legno come previsto da sempre nel progetto di restauro approvato.”
Ricapitolando con altre parole: secondo il nuovo verbo campagnoliano, la trave reticolare di impalcato prevista nel progetto di restauro approvato (progetto Modena) è sempre stata di legno, come di legno è fatta la trave attuale, inserita nella variante di progetto della Inco approvata dal Comune. Non ha senso parlare di “anima di acciaio”, che secondo gli oppositori del progetto avrebbe dovuto “snaturare il Ponte”.
Per la serie: legno e sofà, artigiani della qualità.
Roberto Campagnolo è stato - e rimarrà per sempre negli annali - il “padre politico” di questo intervento di ripristino e consolidamento del Ponte di Bassano. Nel corso del suo mandato come assessore ai Lavori Pubblici la sua onnipresenza negli aspetti progettuali, giuridico-legali, mediatici e di cantiere della fondamentale e sofferta opera pubblica ha fatto da contrappeso all'atteggiamento defilato e sottotraccia, relativamente al restauro del monumento, del suo successore Andrea Zonta.
È ovvio e naturale, quindi, che Campagnolo porti acqua al mulino degli elementi a favore di quella che è stata una sua “creatura”. Ma un conto è farlo con il supporto di dati oggettivi, un altro è invece descrivere il quadro della situazione attraverso dichiarazioni non corrispondenti alla realtà delle cose.
Affermare che al posto della vecchia massicciata “si può (si potrebbe) vedere invece solo del legno, sì del legno come previsto da sempre nel progetto di restauro approvato” è quanto meno fuorviante. Per anni, nel periodo d'oro della Pontenovela, abbiamo infatti sempre scritto che la trave reticolare di impalcato progettata dal prof. Modena era una struttura composta di acciaio inox e legno lamellare. E non perchè ce lo siamo sognati di notte, ma perché è scritto nero su bianco nel progetto esecutivo strutturale redatto nel novembre 2015 dalla SM Ingegneria Srl del prof. ing. Claudio Modena.
Nel documento progettuale, al punto 1.2.3.3., si prevede l'utilizzo dell'acciaio inossidabile per le principali componenti strutturali del ripristino e consolidamento del Ponte.
In particolare, tra le altre cose, viene prescritto l'uso di “acciaio inox AISI 304L” per “la struttura reticolare di fondazione e le piastre della struttura reticolare di impalcato”, di “barre in acciaio inox ad alta resistenza” per le “croci di controventamento della reticolare di impalcato” e di “barre in acciaio inox ad alta resistenza” per “il tirante longitudinale della reticolare di impalcato”. Altro che “solo legno”.
Al punto 1.4 del progetto esecutivo, relativo al modello globale del Ponte, si prevedeva quindi “l'inserimento al livello dell'impalcato di una struttura reticolare piana di controventamento in legno lamellare e barre di acciaio inox ad alta resistenza, volta in primo luogo a contrastare le azioni orizzontali dovute alla spinta idraulica, al vento ed agli eventi sismici”. Funzione resa possibile solo con l'ancoraggio della trave alle due spalle del Ponte, poi rivelatosi impraticabile per l'indisponibilità della spalla Nardini.
Ma questa è un'altra storia. In questa sede voglio solo sottolineare quanto l'antico adagio verba volant, scripta manent sia sempre attualissimo: e le parole dell'ex vicesindaco vengono smentite dagli scritti ufficiali del progetto esecutivo originario a lui tanto caro.
Ripeterò fino alla noia che so benissimo di affrontare argomenti che non interessano più alla maggioranza dei cittadini che ormai attendono solo il taglio del nastro del Ponte restituito alla sua bellezza esteriore, tra autorità dello Stato, fasce (e magari frecce) tricolori, discorsi cerimoniali, foto e video celebrativi, ricchi premi e cotillons.
Ma una vicenda come questa non può aspirare agli orizzonti di gloria senza una memoria storica e critica che riporti i piedi per terra sul come sono andate le cose.
La prossima primavera il Ponte delle controversie ritornerà ad essere il Ponte di Bassano: ma sotto il legno, oltre all'anima di acciaio delle fondazioni e delle quattro stilate, rimarranno nascosti diversi aspetti che non hanno avuto spiegazione.
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