Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 25-01-2018 13:05
in Attualità | Visto 2.908 volte
 

La signora delle bici

Canoni, multe e rastrelliere concorrenti. Il problematico “dialogo” col Comune di Marisa Argolini, da 27 anni custode a pagamento di biciclette nei giorni di mercato in viale delle Fosse a Bassano

La signora delle bici

Marisa Argolini (foto Alessandro Tich)

Ci sono mestieri in via di estinzione, espressione di un piccolo mondo antico che resiste ancora allo scorrere del tempo, destinati prima o poi a scomparire.
Uno di questi è il custode di biciclette: gli affidi la tua bici, gli paghi qualcosina per il servizio e finché te ne vai in giro a piedi lui ti fa la guardia alla due ruote, collocata in una apposita rastrelliera. È l'attività che Marisa Argolini, di Cassola, svolge da 27 anni in viale delle Fosse a Bassano negli affollati giorni del mercato settimanale. Solo il giovedì durante l'inverno, anche il sabato con la bella stagione. 1 euro per il servizio di custodia a pagamento della bici o della moto dal primo mattino fino a mezzogiorno, esclusi i giorni di pioggia nei quali la “bottega”, inevitabilmente, rimane chiusa.
Attualmente lo stallo con rastrelliera è allestito al frequentato angolo del viale con via Jacopo da Ponte, nello spazio tra la panchina e i tigli trasformati in questo periodo in totem multicolori dai lavori a maglia dell'iniziativa di Tree Knitting “La cura della vita” che ne rivestono i tronchi. Col documento di autorizzazione comunale, a scanso di qualsiasi equivoco, appeso sull'albero in bella mostra.
Per svolgere la sua attività la signora Marisa paga al Comune di Bassano un canone annuo di 460 euro per occupazione del suolo pubblico. Ha chiesto, e ottenuto, di pagarlo in tre rate perché altrimenti non ce la farebbe: percepisce una pensione di reversibilità del marito di 480 euro al mese e gli introiti del suo parcheggio per bici sono quelli che sono. Le è capitato di pagare in ritardo qualche rata, beccandosi la relativa sanzione amministrativa. Ma lei ha voluto la bicicletta e continua a pedalare, tornando al suo posto ogni settimana, benché negli ultimi tempi il suo rapporto col Comune debba fare i conti con più di qualche ostacolo.
Nello scorso mese di aprile la custode delle bici ha trasmesso una lettera all'ente comunale nella quale si lamentava del fenomeno del parcheggio selvaggio delle biciclette ammucchiate alla rinfusa sulla ringhiera del sottopassaggio pedonale davanti al bar Fontana, a pochi metri da lei. Un comportamento che spingeva più di qualche ciclista a fare altrettanto, evitando così di pagare 1 euro allo stallo custodito prima di perdersi a piedi tra le bancarelle del mercato.
“Faccio richiesta al Comune - scriveva nella lettera - di un divieto di sosta per le bici davanti al bar Fontana, dato che io pago le tasse e sono stata multata per aver ritardato i pagamenti della rata di € 159,50.”
“A quella lettera non ho mai ricevuto risposta - riferisce Marisa -. Però subito dopo il Comune invece di mettere il divieto ha messo una nuova rastrelliera per biciclette libera, subito dopo il bar. Io vengo qua, pago le tasse e loro mettono una rastrelliera di là, gratis. È un controsenso.”
E così, nello spazio di una ventina di metri, oggi ci troviamo due parcheggi per le bici che nei giorni di mercato si fanno concorrenza: uno a pagamento e l'altro libero.
Va da sé che il nuovo stallo gratuito sotto le Mura ha ridotto sensibilmente la clientela della signora Argolini. D'inverno la media è di 7-8 biciclette custodite il giovedì mattina, di estate e al sabato le bici parcheggiate a pagamento possono raggiungere invece la trentina. “Ma non sono poi così tante”, chiarisce la custode.
“Ho la concessione fino al 2019, poi si rinnoverà per altri tre anni, spero - dichiara ancora al cronista -. Vediamo se mi vengono incontro, comprese tasse e marche da bollo pago 500 euro all'anno. Se no mollo tutto.” “Ho chiesto un colloquio al Comune per chiedere che la rastrelliera libera la mettano via - conclude la guardiana delle due ruote -. Prima l'incontro me lo avevano confermato e poi me lo hanno annullato.”
Piccole storie di problematici rapporti tra utilizzatori di spazi pubblici e uffici comunali. Se il custode di biciclette è un mestiere destinato ad estinguersi, probabilmente lo è anche per questo.

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