Connessioni contemporanee
Un dialogo col presente
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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 06-02-2012
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Anche nel Veneto, e in particolare nel settore in crisi dell'edilizia, c'è un concreto rischio di infiltrazioni malavitose che trovano un terreno fertile - a fronte delle condizioni sempre più restrittive delle banche per la concessione di finanziamenti - nei problemi di liquidità delle aziende.
Lo ha dichiarato l'assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan, intervenendo oggi a Rosà a un incontro con l'impresa di costruzioni Sartori di cui ci occupiamo più ampiamente in un altro articolo.
“La Corte dei Conti, nella sua relazione di inizio anno - ha affermato Donazzan -, ha dato un'immagine preoccupante della presenza di sistemi che erano a noi sconosciuti. C'è un maggiore ricorso all'usura e c'è una criminalità che si sta radicando nel Nord Italia a fronte delle difficoltà degli imprenditori nel campo dell'accesso al credito.”
Il settore dell'edilizia è tra quelli più esposti ai rischi di infiltrazioni dovuti alla crisi
“Le banche, più che acquistare titoli di Stato - ha sottolineato l'assessore regionale -, devono essere di sostegno e di sollievo alle imprese. Se una banca dice di “no”, qualcos'altro sta iniziando ad entrare. Il rischio di infiltrazioni illecite viene confermato dalla percezione che raccolgo visitando le aziende, dalla segnalazione della Corte dei Conti e anche da un episodio, e cioè l'indagine sulla Venezia-Padova.”
Affermazioni che suonano come un campanello d'allarme e che richiamano alle proprie responsabilità il sistema bancario i cui rubinetti, per le note conseguenze della stretta finanziaria, sono sempre più chiusi.
“Negli ultimi mesi - ha confermato il titolare dell'azienda rosatese Simone Sartori - tutti gli istituti di credito hanno sospeso finanziamenti e mutui già approvati, rinegoziando le condizioni e scoraggiando chi investe con il nuovo costo del denaro.”
“L'attuale sistema scoraggia persino a partecipare alle gare d'appalto - ha ancora detto l'imprenditore edile -, perché se oggi ci aggiudichiamo un appalto vuol dire che siamo certamente sottocosto. Diverse aziende lo fanno per ottenere un anticipo sui contratti dalle banche, ma da parte degli istituti di credito sta cambiando anche questo.”
E se la politica, ovvero il “sistema”, non è in grado di trovare soluzioni c'è il rischio che queste ultime vengano perseguite imboccando strade, per così dire, “alternative”.
“Alcuni mesi fa - ha aggiunto l'imprenditore in conferenza stampa - ho ricevuto proposte anch'io. C'è stato chi si è proposto di seguire il recupero crediti, chiedendo una percentuale sui crediti recuperati.”
“Le istituzioni devono fare sistema - ha rilevato Elena Donazzan - per preservare gli imprenditori da questi rischi.”