Ultimora
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
La lista della spesa
Riaggiornato il quadro economico dei costi dell'intervento di restauro del Ponte: adesso supera i 9 milioni e 100mila euro. E all'ing. Rizzo, incaricato della famosa perizia, restano...le briciole
Pubblicato il 06 feb 2020
Visto 3.243 volte
Vi dico la verità, a scuola non sono mai stato forte in aritmetica e poi in matematica.
Non parlatemi di equazioni e di logaritmi: mi fanno venire le vertigini. Ma a capire e a fare le addizioni ci arrivo ancora. E negli ultimi cinque anni la telenovela del Ponte, poi ribattezzata Pontenovela, mi è servita a fare tanti esercizi nei compiti per casa.
Qui le addizioni (ma anche le sottrazioni) riguardano numeri a quattro, a cinque e a sei zeri. Il tutto rientrante nel meraviglioso mondo del cosiddetto “quadro economico di spesa” dell'opera pubblica senza fine. Il quadro economico è la somma totale dei soldi a disposizione per eseguire i lavori previsti. È composto da una parte che riguarda i “lavori in appalto” (e quindi i schei che vanno effettivamente spesi a favore della ditta appaltatrice) e da una parte relativa alle cosiddette “somme a disposizione” dell'amministrazione comunale. In questo secondo calderone rientrano tutte le voci che non si riferiscono specificamente al cantiere affidato alla Vardanega prima e alla Inco poi.
Foto Alessandro Tich
Si tratta in pratica di una enorme “musina” da cui il Comune può attingere per sostenere i costi delle tante “varie ed eventuali”: lavori esclusi dall'appalto, opere di somma urgenza, consulenze, spese tecniche, spese legali (e Dio sa quanti soldi sono andati fino adesso agli avvocati), indagini e rilievi, imprevisti e chi più ne ha più ne spenda. E la caratteristica del quadro economico dell'intervento di ripristino e consolidamento del Ponte è quella di variare progressivamente e sempre in aumento.
L'ultimo “aggiornamento del quadro economico di spesa” è stato approvato in questi giorni con determinazione del dirigente dell'area Lavori Pubblici del Comune.
Il documento fa innanzitutto riferimento all'aumento di circa mezzo milione di euro (ovvero 497.794,74 euro più Iva al 10%, per complessivi 547.574,21 euro) del corrispettivo destinato alla Inco per i lavori in appalto. Un incremento che viene contabilizzato a seguito dell'approvazione della “perizia di variante”, e cioè delle varianti in corso d'opera proposte dalla ditta appaltatrice trentina, risalente allo scorso mese di dicembre. Il nuovo totale della spesa per i lavori in appalto - che esclude l'Iva al 10% che va invece inserita nelle “somme a disposizione” - passa quindi da 4.027.361,31 a 4.525.156,05 euro .
La somma di 497.794,74 euro - corrispondente all'aumento di spesa per i lavori in appalto - viene a sua volta defalcata dal quadro delle “somme a disposizione” dell'amministrazione, che scendono quindi da 5.092.351,69 a 4.594.556,95 euro.
Il totale complessivo del quadro di spesa resta pertanto invariato, ma ammonta a una cifra ancora più alta rispetto agli anni passati: ben 9.119.713 euro. La pentola per il calderone, insomma, si allarga sempre di più.
Il documento del dirigente del Comune presenta due interessanti aspetti, degni di un breve approfondimento. Il primo è uno schema riassuntivo di come il totale di 9.119.713 euro degli stanziamenti per l'opera viene finanziato, e con le risorse di chi.
Nell'elenco compaiono i già noti erogatori di contributi (Ministero dei Beni e Attività Culturali, Regione Veneto e Fondazione Cariverona) per un totale di 5.700.000 euro. Si tratta della somma che copriva in origine (e qui, dalle addizioni, mi avventuro nel calcolo della percentuale) circa l'85% del costo totale dell'opera, stimato in 6.700.000 euro. La differenza, a quell'epoca, di 1 milione di euro era rimasta a carico del Comune. Adesso però quella differenza, rispetto ai contributi erogati, è più che triplicata ovvero lievitata a 3.419.713 euro.
Ed ecco dunque tutte le voci di copertura di tale spesa a carico delle casse comunali, e quindi dei cittadini, per le quali vi risparmio i dettagli e le cifre esatte alla virgola: oltre 275.000 euro provenienti dagli oneri di urbanizzazione, oltre 1.700.000 euro dall'avanzo di amministrazione 2014 e oltre 1.400.000 euro dall'avanzo di amministrazione 2018.
Per la serie: caro Ponte, mi dispiace dirtelo ma sei sempre più caro.
C'è poi il secondo aspetto da sottolineare. E cioè quali voci di spesa sono state “sacrificate”, nelle somme a disposizione dell'amministrazione, per consentirne la riduzione di 497.794,74 euro da reimputare alla spesa in aumento per i lavori in appalto.
Anche qui gli importi ridotti sono vari e non vi tedio nell'elencarveli tutti in dettaglio: si riferiscono ad accantonamenti, a monitoraggi e sondaggi, ai lavori di somma urgenza, agli imprevisti e a quant'altro. Ma una riduzione, in particolare, salta all'occhio.
Ed è quella che riguarda il corrispettivo da pagare all'ing. Giorgio Rizzo di Oderzo, titolare del famoso incarico affidatogli dal Comune, come previsto dalla convenzione del 2016 con la ditta Nardini, per eseguire la verifica strutturale sulla spalla sinistra del Ponte, anche in riferimento al sovrastante edificio, prima dell'inizio dei lavori sulla spalla medesima.
In altre parole, il professionista chiamato a compiere l'impegnativa perizia dai cui risultati sarebbe dipesa la disponibilità della spalla del Ponte di proprietà Nardini per le opere in appalto e in particolare per l'aggancio della trave reticolare di impalcato prevista dal progetto Modena.
Per l'incarico all'ing. Rizzo - come noto agli ex appassionati della Pontenovela - l'amministrazione comunale aveva stanziato 39.967,20 euro, comprensivi dell'Iva al 22%, da pagare al professionista. Il nuovo quadro economico defalca invece da questa somma ben 32.988,80 euro. In sostanza, il consulente del Comune per la verifica strutturale sulla spalla Nardini se ne ritorna a casa con un corrispettivo di soli 6.978,40 euro, pari a 5.500 euro oltre cassa previdenza al 4% e Iva al 22%, a seguito della presentazione di una fattura liquidatagli dal Comune nelle scorse settimane. Liquidazione della fattura e anche del consulente: nella relativa determinazione dirigenziale si specifica infatti che il pagamento all'ingegnere è relativo “all’espletamento dell’incarico ricevuto”.
Come dire: bye-bye Rizzo, grazie e arrivederci. In realtà l'ing. Rizzo era riuscito a completare solamente la “Fase A” dell'incarico, inerente alle “analisi preventive”.
Aveva anche elaborato un documento preparatorio alla “Fase B” sulle “analisi strutturali”, ancora da effettuare, e restava inoltre da eseguire tutta la “Fase C”, riferita alla progettazione di eventuali modifiche agli interventi di rinforzo per la spalla sinistra del manufatto. In altri termini: il grosso del lavoro, l'ingegnere di Oderzo doveva ancora farlo. Ma come appunto si legge nel documento di liquidazione della sua fattura, il suo incarico è stato “espletato”. E per un costo assai minore, essendo stato assai minore il lavoro svolto rispetto a quanto previsto. Si tratta di una liquidazione che va letta tra le righe.
E che ci dice chiaramente che la verifica strutturale sulla spalla Nardini non ha più ragione di essere, perché non ci sarà alcun aggancio alla medesima della trave reticolare di impalcato, elemento distintivo del progetto strutturale del restauro firmato dal prof. ing. Claudio Modena, eliminato dalle soluzioni della variante di progetto della Inco.
Insomma, come scrivo spesso: così è se vi pare. È vero che l'intervento di ripristino e consolidamento del Ponte di Bassano non interessa più a nessuno, “gufi” dell'era Poletto-Campagnolo compresi (vero, consigliera Ilaria Brunelli? vero, consigliere Antonio Guglielmini?), ma abbiamo oltre 9 milioni di ragioni per non spegnere la luce definitivamente.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
21 ago 2026
Bassano, Fratelli d’Italia contro gli alleati di governo: «Ci tengono in un angolo, così non si va avanti»
Visto 5.768 volte
Politica
24 ago 2026
La maggioranza resta unita nei voti ma divisa dalle strategie dei partiti
Visto 5.056 volte
Lettere in Redazione
25 ago 2026
Quattro amici al bar. Ma con vista sulla Provincia
Visto 3.110 volte
All Stars
22 ago 2026
La NASA premia Tezze sul Brenta: la foto spaziale di Eddie Sgarbossa è APOD
Visto 1.089 volte
Geopolitica
22 ago 2026
L’Egitto preferisce l’India alla nuova alleanza di sicurezza del Patto della Mecca
Visto 496 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 24.075 volte
Politica
28 lug 2026
Bilancio e spiaggetta di Via Pusterla: due passaggi che interrogano la maggioranza
Visto 20.945 volte
Politica
02 ago 2026
Scuola di Marostica, Giovine e Donazzan replicano alle opposizioni
Visto 20.440 volte
Geopolitica
02 ago 2026
La Corea del Nord verso un nuovo invio di truppe in Russia
Visto 20.387 volte
Geopolitica
29 lug 2026
Iran: "Le basi britanniche usate dagli Stati Uniti sono obiettivi legittimi"
Visto 20.261 volte
Attualità
01 ago 2026
Scuola di Marostica e rotta balcanica: per il Ministero è tutto in regola
Visto 19.364 volte
Attualità
30 lug 2026
Ex Caserma Fincato, lavori in corso: il Comune punta al completamento entro fine anno
Visto 19.324 volte
Attualità
05 ago 2026
Bassano-Bardolino per la Cultura 2029: i dati del turismo aprono il confronto veneto
Visto 11.391 volte