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Il Buono, il Santo, il Cattivo

Fratelli d’Italia: i retroscena del repentino passaggio di Gianluca Pietrosante dal “protettorato” politico del consigliere regionale Joe Formaggio a quello dell’europarlamentare Sergio Berlato

Pubblicato il 06-02-2024
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Eh già, non tutti i Fratelli vanno d’accordo, o se vanno d’accordo può magari capitare qualche screzio o disparità di vedute.
Se poi l’ambito della fratellanza è quello della politica, te poi ‘mainarte.
È il presupposto della storia che vi voglio oggi raccontare. Quella di Gianluca Pietrosante, docente scolastico e giornalista pubblicista, iscritto a Fratelli d’Italia e attivista del partito della Meloni, consigliere comunale a Bassano dietro la facciata ufficiale della lista civica #PavanSindaco.

Sergio Berlato, Gianluca Pietrosante, Joe Formaggio

Nel corso del 2023 vi ho deliziato con diversi articoli dedicati all’alleanza politica sorta in seno a FdI tra il consigliere bassanese nonché ex presidente dell’associazione Destra Brenta e il consigliere regionale Joe Formaggio, di cui Pietrosante era anche l’addetto stampa.
Un circolo perfetto: Pietrosante trasmetteva alle redazioni i comunicati stampa del suo mentore Formaggio, che più di una volta trattava argomenti che gli consentivano di plaudire alle iniziative consiliari di Pietrosante in quel di Bassano, portate avanti con il benestare del partito e concordate con lo stesso Formaggio.
Dal punto di vista della comunicazione politica, si è trattato di un precedente, per quanto bizzarro, a suo modo innovativo.
Almeno una volta alla settimana, in occasione del consiglio regionale, il consigliere comunale bassanese si recava a Venezia al seguito del suo personaggio politico di riferimento e datore di lavoro, in compagnia del quale sono state anche tramandate ai posteri diverse foto nei canali social.
Senonché, a gennaio di quest’anno, è cambiato tutto.
Gianluca Pietrosante è passato improvvisamente dal “protettorato” politico di Joe Formaggio a quello dell’europarlamentare di FdI Sergio Berlato, di cui - formula vincente non si cambia - è diventato l’addetto stampa.
Stessa spiaggia, stesso format: nel comunicato stampa dello scorso 25 gennaio sul tema del Tribunale della Pedemontana, trasmesso in redazione dal G.P. de Bassan, Berlato ricorda “che anche il Comune di Bassano, su iniziativa del nostro consigliere Gianluca Pietrosante, ha approvato all’unanimità un atto di indirizzo che sottolinea la necessità di istituire celermente il Tribunale della Pedemontana Veneta, atto che non può essere né ignorato né dimenticato”.
Per la serie: io ti mando una nota stampa che parla anche di me.
Ma come sono possibili questi repentini e apparentemente inspiegabili giri di valzer da una figura di riferimento politico all’altra?
Li possiamo capire solamente entrando nei meandri delle dinamiche di partito, quelle che non compaiono nelle comunicazioni ufficiali.

Tutto nasce dai congressi provinciali di Fratelli d’Italia, svoltisi in Veneto domenica 3 dicembre 2023.
A Vicenza ha vinto nettamente la corrente che fa capo ad Elena Donazzan: Silvio Giovine, deputato FdI e delfino politico della pasionaria di destra di Pove, è stato eletto coordinatore provinciale del partito con l’84% delle preferenze.
Giovine ha trionfato sul suo competitor Piero Puschiavo, sponsorizzato da Sergio Berlato.
Ma andiamo alle origini.
In vista del congresso provinciale, FdI si presentava in origine con le sue tre “anime” in provincia di Vicenza. Vale a dire le tre correnti che fanno capo, rispettivamente, ad Elena Donazzan, a Joe Formaggio e a Sergio Berlato: quest’ultimo però si era ritirato preventivamente dalla corsa, lasciando aperta la sfida a due tra i donazzaniani e i formaggiani (si dirà così?).
Ai congressi avevano ovviamente diritto di voto i soli tesserati al partito e la campagna tesseramenti si era chiusa il 30 settembre.
Il 1° ottobre, fatta la conta degli iscritti al partito in provincia, era già emersa la futura vittoria della corrente Donazzan che poteva vantare circa 1200 tessere, contro le circa 800 dichiarate da Formaggio.
Poi a novembre, come riferiscono le solite fonti bene informate, Joe Formaggio comunicava ad una riunione di corrente che le tessere che portava in dote erano in realtà appena 400 e che non si sarebbe potuto andare al voto ma trovare un accordo con la Donazzan per la spartizione del coordinamento provinciale.
Ovvero: in cambio della candidatura unica di Silvio Giovine, a Formaggio sarebbero stato garantiti 7-8 posti nel coordinamento provinciale, su un totale di 20, nel nome di una “grande pacificazione” del partito in provincia di Vicenza.
La cosa però non è piaciuta ai dissidenti di corrente che hanno portato alla candidatura praticamente in extremis, appoggiata da un Sergio Berlato ridisceso nell’agone del congresso provinciale, di Piero Puschiavo: storico fondatore negli anni che furono del Veneto Fronte Skinheads, già braccio destro del sindaco di Verona Flavio Tosi, fondatore e presidente di Progetto Nazionale.
Obiettivo della candidatura: far saltare l’accordo tra Formaggio e Donazzan per rispetto ai militanti ed iscritti, evitando un esito congressuale calato dall’alto, pur sapendo di perdere.
Tra i dissidenti c’era anche Gianluca Pietrosante, politicamente vicino a Puschiavo, per “spirito di militanza”, da tempi non sospetti e ampiamente precedenti alla frequentazione in consiglio regionale con Joe Formaggio.
Per convalidare la nomina del candidato sostenuto da Berlato servivano 20 firme di pubblici amministratori a livello provinciale, e una delle firme è stata la sua.

Il resto è storia.
Al congresso, Giovine si è imposto su Puschiavo con 676 voti contro 133.
Alcune centinaia di tesserati, tuttavia, sia dell’ala Donazzan-Giovine che dell’ala Berlato-Puschiavo, non hanno potuto votare perché il partito da Roma non aveva registrato le tessere. Secondo Puschiavo, il problema tecnico gli avrebbe fatto mancare “oltre un centinaio di iscritti”, il cui supporto “almeno avrebbe fatto diminuire in termini numerici il gap con il vincitore”.
Ma intanto la comunione di intenti tra Pietrosante e il suo mentore politico Joe Formaggio si era definitivamente incrinata, arrivando al punto di rottura poco prima di Natale e alla risoluzione del rapporto professionale di addetto stampa il 31 dicembre.
Ma il consigliere comunale bassanese, che evidentemente sa cavalcare bene le dinamiche di partito, non ha perso tempo a trovare la nuova figura di riferimento.
In seguito al consolidamento dell’asse Berlato-Puschiavo, e proprio grazie alla sua vicinanza a Puschiavo, Gianluca Pietrosante è stato politicamente e professionalmente arruolato nella squadra dell’europarlamentare, di cui oggi - come ho già scritto prima - è seguace politico e neo addetto stampa.
E così, arriviamo alla fine di questa vicenda con tre protagonisti.
Un europarlamentare che si appresta a ricandidarsi per l’Europa e che molto probabilmente dovrà confrontarsi nella lista per le Europee di Fratelli d’Italia con la stessa Elena Donazzan.
Un consigliere comunale che ne segue la scia e che sicuramente si ricandiderà alle amministrative bassanesi, questa volta ufficialmente con Fratelli d’Italia, ben sapendo che a Bassano la voce in capitolo in FdI è ancora e sempre quella di Elena Donazzan, con la quale politicamente non corre buon sangue. Da qui l’utile appoggio dell’europarlamentare.
Un consigliere regionale che dopo essere stato il leader di una corrente autonoma in FdI Veneto alla fine ha fatto fronte con Elena Donazzan, antagonista interna in seno al partito dei primi due.
È il triello di questo animato western alla vicentina:
Il Buono, il Santo, il Cattivo.

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