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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 27-10-2021 23:47
in Attualità | Visto 6.011 volte

Il vecchio e il Brenta

Compie 7 anni il Museo Hemingway e della Grande Guerra. Novità in mostra, visitatori in aumento e, per sabato 30 ottobre, evento speciale per il settimo anniversario

Il vecchio e il Brenta

Il tavolo di Ernest Hemingway alla Locanda Cipriani di Torcello, riprodotto nell’allestimento del Museo Hemingway di Bassano (foto Alessandro Tich)

Il tavolo è qui, tale e quale, copia identica del tavolo originale di Ernest Hemingway alla Locanda Cipriani nell’isola di Torcello a Venezia, che è fotografato con le identiche fattezze e con gli stessi oggetti su una gigantografia appesa al muro.
C’è una vecchia macchina da scrivere Olivetti MP1 ICO, dello stesso modello usato dal grande scrittore americano per la stesura del suo romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi” durante il suo soggiorno veneziano del novembre del 1948.
Ci sono anche la copia conforme dell’anatra da richiamo del romanziere per la caccia alle anatre in laguna e il bicchiere, la caraffa e il posacenere uguali e originali della Locanda, pervenuti a Bassano grazie alla collaborazione con la famiglia Cipriani.
È solo una delle novità dell’allestimento del Museo Hemingway e della Grande Guerra a Villa Ca’ Erizzo Luca, primo passo verso un più ampio rinnovamento del concept museale, in linea con le tendenze espositive e formative dei nuovi tempi. La riproduzione dell’“angolo del Cipriani” si riferisce ad una fase “matura” della vita di Hemingway e non quindi a quella fase giovanile che lo vide coinvolto in questa villa e in questa regione, negli ultimi mesi della Grande Guerra nel 1918, nelle esperienze formanti l’embrione di futuro scrittore da Premio Nobel.
Ma, come vedremo, l’omaggio del museo bassanese all’Hemingway degli anni ’40 e ’50 ha il suo perché.

Intanto, per citare un altro titolo del grande Ernest, è un momento di “Fiesta”.
Il Museo Hemingway e della Grande Guerra compie infatti 7 anni. E per celebrare degnamente il settimo anniversario, sabato prossimo 30 ottobre - come anticipano alla stampa Alberto Luca, presidente della Fondazione Luca e Giandomenico Cortese, giornalista e direttore del Museo - si terrà un evento speciale dedicato al celebre romanzo “Il vecchio e il mare”. Ovvero il romanzo, pubblicato a puntate sulla rivista “Life” prima dell’edizione definitiva, che fece vincere ad Ernest Hemingway il Premio Pulitzer nel 1953 e venne citato nella motivazione del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura nel 1954. Nell’occasione (ore 17, Cappella Mares di Villa Ca’ Erizzo Luca, ingresso libero, gradita prenotazione allo 0424/529035 o a info@villacaerizzoluca.it) interverrà la traduttrice Silvia Pareschi. Divisa tra il Lago Maggiore e San Francisco in California, la Pareschi è una delle più affermate traduttrici della letteratura anglo-americana. È andata alla scoperta del mito di Hemingway e del fascino della sua scrittura e Mondadori le ha chiesto una nuova traduzione de “Il vecchio e il mare”, per l’edizione inserita nella collana Oscar Moderni Cult, recentemente presentata al Salone del Libro di Torino.

Si tratta certamente di una sfida non da poco per la traduttrice. Oltre a confrontarsi con la prosa dell’autore, operando “una modernizzazione del linguaggio interpretativo”, ha dovuto anche raccogliere il pesante testimone di chi per prima aveva tradotto il romanzo in italiano, con l’approvazione dello stesso Hemingway: una certa Fernanda Pivano.
Ma non è tutto. Per lo stesso volume la Pareschi ha tradotto anche un nuovo racconto inedito dello scrittore, recentemente emerso dai corposi archivi americani, intitolato “La ricerca come felicità”. E ha inoltre aggiunto un glossario del termini nautici e della pesca e redatto un breve saggio sul concetto di Hemingway come “iceberg”: dello scrittore cioè si conosce la punta, composta dai romanzi, sotto la quale si nascondono decine di racconti e tanti inediti.
All’appuntamento di sabato 30, intitolato “Happy Birthday Museo Hemingway!”, dialogherà con la traduttrice Giandomenico Cortese. All’incontro - intervallato dalla lettura di alcune pagine del romanzo, a cura di Cinzia Baggio - sarà della partita anche il critico letterario Marco Cavalli che illustrerà le innovazioni della nuova traduzione rispetto allo storico lavoro di Fernanda Pivano.
Il tutto nell’ambientazione esclusiva di una villa che fa parte della biografia dello scrittore, affacciata sul lungofiume che prende il suo nome. Il vecchio e il Brenta.

Nel frattempo il Museo Hemingway e della Grande Guerra si sta coniugando al futuro.
E, come già scritto, l’allestimento presenta delle novità. Oltre al tavolo del Cipriani, sono esposte le riproduzioni delle due medaglie in argento al Valor Militare e in bronzo assegnate dal Regno d’Italia al giovane volontario Hemingway per i suoi atti di eroismo sul fronte di guerra, alcune riproduzioni delle radiografie sul suo corpo ferito a Fossalta di Piave e soprattutto una serie di volumi, editi per la prima volta in Italia, che raccolgono il suo ricco epistolario.
Ma la prospettiva va ben oltre. Il Museo sarà riorganizzato dando maggiore impulso alla multimedialità, per richiamare la fascia di utenza dei giovani che, grazie alle visite delle scolaresche, già rappresentano un consolidato target di visitatori. Lo stesso epistolario dello scrittore sarà consultabile online per motivi di studio e di ricerca.
L’evoluzione del Museo, inoltre, approfondirà la presenza di Hemingway in Italia, e in particolare nel Veneto, dalla fine degli anni ’40 agli anni ’50, periodo contraddistinto dal rapporto dello scrittore con la sua giovane “musa” veneziana Adriana Ivancich.
I numeri confortano i programmi di sviluppo: nel periodo maggio-ottobre 2021 i visitatori sono aumentati del 16% rispetto allo stesso periodo del 2015.
Mentre quest’anno si è registrato un incremento di oltre il 50% delle visite nei giorni feriali della settimana, senza il supporto numerico delle scolaresche ancora bloccate per restrizioni Covid.

“C’è un turismo di qualità che programma dei percorsi nel Veneto e decide di venire a Bassano e di venire qui - afferma in conclusione Alberto Luca -. Come centro culturale stiamo sviluppando l’asse Venezia-Bassano, lavorando con la famiglia Ivancich. Con il Covid anche a Venezia sia sta imponendo un turismo di qualità che da Venezia vuole conoscere anche altri luoghi del Veneto, tra cui può esserci Bassano. L’invito all’amministrazione comunale è di cogliere questa occasione, investendo risorse ed energie in questa direzione.”
L’assessore comunale al Turismo Giovannella Cabion, intervenuta alla conferenza stampa, di professione fa l’insegnante ma questa volta è lei a dover scrivere sul diario i compiti per casa.

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