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Presentata a Bassano la lista Uniti per Manildo Presidente. Il capolista Maurizio Scalabrin: “Non abbiamo bisogno di una politica conservatrice ma di una politica innovativa che guardi al futuro nell’interesse del Veneto”

Pubblicato il 17 nov 2025
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Sim Scalabrin.
Non è una nuova formula del Mago Silvan ma una sorta di sintesi giornalistica riguardante la lista Uniti per Manildo Presidente, in corsa nella coalizione di centrosinistra alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre prossimi.
Nella circoscrizione elettorale della Provincia di Vicenza il capolista è infatti Maurizio Scalabrin, volto noto della politica vicentina, giornalista e amministratore d’azienda, già sindaco per un mandato (dal 2004 al 2009) ed assessore del Comune di Montecchio Maggiore.

Il coordinatore di Casa Riformista Bassano Giovanni Reginato e il capolista di Uniti per Manildo Presidente Maurizio Scalabrin

La presentazione ufficiale per l’area bassanese di Scalabrin e del progetto di cui è capolista si svolge in una conferenza stampa convocata in sala Angarano in città ed introdotta da Giovanni Reginato, coordinatore di Casa Riformista Bassano - Italia Viva.
Ma andiamo subito al dunque, per chiarire quali sono le forze in campo: chi sono gli “Uniti” per Manildo Presidente?
Lo si evince dai tre loghi che campeggiano nel simbolo elettorale della lista medesima.
Il primo è quello di Casa Riformista: il contenitore politico di area moderata e progressista promosso da Matteo Renzi e da Italia Viva che, come rileva Scalabrin, “sta riscontrando l’interesse di molti civici e amministratori di tutta Italia”.
Casa Riformista non è al suo esordio elettorale: ha già infatti partecipato alle regionali in Calabria dove ha ottenuto il 4,5% dei voti e in Toscana dove ha conquistato l’8,8% dei consensi, terza lista in assoluto dopo PD e dopo Fratelli d’Italia.
“Il progetto non è nato per le regionali ma per trainare uno sviluppo nei prossimi anni - chiarisce il capolista -. Casa Riformista vuole essere “la gamba di centro e moderata” del centrosinistra, per una politica concreta che dia risposte all’Italia.”
C’è poi il simbolo di ALDE, il gruppo europeo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa a cui fanno riferimento anche candidati di +Europa e di Azione.
È la prima volta che il simbolo del partito politico europeo appare sul contrassegno elettorale di un’elezione regionale.
Infine, compare il logo con la scritta “Avanti” che riunisce i socialisti (ex PSI) e i socialisti liberali di ASL, che non è un’azienda sanitaria ma appunto l’acronimo di Associazione Socialista Liberale.

“Mi ritengo una persona moderata ma precisa nelle idee - afferma Maurizio Scalabrin -. Giovanni Manildo, avvocato e già sindaco di Treviso, è la figura giusta per il futuro del Veneto. Rappresenta molto bene i sentimenti di Casa Riformista e da avvocato si occupa molto d’impresa.”
“Le ultime analisi sulla situazione economica del Veneto, per voce anche di Confindustria, dimostrano che non c’è più una continuità rispetto al passato - continua -. Le trasformazioni internazionali modificheranno gli assetti economici anche del Veneto.”
“Le trasformazioni in atto riguardano la tecnologia ma anche la quantità di energia necessaria per farla funzionare, coi computer quantistici che si diffonderanno tra pochi anni - aggiunge il capolista -. Questo è stato sempre sottaciuto. Solo se le aziende sapranno interpretare l’evoluzione tecnologica, riusciranno a stare sul mercato. Un altro dato è che nei prossimi cinque anni una azienda su tre potrebbe passare di proprietà: o per mancanza di ricambio generazionale o perché preferiranno monetizzare, facendosi acquistare da fondi di investimento.”
Ergo: “c’è il pericolo di un impoverimento culturale e professionale dietro l’angolo” e per è il motivo che fa capire che “la scelta su un governatore conservatore, in questo momento, non sia opportuna”.
Scalabrin passa poi ai temi sociali e sanitari:
“Abbiamo l’invecchiamento della popolazione, 10mila persone in lista d’attesa in Veneto per le Case di Riposo di cui 2mila in Provincia di Vicenza, ma non c’è personale sufficiente. Nei prossimi anni il numero dei cittadini over 80 sarà quadruplicato ma i giovani non vengono invogliati a scegliere le professioni di assistenza agli anziani. La Regione Veneto è molto carente in questo campo: è l’unica Regione che dal 2002 non ha fatto una riforma delle Ipab.”
“La medicina di base è stata massacrata dalla burocrazia - incalza il capolista di Uniti per Manildo Presidente -. Oggi un medico di base non fa più il medico ma il burocrate. Per fare un esempio, oggi nel mio Comune, Montecchio Maggiore, 800 cittadini non hanno il medico di base e 400 non lo ricercano. Il massacro programmato della medicina di base comporta un sovraffollamento dei codici bianchi nei Pronto Soccorso, che rappresentano il “buco nero” della sanità veneta.”
Morale della favola?
“Non abbiamo bisogno di una politica conservatrice, mantenendo lo statu quo degli ultimi anni - conclude Maurizio Scalabrin -, ma di una politica innovativa che guardi al futuro nell’interesse del Veneto.”

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