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Consoliamoci col Diplodoco

Non solo gru sullo skyline di Bassano: ora c'è anche il grande dinosauro, testimonial della mostra a Palazzo Bonaguro sui dominatori del mondo perduto, collocato da oggi nel belvedere di Palazzo Sturm

Pubblicato il 28 nov 2013
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Tranquilli, è un erbivoro. E adesso che è arrivato a Bassano, al massimo potrà divorare qualche sparasara.
Ma il Diplodoco esposto da oggi sul belvedere di Palazzo Sturm è davvero un bestione impressionante: 9,5 metri di altezza. E meno male che è soltanto un teenager: da adulti, questi dinosauri dal lungo collo raggiungevano i 30 metri.
Impennato in posizione di difesa sulle due zampe posteriori, l'imponente rettile mette anche in evidenza gli unghioni delle zampe anteriori e la lunghissima coda, armi con le quali teneva a debita distanza i grandi predatori del Giurassico superiore.

Il modello di Diplodoco collocato da oggi sulla terrazza di Palazzo Sturm (foto Alessandro Tich)

L'impressionante lucertolone - riprodotto in scala 1:1 in base agli studi paleontologici sulla sua specie e con l'involucro esterno in vetroresina - altro non è che il testimonial della mostra “Dinosauri in carne e ossa - Scienza e arte riportano alla vita i dominatori di un mondo perduto”, organizzata dall'Associazione Paleontologica A.P.P.I. in collaborazione con la Sezione Naturalistica del Museo di Bassano e della quale ci occuperemo più dettagliatamente in un prossimo articolo nel canale “territorio” del nostro portale.
La mostra sarà inaugurata il prossimo 7 dicembre a Palazzo Bonaguro e esporrà una trentina di modelli di dinosauri a grandezza naturale realizzati dagli esperti, dagli artigiani e dagli illustratori scientifici dell'A.P.P.I.
La rassegna darà modo di ammirare anche degli importanti fossili reali: un nido di dinosauro oviraptoide rinvenuto in Mongolia, messo a disposizione dal Centro Studi e Ricerche Ligabue di Venezia, e reperti ossei - ritrovati a Possagno e a Treviso - di elefante, rinoceronte e bisonte, ovvero gli “animaletti” che vivevano nella Pedemontana circa un milione di anni fa.
Dedichiamo la nostra attenzione alla grande riproduzione del rettile dal lungo collo, ben visibile anche dal Ponte degli Alpini, per stemperare un po' l'atmosfera in mezzo alle notizie degli ultimi giorni e anche delle ultime ore, sintomo del clima politico e istituzionale davvero pesante che si sta respirando in città. Una notizia leggera in un momento grigio della vita pubblica, che già risente del gravoso canto delle sirene della prossima e imminente campagna elettorale.
E allora viva il Diplodoco: anche se il bestione in questione, nuovo dominatore della terrazza di Palazzo Sturm, si è fatto anche fin troppo aspettare.
Il mastodontico erbivoro doveva infatti essere allestito in concomitanza con la conferenza stampa di presentazione della mostra, convocata l'altroieri sempre a Palazzo Sturm. Ma per tutto martedì, e anche nella giornata di ieri, del grande “Diplo” non c'era traccia. Al punto da farci pensare che si fosse estinto per la seconda volta. Questa mattina, finalmente, il colossale dinosauro è “comparso” ed è stato montato dai tecnici allestitori dell'A.P.P.I., a distanza di sicurezza dalle preziose ceramiche del museo dello Sturm per le quali un suo colpo di coda sarebbe disastroso.
Scusate l'attesa. Del resto, per uno che ha 65 milioni di anni sul groppone, cosa volete che siano due giorni di ritardo?

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