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C'è modo e modo di trascorrere il tempo libero del sabato, anche in questo periodo di Covid. C'è chi va a fare la spesa, chi va a fare una passeggiata, chi porta fuori il cane eccetera eccetera. Io invece, in uno dei miei soliti attacchi di autolesionismo, ho voluto trascorrere una parte di questa giornata prefestiva dedicandomi alla consultazione dell'albo pretorio online del Comune di Bassano del Grappa. E diversamente da altre volte, ho trovato immediatamente un documento amministrativo degno di attenzione.
Si tratta di una delibera di giunta comunale pubblicata ieri - e quindi fresca fresca -, recante un titolo assai generico e proprio per questo meritorio di approfondimento: “Atto di indirizzo per l'affidamento di un servizio di supporto strategico”. Troppo stimolante per non cliccare sui contenuti allegati.
La delibera in questione, proposta dall'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Zonta, è stata approvata nella riunione di giunta in videoconferenza dello scorso 10 novembre. È quindi un residuo della Prima Repubblica dell'amministrazione Pavan, quando in giunta comunale sedeva ancora - e per l'ultima volta - l'assessore Tamara Bizzotto.
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
L'atto deliberativo stabilisce, con il solito contorto linguaggio burocratico, “l'indirizzo operativo di procedere ad affidare all’esterno ad un operatore economico esperto nell’ambito del supporto strategico agli enti locali nell’ambito della rigenerazione urbana e riuso del patrimonio immobiliare, la progettazione secondo i criteri della sostenibilità ambientale e della resilienza economica”. Traducendo in italiano: si intende affidare ad un super-esperto il compito di dare indicazioni su come valorizzare e riutilizzare il patrimonio immobiliare comunale.
Ma non si tratta di un patrimonio immobiliare generico: la delibera è infatti specificamente dedicata alla destinazione logistica delle collezioni museali.
Ed è proprio questo il lato interessante della faccenda. Anzi: interessantissimo.
La delibera di giunta ricorda nelle premesse che “la maggior parte delle collezioni museali naturalistiche non sono attualmente esposte per mancanza di spazi espositivi” e che “al fine della loro valorizzazione è necessario realizzare un progetto museologico che definisca un percorso logico ai fini della loro narrazione al pubblico”.
Contestualmente, la giunta Pavan dà atto - ribadendo una questione collegata alla revoca del contributo milionario di Fondazione Cariverona - “che risulta necessario procedere ad una rilettura dell’intervento progettuale del Polo Museale Santa Chiara”.
Il Polo Museale va quindi ripensato e non va più considerato come un corpo unico e indivisibile. Lo conferma il seguente passaggio della delibera, in cui il linguaggio burocratico raggiunge toni quasi da Accademia di filosofia: “È considerato strategico ai fini della valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale non considerare tale progetto in maniera atomistica”. E meno male che gli atti dell'amministrazione comunale dovrebbero essere comprensibili a tutti i cittadini.
Ed è a questo punto, egregi lettori, che arriva il passaggio-chiave dell'atto di indirizzo.
Niente atomi di materia indivisibile, please: la rilettura progettuale del Polo Museale deve essere inquadrata “all’interno di un più ampio progetto di rigenerazione urbana e riuso del patrimonio immobiliare all’interno del contesto urbano riferito all’Ex Convento di Santa Chiara, in ipotesi e/o parzialmente alla Scuola Mazzini e al Giardino Parolini”.
Sì, avete letto bene: Scuola Mazzini. L'ultracentenaria scuola elementare di Bassano, dichiarata inagibile e attualmente chiusa per il noto intervento di adeguamento e messa in sicurezza dello storico immobile, è da mesi oggetto di legittime domande e preoccupazioni sul suo futuro come sede scolastica una volta terminati i lavori. Adesso il nome della gloriosa scuola primaria del centro storico compare nella delibera di indirizzo sui criteri di riprogettazione del “patrimonio immobiliare” Santa Chiara.
Come specifica infatti l'atto di giunta, il super-esperto a cui sarà affidato l'incarico avrà il compito di elaborare “la progettazione del concept preliminare di valorizzazione e riuso del patrimonio immobiliare all’interno del contesto urbano riferito all’Ex Convento di Santa Chiara, in ipotesi e/o parzialmente alla Scuola Mazzini e al Giardino Parolini con particolare riferimento alle funzioni del futuro museo che dovrà valorizzare anche le collezioni museali naturalistiche, al verde pubblico, ai percorsi ed ai collegamenti e alle nuove funzioni urbane di carattere collettivo”.
La costruzione linguistica sembra fatta apposta per gettare fumo negli occhi, ma alla fin fine il senso è abbastanza Chiaro.
Ma non è tutto. Il futuro super consulente di supporto strategico dovrà anche definire e progettare “il concept museologico del futuro museo dell’innovazione che valorizzi anche le collezioni museali naturalistiche che ne definisca le finalità, l’assetto istituzionale, la descrizione del pubblico potenziale, la descrizione dei servizi offerti e la dimensione economica della gestione”. E in particolare, “alla luce delle linee programmatiche dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite”, il progetto museologico “dovrà essere ispirato alla sostenibilità ambientale”.
Per il disturbo, il professionista a cui sarà affidato l'incarico riceverà come compenso 40.000 euro + Iva, pari a 48.000 euro di esborso dalle casse comunali. E sarà anche un servizio pronto cash: la stessa delibera stabilisce infatti che la spesa trova copertura nel bilancio 2020 ed è relativa “a tale servizio di supporto strategico che deve essere ultimato entro il 31.12.2020”.
Anno nuovo, vita nuova dunque per la scuola elementare Mazzini, nella prospettiva del Polo Museale non più “atomistico” ma “diviso in più sedi” che verrà chissà quando?
In un momento delicato per il futuro delle scuole primarie della città (vedasi i timori di questi giorni per la paventata soppressione della scuola elementare “San Francesco d'Assisi” di quartiere Rondò Brenta) si aggiunge anche questa novità. Attendiamo dunque la “riprogettazione” del concept museologico del “futuro museo dell'innovazione” per capirne e soprattutto per saperne di più. In ogni caso, il fatto che la Mazzini sia inserita in un atto di indirizzo sul “riuso del patrimonio immobiliare comunale” la dice lunga sulla flebile consistenza del suo avvenire come sede scolastica.
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