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Eh già
Riflettori accesi su uno dei fenomeni più internazionali e duraturi del nostro territorio: al Castello Inferiore una mostra celebra i 49 vincitori di Umoristi a Marostica
Pubblicato il 17 mag 2021
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Vizi, Bugie, Diritti, Tempo, Internet, Sfortuna, Anniversari: potrei continuare ancora a lungo.
Ogni anno - e successivamente ogni due anni, quando la manifestazione è diventata biennale - Umoristi a Marostica ha proposto un tema sempre diverso. Il tema è la “sfida” sulla quale, dall'ormai lontanissimo 1970, i cartoonist e gli umoristi grafici di tutto il mondo si confrontano per ambire al prestigioso Premio Internazionale Scacchiera, l'Oscar della grafica umoristica che viene assegnato al vincitore sull'ideale red carpet del Castello Inferiore.
A Marostica, tra le migliaia di artisti artisti partecipanti in tutti questi anni, sono passati i più grandi nomi del settore. Compresi i sempre illustri presidenti della giuria a cui l'organizzazione dedica ad ogni edizione un salone personale d'autore accanto all'esposizione delle opere selezionate e vincitrici. Ve ne cito soltanto tre: Bonvi, l'autore di Nick Carter e delle Sturmtruppen; Quino, il papà argentino di Mafalda e il britannico David McKee, illustratore per l'infanzia di fama mondiale grazie al suo elefante variopinto Elmer.
L'opera vincitrice di Guido Clericetti, Umoristi a Marostica 1989 (particolare)
Passa il tempo e soprattutto cambiano i tempi, ma Umoristi a Marostica può cantare a pieno titolo la famosa strofa di Vasco Rossi: “Eh già, io sono ancora qua”. E lo fa con una mostra celebrativa che sarà allestita al Castello Inferiore dal 22 maggio al 20 giugno prossimi.
Si tratta della prima mostra non virtuale allestita dopo il lungo periodo di Covid-sospensione nella Città degli Scacchi: saranno esposte le opere dei 49 vincitori della 49 edizioni sin qui svolte. Non una mostra qualunque, quindi: alle soglie della storica edizione numero 50 del 2022, viene presentata una carrellata della grafica umoristica internazionale e, allo stesso tempo, la storia del concorso internazionale che vanta nei suoi annali i più importanti illustratori e grafici del mondo.
Nei decenni in cui le “relazioni internazionali” non erano ancora mediate dalle procedure in tempo reale del web, dei social e delle varie messaggistiche per smartphone, Umoristi a Marostica era già un collettore “analogico” di proficui e intensi rapporti con il resto del mondo. Fino al 1989, l'anno della caduta del Muro di Berlino e del conseguente dissolvimento della cortina di ferro, tra gli autori più fedeli al bando di concorso ci sono sempre stati gli illustratori dell'ex Unione Sovietica e dei Paesi dell'ex Patto di Varsavia.
Molti di loro, nominati tra i vincitori, sono riusciti anche a presenziare fisicamente alle varie cerimonie di premiazione al Castello dopo avere affrontato viaggi impegnativi, controlli doganali alle loro frontiere e visti sul passaporto. Significativo il fatto che tra i Paesi più rappresentati alle diverse edizioni della mostra-concorso ci sia l'Iran: il Paese degli ayatollah ma anche di un grande movimento di umorismo grafico, di raffinata fattura, sorprendente ai nostri occhi e per i nostri luoghi comuni occidentali. Diversi punti di vista, frutto delle visioni delle diverse culture, chiamati a confrontarsi su temi universali.
Temi poetici e di attualità; vizi e virtù della contemporaneità; sentimenti, pensieri ed emozioni. Tutti interpretati con un unico linguaggio, quello della grafica umoristica.
Senza fumetti e senza parole: è il disegno che esprime il concetto, per un umorismo che il più delle volte non si concede alla facile risata ma fa pensare e che trasforma il catalogo di ogni singola edizione in un oggetto di culto per i collezionisti.
Umoristi a Marostica è il frutto di una pazza idea venuta oltre una cinquantina di anni fa a un manipolo di visionari che vivevano all'ombra delle Mura scaligere, tra cui i compianti Sandro Carlesso e Marco Sartore ai quali sono dedicati due premi della rassegna.
“Da quando è nato il Concorso ad oggi la realtà sociale, italiana ed internazionale, è profondamente cambiata - spiegano i promotori del Gruppo Grafico Marosticense -. Era il 1969 quando un gruppo di studenti universitari, sulla scia dei movimenti del Sessantotto, proposero una manifestazione di “denuncia” non con cartelli di protesta, ma con vignette umoristiche. Scelsero la grafica nella convinzione che fosse un linguaggio internazionale adatto a superare le barriere politiche, linguistiche e culturali.” “Ci aggiunsero l'umorismo - proseguono i promotori - che per loro non voleva dire far ridere e basta, ma soprattutto far riflettere, lanciando spesso un messaggio critico sull’esistenza.”
“Nel corso del tempo - sottolinea il Gruppo Grafico Marosticense - la qualità delle opere, l’onestà d’intenti, la serietà e la qualità della giuria, la libertà delle scelte tematiche, l’indipendenza da strategie politiche e/o commerciali nonché la passione dei componenti del gruppo hanno fatto sì che il Concorso, dal 2014 divenuto biennale, si sia imposto tra i più importanti in Italia ed all’estero e che sia ancora molto apprezzato da artisti di tutto il mondo.”
Spazio dunque, adesso, all'esposizione “I vincitori di 49 edizioni di Umoristi a Marostica”.
In mostra le opere di Adolf Born, Osvaldo Cavandoli, Bruno Bozzetto, Eronda, Silvana Migliorati, Toni Vedù, David McKee, Quino, Milko Dikov, Silvia Ziche, Roberto Totaro, Maurizio Minoggio, Guido Clericetti, Origone, Stane Jagodic, Ernesto Cattoni, Simone Frosini, Gino Gavioli, Assunta Toti Buratti, Paolo Dal Ponte, O-Sekoer, Alessandro Gatto, Sergio Toppi, Marilena Nardi e tanti altri.
L'evento è organizzato dal Gruppo Grafico Marosticense in collaborazione con il Comune di Marostica e con il patrocinio di Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank.
La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile nei giorni di venerdì, sabato e domenica con orario dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Inaugurazione sabato 22 maggio alle ore 17 nel cortile del Castello Inferiore.
Si accendono così nuovamente i riflettori su uno dei fenomeni più internazionali e duraturi del nostro territorio. Una scacchiera di nomi e di ricordi che continua però a guardare al futuro, fedele alla tradizione della sua storia: siamo nell'epoca della comunicazione tecnologica, ma le idee disegnate sopra un foglio continuano ad abbattere i confini senza smartphone e senza app.
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