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Questione Burger King: la nuova e incredibile grana amministrativa e giudiziaria della giunta Poletto fa ingoiare al Comune, dal menù del fast food, una patata bollente
Pubblicato il 04 set 2018
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Il Bürgermeister (in italiano “borgomastro”) è il sindaco tedesco.
Lo sanno bene anche i bassanesi, almeno quelli che frequentano il giro dei gemellaggi, abituati ad incontrare alla tradizionale Straßenfest (o Strassenfest) di settembre il borgomastro in carica della città di Mühlacker che nell'attuale mandato risponde al nome di herr Frank Schneider e che puntualmente, con regolarità tutta germanica, ci manda anche ogni anno, tramite il Comune di Bassano, gli auguri di Natale e di Felice Anno Nuovo. Auguri di cui ha bisogno anche il suo collega gemellato Riccardo Poletto, dacché l'anno che verrà sarà quello della sua volata finale e l'anno in corso - al di là dell'ordinaria amministrazione e di qualche ventata di positività esibita tipo Bassano Città Europea dello Sport - si sta portando dietro dei grattacapi mica da poco.
Ponte Vecchio e adesso anche Ponte Nuovo, Polo Santa Chiara, Caffè Italia, PPE Parolini ovvero Piano Mar, centro commerciale ex Area Pengo, centralina idroelettrica, Tempio Ossario: laddove non si muove ancora foglia dal punto di vista operativo, o la situazione amministrativo-esecutiva è ancora in sospeso, c'è invece ampio lavoro per gli uffici tecnici del Comune e soprattutto per gli studi legali.
Fonte immagine: padovasport.tv
Ora si aggiunge anche il gran pastrocchio del fast food: un polpettone urbanistico che per l'Amministrazione comunale rischia di rivelarsi estremamente indigesto.
Come già emerso nelle cronache degli ultimi mesi, è infatti in atto un contenzioso riguardante l'apertura, risalente alla scorsa primavera, del nuovo locale della multinazionale dell'hamburger “Burger King” in via Ca' Dolfin, all'incrocio con via Cristoforo Colombo e a ridosso della stazione di servizio carburanti Costantin.
Una questione resa particolarmente complessa dall'interconnessione di un articolato parterre di personaggi ed interpreti.
C'è innanzitutto il Comune di Bassano del Grappa, che ha approvato in giunta e in consiglio comunale nel 2016 e gestito nell'iter di competenza la variante SUAP (e cioè con istanza presentata allo Sportello Unico per le Attività Produttive) al Piano degli Interventi per la “nuova costruzione di immobile commerciale per ristorazione” nel quale oggi è ubicato il punto vendita della catena in franchising di fast food.
Ci sono poi i due proponenti del progetto urbanistico-edilizio e proprietari dell'immobile adibito alla ristorazione: la ditta Fantinato Pio & C. sas di Fantinato Ornella con sede a Bassano in via Ca' Dolfin 213 - che è anche la proprietaria del terreno - e la ditta Biasion Antonio srl con sede a Romano d'Ezzelino in via Signori, 8/B. La prima, per la cronaca, è la ex società concessionaria (proprietaria) mentre la seconda è l'attuale società concessionaria del distributore di carburanti Costantin, confinante con l'area Burger King che ne rappresenta di fatto una “propaggine”.
E a gettare benzina sul fuoco - è proprio il caso di dirlo - è stata la quarta protagonista della vicenda: la Beyfin Spa, società del settore carburanti con sede a Campi Bisenzio (Fi), con un distaccamento a Bassano del Grappa in via Rambolina, diretto dall'amministratore Enzo Ponzin, proprietaria del distributore di carburanti Beyfin di via Cristoforo Colombo, a poca distanza dalla zona Costantin-Burger King e presentatrice di due ricorsi al TAR contro il provvedimento del Comune per la costruzione del nuovo fast food. Il quale, a detta della Beyfin, è adiacente a una stazione di servizio concorrente lungo la medesima strada, che potenzierebbe la capacità attrattiva rispetto allo stesso bacino di utenza.
Infine c'è una quinta e ultima controparte, coinvolta nella vicenda suo malgrado: la ditta Gash srl di Torri di Quartesolo, che gestisce il Burger King di Bassano, alla quale è stato ceduto in locazione l'immobile di via Ca' Dolfin per lo svolgimento dell'attività ristorativa.
Davvero un bel guazzabuglio di nomi e di riferimenti per una storia che ha dell'incredibile. Ma andiamo con ordine.
Il primo atto della giustizia amministrativa relativo alla questione urbanistica di via Ca' Dolfin risale ancora all'anno scorso, precisamente al 6 dicembre 2017, con protocollo 21 dicembre 2017. Ed è la sentenza con la quale il TAR del Veneto (Sezione Seconda) ha accolto il ricorso presentato dalla Beyfin contro il Comune di Bassano del Grappa e contro le due ditte Fantinato e Biasion.
A seguito della sentenza, veniva annullato il provvedimento del Comune - e nella fattispecie del dirigente dell'Area Urbanistica - di attuazione della variante per la costruzione del nuovo immobile commerciale ad uso ristorazione.
Il dispositivo della sentenza definiva “evidente in linea di fatto” la circostanza che l'intervento urbanistico sia di interesse “anche per l'esercizio di distribuzione di carburanti Biasion srl, di cui verrebbe a potenziare la capacità attrattiva rispetto allo stesso bacino di utenza” della ricorrente Beyfin. Ma soprattutto rilevava che “sull'indisponibilità di altre aree idonee all'intervento, che è indifettibile presupposto normativo della procedura seguita in variante al Piano degli Interventi, l'amministrazione si è limitata a prendere atto di quanto dichiarato dai richiedenti (Biasion e Fantinato)”.
Un modus operandi ritenuto “censurabile” dai giudici amministrativi poiché “è comunque onere dell'amministrazione procedente, quanto meno, attentamente verificare, e dare conto di aver verificato, l'esattezza di quanto dichiarato dai diretti interessati”.
Insomma: i proponenti, secondo i rilievi della sentenza, dicono al Comune una cosa del tipo “voglio fare qui questo progetto, attaccato al mio distributore, perché altre aree idonee non sono disponibili” e il Comune ne prende atto senza eseguire le opportune verifiche.
Da qui il pronunciamento del TAR secondo il quale “la procedura è carente di istruttoria e di motivazione sul punto” e l'annullamento dell'atto comunale “ai fini della sua rinnovazione” ai sensi del punto contestato.
Come avrebbe detto il grande Gino Bartali: l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare.
E la cosa, in effetti, è stata rifatta. Per dirla in parole semplici (che in urbanistica è un'impresa ardua), il Comune ha attivato una nuova procedura, ha fatto una ricognizione delle aree produttive commerciali idonee all'intervento e alla fine ha adottato il “provvedimento conclusivo” per la “nuova costruzione di immobile commerciale per ristorazione” nella medesima area di via Ca' Dolfin-incrocio via Colombo.
L'immobile è stato costruito, è stato dato in locazione dai proprietari alla Gash srl ed è partita l'attività del Burger King. Ma sulla rinnovata procedura urbanistica ancora la Beyfin spa ha rilevato alcune presunte e ulteriori incongruenze e anomalie, investendo del caso nuovamente la giustizia amministrativa con un secondo ricorso al TAR del Veneto “per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia” del nuovo provvedimento comunale. E la Seconda Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale, anche questa volta, le ha dato ragione. Con ordinanza del 23 maggio 2018, pubblicata il 24 maggio 2018, il TAR ha accolto l'istanza cautelare di Beyfin e ha sospeso gli atti impugnati nuovamente “ai fini della rinnovazione della procedura”, ritenuta di fatto carente nei passaggi fondamentali. “A tale rinnovata istruttoria - ammoniscono i giudici - devono evidentemente seguire gli altri atti e adempimenti della procedura (Conferenze dei Servizi e deliberazioni di Giunta e di Consiglio), senza i quali non può essere riadottato l'atto conclusivo, perché è proprio in tali sedi collegiali che deve essere verificata e avallata la completezza della nuova istruttoria e condiviso il suo esito.”
“Dunque la procedura - impone l'ordinanza - deve essere interamente rinnovata (...) senza trascurare alcun passaggio procedimentale e fino al suo compimento, restando piena e integra la discrezionalità dei citati organi collegiali nel valutare la correttezza di tale nuova istruttoria e delle sue risultanze, e la corrispondenza della domanda e della richiesta variante all'interesse pubblico.”
Tutto sbagliato e tutto da rifare 2, la vendetta. Il provvedimento deve passare prima in Conferenza dei Servizi, in Giunta e in Consiglio Comunale.
Il problema è che l'intera questione rimbalza tra le aule giudiziarie, con la procedura da ripetere ulteriormente ex novo, mentre al Burger King di via Ca' Dolfin una incolpevole gestione, con 28 dipendenti, continua a sfornare quotidianamente hamburger, cheeseburger e patatine fritte in un locale che deve ancora far ripartire il proprio iter autorizzativo. In quello che è oramai un marasma generale, l'Amministrazione comunale ha addirittura chiesto chiarimenti al TAR del Veneto circa l'esecuzione dell'ordinanza.
E il Tribunale Amministrativo, con una nuova ordinanza del 6 luglio 2018, ha confermato al Comune le conclusioni della prima: procedura da rifare perché l'iter non è valido.
L'ultima puntata (per ora) del fronte giudiziario del nuovo e incredibile polpettone urbanistico bassanese è l'ordinanza del Consiglio di Stato, a cui le due ditte proponenti del progetto Fantinato sas e Biasion srl avevano presentato ricorso contro le nuove decisioni del TAR del Veneto. Ordinanza che mette una pietra sopra all'intera questione: lo scorso 30 agosto (pubblicazione il 31 agosto) la Sezione Quarta del Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso, confermando pertanto il provvedimento del TAR.
L'appello ai giudici amministrativi di secondo grado non è stato ritenuto sufficiente nelle motivazioni. Il provvedimento rileva che all'annullamento degli atti disposto con la sentenza del TAR del 6 dicembre 2017 “non poteva non seguire la rinnovazione di tutti gli atti (...)”. “La realizzazione di struttura di ristorazione annessa a impianto di distribuzione carburanti - prosegue l'ordinanza del Consiglio di Stato - riverbera innegabili pregiudizi sull'attività di impresa concorrente (Beyfin, NdR) in relazione agli effetti attrattivi e decettivi della clientela”. Infine “la sospensione dell'efficacia dell'autorizzazione unica investe tutti gli effetti abilitativi da essa coperti, e quindi anche l'esercizio delle attività assentite”. Il linguaggio è complicato, ma il senso è purtroppo chiaro: non viene solo sospesa la procedura amministrativa effettuata, e in quanto tale da rinnovare, ma deve essere anche sospesa l'attività del Burger King.
È proprio notizia di oggi, riportata sulla stampa locale (Giornale di Vicenza), l'intenzione della Gash srl, che gestisce il fast food, di adire le vie legali e di chiedere al Comune di Bassano “il risarcimento dei gravissimi danni” se l'Amministrazione adotterà provvedimenti limitativi nei suoi confronti e sarà quindi costretta a chiudere i battenti del pubblico esercizio, anche per un solo giorno.
La società di Torri di Quartesolo puntualizza inoltre il fatto di avere conseguito “regolare titolo amministrativo all'esercizio di vendita”, di “non essere stata mai oggetto di alcun ricorso” e quindi di “svolgere legittimamente la propria attività”.
Tira dunque aria di guerra anche coi gestori del Burger King. L'Amministrazione comunale è alle strette: per domani, mercoledì 5 settembre, è convocata alle 18 presso la sede dell'Area Urbanistica al Castello degli Ezzelini la 3° commissione consiliare Territorio che affronterà come unico punto all'ordine del giorno “la controdeduzione alle osservazioni” e “la riapprovazione in esecuzione dell'ordinanza del TAR del Veneto” della variante per la costruzione del nuovo immobile (già costruito) per la ristorazione in via Ca' Dolfin. Dopodiché, come annunciato dal sindaco Poletto, l'argomento sarà oggetto di un consiglio comunale straordinario. Al Burgermeister di Bassano, e al neo assessore all'Urbanistica Chiara Nichele che eredita la magagna dal suo predecessore Linda Munari, il menù del fast food propone la specialità del momento: la patata bollente.
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