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Oltre i “Tavoli”. Parte il progetto Monte Grappa Smart Tourism: è in via di costituzione una rete di imprese per la promozione dell’offerta turistica del Grappa composta dagli operatori economici del Massiccio
Pubblicato il 17 mag 2018
Visto 4.622 volte
Così vicino, così lontano: il Massiccio del Grappa è da sempre meta di gite ed escursioni, soprattutto nei fine settimana e nella bella stagione, che ne fanno una destinazione caratteristica per gli amanti della montagna, della natura e in generale del turismo “mordi e fuggi”. Nel senso letterale del termine: un buon pasto con prodotti di stagione al ristorante oppure un buon assaggio di Morlacco o di Bastardo in malga, con un toco de pan e un bicchiere di vino, e verso sera tutti giù di ritorno in pianura.
Ma il Monte Grappa e il suo Massiccio sono anche e soprattutto un luogo di “potenzialità ancora inespresse”. Non lo diciamo noi, ma gli stessi operatori economici che in Grappa si occupano dell'accoglienza del turista e della gestione di una vasta serie di servizi fruibili anche dalla comunità: alberghi, ristoranti, malghe, rifugi, noleggio di attrezzature sportive e quant'altro. Sono loro che si preoccupano costantemente e da tanto tempo della visibilità dell'area, divisa fra tre province, e sono i primi a credere in questa montagna e nelle sue eccellenze ancora poco conosciute che, se ben gestite, potrebbero rappresentare un volano positivo di sviluppo economico ed occupazionale determinante per la sopravvivenza e la crescita di tante attività, generando così ricadute economiche positive per tutti. È la convinzione espressa da Giacomo Coletto, gestore del Rifugio Bassano in cima Grappa, portavoce della costituenda “Monte Grappa Smart Tourism”: una rete di imprese, composta appunto dagli operatori del Massiccio, per la promozione dell'offerta turistica legata al Grappa.
Fonte immagine: vvox.it
Di rilancio turistico del “Monte Sacro alla Patria” si parla in realtà da tempo immemore, senza che la buona volontà di chi ha cercato di promuovere negli anni iniziative in tal senso sia ancora riuscita ad approdare ad un reale risultato.
Ora nasce questo nuovo progetto di “sinergia innovativa” tra i portatori d'interesse (uso un termine che in questi giorni è molto di moda) allo scopo di richiamare stabilmente il turismo una volta per tutte. Cercando di dare una risposta a due temi centrali.
Il primo: quanto è conosciuto ed apprezzato il Monte Grappa, non solo a livello storico e rievocativo ma anche in quanto territorio ricco di eccellenze ambientali, sportive, culturali, artistiche ed enogastronomiche? Il secondo: quanto è adeguata l’offerta turistica attuale, rispetto alle aspettative dei turisti?
“Riuscire ad andare al di là dei confini provinciali - afferma un comunicato di presentazione dell'iniziativa - è la sfida che il turismo veneto si è prefissato di vincere già da qualche anno, partendo dalla modifica della legge sullo "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto" che dal 2013 prevede nuove modalità di promozione e vendita delle eccellenze turistiche regionali, ragionando ora per aree tematiche e zone geografiche allargate. Ma quali sono stati i passi avanti fatti in questa direzione, in particolare per quanto riguarda l’area territoriale legata al Grappa?”
Secondo gli ideatori di “Monte Grappa Smart Tourism”, un chiaro indicatore di come stiano andando attualmente le cose è rappresentato dal quadriennio della celebrazione del Centenario della Grande Guerra, ormai agli sgoccioli. Ci si chiede “quanto siano state realmente sfruttate le opportunità di visibilità a livello internazionale legate ad una tematica che di fatto è già un richiamo turistico ben affermato in altri Paesi europei”.
In Italia, infatti, le presenze turistiche legate a questo tema “sono state molto inferiori alle aspettative, generando così la sensazione, diventata ormai consapevolezza, che probabilmente le azioni strategiche di promozione del territorio, della sua storia e delle sue eccellenze, sono ancora molte da fare”. Si aggiungono poi i problemi riferiti a un trend di attività economiche in declino: negli ultimi tre anni in Grappa hanno chiuso dieci locali e, se la situazione rimarrà la stessa, questo numero è purtroppo destinato a salire.
Eppure il promotore Giacomo Coletto parla in termini “positivi e propositivi”.
“Chi arriva in Grappa e nei territori limitrofi - dichiara Coletto - se ne innamora, quindi il nostro obiettivo primario deve essere riuscire a portare qui molta più gente e farla restare per molti più giorni, invertendo la tendenza di quel turismo “mordi e fuggi” di cui siamo testimoni. Nel territorio le esperienze da fare sono talmente tante da avere solo l’imbarazzo della scelta. Ma finché non le facciamo conoscere… come possiamo sperare di essere scelti?” “In Grappa - prosegue - c’è bisogno di condivisione di intenti e di investimenti, con la volontà comune di attuare strategie e soluzioni sia a breve che a lungo termine per riuscire ad essere competitivi nel mercato e soddisfare le aspettative dei turisti, ormai sempre più alte.”
Con la costituzione di questa rete di imprese, la “voce” degli operatori del Grappa vuole quindi farsi più forte ed incisiva, con l’aspettativa di essere finalmente presi in seria considerazione nella definizione di interventi e progettualità legate appunto ad uno sviluppo continuativo del territorio. “Abbiamo le idee chiare - afferma Coletto - perché siamo noi operatori ad avere il polso della situazione sul Monte Grappa. La serietà delle nostre intenzioni è testimoniata dalla nostra apertura al confronto e dagli investimenti privati che continuiamo a fare da tanti anni, pur di riuscire a mantenere in vita il territorio e le nostre attività. È indispensabile però un’apertura anche da parte dei soggetti pubblici, perché quello che serve al territorio è un vero lavoro di squadra.”
Per questo motivo, il primo passo del progetto sarà il coinvolgimento degli enti pubblici di riferimento. Gli aderenti alla rete di imprese hanno chiesto recentemente un “incontro di confronto costruttivo” con le IPA (Intese Programmatiche d'Area) del territorio e le Unioni Montane interessate, per coordinare in maniera efficace gli interventi e le strategie mirate alla valorizzazione storico-ambientale del Massiccio del Grappa e delle aree limitrofe (Altopiano dei Sette Comuni, Monte Baldo e Lessinia, aree del Piave, del Montello, di Vittorio Veneto e delle Dolomiti Bellunesi).
Tra le tematiche su cui i promotori dell’iniziativa desiderano confrontarsi ci sarà molto da dire anche sui servizi di base da garantire al turista: collegamenti e trasporti affidabili, una segnaletica chiara, una costante manutenzione di strade, zone boschive e aree di sosta, un’adeguata connettività, un coordinamento efficace della viabilità (in particolare in occasione di eventi ed emergenze meteo) e la risoluzione di tutta una serie di piccole e grandi criticità operative che al momento rischiano di penalizzare fortemente l’attrattività del territorio e che devono per forza essere svincolate dalle limitazioni burocratiche e amministrative legate ai confini comunali e provinciali.
Coletto anticipa anche l’intenzione di voler creare una convenzione fra le imprese della rete con le guide naturalistiche ed ambientali del territorio, definendo assieme dei punti di riferimento affidabili per i ritrovi e le partenze dei percorsi escursionistici.
“Basti pensare - osserva - che l’apertura di molti siti visitabili, oltre alle operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria in tutta l’area montana, sono ad oggi possibili grazie all’impegno di tantissimi volontari che amano il proprio territorio e si impegnano costantemente a mantenerlo a disposizione delle tante persone, residenti e non, che fanno visita a questi luoghi. E sicuramente un’offerta turistica seria non può basarsi solo sulle attività di volontariato.”
La costituenda rete di “Monte Grappa Smart Tourism” è intenzionata a “mettere in piedi un sistema che possa garantire continuità di gestione e aggiornamento costante di informazioni e servizi” con “una gestione coordinata delle iniziative”.
Le strategie operative in agenda sono molte: dalla comunicazione web ai supporti informativi, dalla prenotazione online di tutti i servizi accessori oltre a pernottamento e ristorazione alla creazione di “opportunità di carattere turistico differenziate per target cliente e tematiche di interesse”, fino all'ambizione di “far conoscere l'offerta turistica territoriale a tour operator e portali turistici internazionali”.
“Oltre all’incremento dello sviluppo sociale ed economico di tutto il territorio del Grappa - concludono i promotori -, questo progetto innovativo ha infatti un ulteriore ambizioso obiettivo da raggiungere: aumentare nei residenti e negli ospiti di prossimità la conoscenza del proprio territorio e la consapevolezza delle innumerevoli possibilità di goderne a pieno le attrattive. Perché il Monte Grappa può emozionare, divertire, rilassare. E non solo i turisti.”
E allora: agGrappiamoci. Prendiamo atto con piacere di questo orgoglioso “risveglio del Grappa” e auguriamo davvero ai suoi operatori economici uno sviluppo fattivo dell'iniziativa. L'importante, visto l'esempio del progetto di marketing territoriale per il Marchio d'Area di Bassano ovvero dei Territori del Brenta, che non perdano tempo a rincorrersi attorno ai “Tavoli”: il legno dei boschi del Massiccio, se davvero la rete di imprese sarà in grado di fare squadra, può produrre qualcosa di molto più concreto.
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