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“Una Banca locale della solidarietà”

La Fondazione "Etica ed Economia" lancia l'idea di una "Banca di solidarietà" per il micro-credito a Bassano. Una proposta per fronteggiare la crisi. Le reazioni dei politici

Pubblicato il 19 feb 2009
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Funziona così: una persona chiede in prestito una certa somma di denaro e la banca gliela concede sull'onore. Un requisito che - in molte culture del mondo - è molto più importante di un'ipoteca o di una fidejussione.
Nei paesi in via di sviluppo è una forma consolidata di accesso al micro-credito: il suo primo e più noto promotore fu il “banchiere dei poveri” Mohammad Yunus, economista bengalese, premio Nobel per la Pace 2006, fondatore della “Grameen bank” ( “Banca del villaggio” ) per il micro-finanziamento alle famiglie e piccole imprese del Terzo Mondo.
Da un paio d'anni il Movimento Mondiale delle Scuole di Etica e Economia, fondato dall'economista d'impresa bassanese Tullio Chiminazzo, ha lanciato un progetto similare e più evoluto: la “Mutua Fide Bank” ( “Banca della fiducia reciproca” ), sui cui dettagli è possibile consultare il sito www.mutuafidebank.net.

Il fondatore e il presidente di "Etica e Economia", Tullio Chiminazzo e Gino Eger, illustrano il progetto

Il progetto - già applicato in paesi come il Madagascar - prevede la concessione di prestiti sull'onore a persone volonterose e svantaggiate per aumentare l'occupazione e ridurre il divario economico tra il Nord e il Sud del Mondo.
E adesso che la crisi economica coinvolge le nostre famiglie e le nostre imprese, la Fondazione “Etica ed Economia” di Bassano del Grappa, presieduta da Gino Eger, prende la palla al balzo e lancia una proposta alla futura Amministrazione della città di Bassano: sostenere la creazione di una “Banca locale della solidarietà” nella città del Grappa.
L'iniziativa, sull'esempio della “Mutua Fide Bank”, permetterebbe la concessione del micro-credito a persone in situazione di temporanea difficoltà economica e a piccole imprese in necessità di rilancio senza le condizioni-capestro previste dagli attuali Istituti di Credito.
La proposta, in vista delle imminenti elezioni comunali, è stata al centro di un confronto tra la Fondazione “Etica ed Economia” di Bassano e alcuni esponenti politici locali.
L'idea della “Banca solidale bassanese” è stata valutata positivamente dai consiglieri comunali di centro-sinistra Carlo Ferraro, Francesco Fantinato e Mauro Beraldin. Favorevole anche la consigliera di Forza Italia Alessandra Bellotti, che ha paragonato il progetto agli antichi “Monti di pietà” ispirati al principio dei Francescani. Scettico invece Luigi D'Agrò, dell'Udc, che ha contestato a Chiminazzo di “volare troppo in alto” rispetto alle questioni che saranno affrontate e ritenute prioritarie dalla prossima Amministrazione.
“A Bassano si voterà ancora con la pancia e non con la testa - ha affermato D'Agrò - e in questo progetto la pancia è ancora assente.”

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