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Riunioni carbonare, riunioni all'arrabbiata, riunioni all'amatriciana.
Le cosiddette grandi manovre per la composizione delle liste e soprattutto per la nomina della fatidica figura del candidato sindaco in vista delle amministrative di primavera a Bassano, si stanno susseguendo in questi giorni in tutte le salse. Ma la ricetta giusta non è stata ancora trovata, da entrambe le parti. Mi riferisco ai due schieramenti di coalizione che già in partenza si annunciano nel novero dei contendenti per la conquista della Via Matteotti League: centrosinistra e centrodestra. Che in questa fase sono gli unici su cui si può analizzare e scrivere qualcosa, mancando ancora all'appello le variabili indipendenti delle eventuali civiche che si presenteranno per conto loro e del Movimento 5 Stelle, che continua per il momento ad arroccarsi nella categoria “non pervenuto” o, per meglio dire, “se ci sei batti un colpo”.
La sensazione diffusa è quella della difficoltà di entrambi gli schieramenti ad attirare e inserire nella propria squadra, anche in possibile veste di leader, nomi di carisma, di esperienza e di peso - e mi riferisco soprattutto a nomi “nuovi” - con i quali favorire il consenso degli elettori. Probabilmente il richiamo dell'impegno civico e politico sta pagando lo scotto di una crescente insofferenza nei confronti del ruolo di amministratore pubblico, percepito come fonte di preoccupazioni continue e di stress media e social-dipendente, aumentando il numero degli iscritti al partito del “chi me lo fa fare”.
Foto Alessandro Tich
È triste dirlo, a maggior ragione per una città importante come Bassano del Grappa, ma questa è la realtà. Che rischia di selezionare quali effettivi aspiranti al ruolo di primo cittadino quelli che fanno un passo avanti solo perché, restando fermi, tutti gli altri hanno fatto un passo indietro.
E così, per tutte queste salse ancora da cucinare, i due principali competitor delle elezioni comunali del prossimo maggio devono arrangiarsi con quello che passa il convento.
Del centrodestra ho già scritto più volte e non è questa la sede per approfondire i suoi dubbi e le sue inquietudini del momento. Basterà dire che più si susseguono le riunioni e gli incontri ai vari tavoli, più la situazione permane ancora nebulosa, sospesa tra una linea-Lega che intende costruire un fronte compatto ma con la bandierina del Carroccio appuntata sulla quella scrivania del sindaco che si vorrebbe conquistare e i non ancora risolti distinguo della civica Impegno per Bassano.
Se Atene piange, però, Sparta non ride. Il centrosinistra sta vivendo una fase di auto-luna di miele, favorita dal potente effetto propagandistico del raddrizzamento del Ponte che sembra averne raddrizzato le ambizioni di riconferma alla guida della città.
Tuttavia anche sul fronte del PD e dintorni l'asso nella manica da calare sulla scheda elettorale risulta ancora nascosto nel mazzo di carte. E in questa corsa alla “cercasi sindaco disperatamente”, cercasi innanzitutto un Mago Silvan per tirarlo fuori.
L'ultima riunione del Partito Democratico cittadino per trovare la quadra su un nome condiviso da candidare a sindaco di coalizione si è risolta, come ha intitolato il Giornale di Vicenza, con una “fumata nera”. I nomi che circolano sono sempre quelli ma, gira e rigira, nessuno sembra al momento corrispondere ai requisiti del candidato vincente. Nessuna decisione, stato confusionale ancora in vigore e consegna del silenzio fino a nuovo ordine.
Dal canto suo il sindaco Riccardo Poletto, la cui abilità politica oggi non è da sottovalutare, sta attualmente con i piedi in due staffe. Da una parte continua a confermare e a ribadire che per motivi personali non ha alcuna intenzione a ricandidarsi come primo cittadino, dall'altra lascia aperta la porta di servizio facendo intendere che come extrema ratio, qualora mancasse definitivamente un accordo sul nome da lanciare per il centrosinistra, potrebbe valutare l'ipotesi di correre nuovamente per succedere a se stesso, immolandosi nel qual caso come salvatore della Patria.
In questa generale tendenza all'indefinito e alla carenza di nomi di spicco, i suoi alleati - vicesindaco Campagnolo in primis - ne attendono il non impossibile ripensamento come la manna dal cielo. Perché sono ben coscienti del fatto che se il centrodestra si presenta alle elezioni disunito e Poletto scende nuovamente in campo le probabilità di vittoria, anche al primo turno, aumentano in maniera sostanziale.
Il Mago Silvan potrebbe essere lui: Sim Sala Bis.
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