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Di tutto un Pop
È mancato AlePop, graphic designer, cartoonist e illustratore bassanese dall’inconfondibile tratto creativo. Proprio dopodomani, venerdì, si inaugura a Bassano la mostra “3 Ex Ragazzi Visionari” di cui è uno dei tre protagonisti
Pubblicato il 19 feb 2025
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Per un uomo brillantemente ironico come lui, anche la fine della vita terrena si è consumata all’insegna dell’ironia della sorte.
AlePop (ufficialmente scritto AlePOP), pseudonimo di Alessandro Staffa, graphic designer, cartoonist e illustratore bassanese di adozione, è mancato questa mattina, sconfitto dalla malattia che lo minava da tempo ma che non gli ha impedito quasi fino all’ultimo di lasciare il segno del suo talento gentilmente dissacratore e del suo inconfondibile tratto creativo.
E l’ironia della sorte è costituita dal fatto che proprio dopodomani, venerdì 21 febbraio alle ore 17, si inaugura a Bassano una mostra che lo vede co-protagonista.
AlePop
Si tratta della mostra collettiva di “boomer art” intitolata “3 Ex Ragazzi Visionari”, allestita nella chiesa di San Giovanni, con le opere di AlePop, Enrico Minato e Joseph Rossi, alla quale Laura Vicenzi ha già dedicato un articolo nel canale Cultura del nostro portale e di cui Bassanonet è media partner.
Si sapeva già, purtroppo, che le condizioni di salute di AlePop si erano aggravate e che sarebbe stato improbabile che partecipasse all’inaugurazione della mostra, di cui aveva anche realizzato il manifesto. Oggi la triste notizia della sua scomparsa.
E proprio il titolo di “ex ragazzo visionario” - dove “ex” si riferisce a “ragazzo” e non certamente a quel “visionario” che è rimasto fino alla fine - sintetizza perfettamente la figura di questo artista controcorrente a prescindere e del tutto fuori dagli schemi e dalle convenzioni.
Veronese di nascita, AlePop è stato di tutto un Pop: disegnatore, pittore e ideatore di progetti grafici per aziende, associazioni culturali, liste civiche, rassegne d’arte, riviste e gruppi musicali.
Sin dal 1982, ha dato prova di una costante ricerca grafica che si è sempre distinta dall’accademismo e dal compromesso, definendo la sua arte come “Sgorbio Art”.
Ha collaborato con testate mediatiche di ogni tipo, da Alter Alter a Frigidaire, da Rumore a Il Cuore e da Lupo Alberto Almanacco a Musica di Repubblica, solo per citarne alcune.
La sua filosofia creativa ha sempre mantenuto un atteggiamento satirico nei messaggi ed internazionale nello stile, secondo il suo motto “idee zeero, conteenuti meeno”.
Le sue creazioni, che definiva “strani fumetti e vari pastrocchi” erano in realtà delle raffinate composizioni, pulite nei tratti e irriverenti nel linguaggio grafico.
Ha anche affiancato una parallela attività di promozione per artisti e artiste, organizzando apposite rassegne dedicate all’arte visiva indipendente con diverse sigle e collettivi, in particolare AgitPOP e AgitKOM Lab.
Grazie alla sua “Sgorbio Art”, è considerato uno dei pilastri della scena underground italiana.
Non era frequente scoprire un personaggio così fuori dai canoni tradizionali eppure capace di interpretare a modo suo anche la tradizione.
Me ne sono reso conto con il primo articolo che ho avuto occasione di dedicargli, nel dicembre del 2021, senza incontrarlo ma rimanendo “flashato” dalle sue illustrazioni.
Era la presentazione della mostra “Il Ponte Vecchio a modo mio” (sottotitolo: “16 reinterpretazioni poco serie di AlePop”), allestita nella Ciclofficina Comunale del parcheggio “Le Piazze” per l’organizzazione di FIAB Bassano, presieduta dall’attuale consigliere regionale di Europa Verde Renzo Masolo.
Un’esposizione a dir poco geniale.
In ogni tavola di AlePop il Ponte di Bassano diventava “un’altra cosa”: ad esempio lo Yellow Submarine dei Beatles, la cuccia di Snoopy con Woodstock, il viso di David Bowie in “Aladdin Sane”, la maschera astrale di Mazinga, il faccione sorridente di SpongeBob, i quattro Teletubbies, un gigantesco Pikachu dei Pokémon ma anche Batman, il Ponte “Apple” con la mela di Steve Jobs, il Ponte alla Joan Miró, il Ponte Lego oppure il palcoscenico dei Kraftwerk, il gruppo tedesco di musica elettronica.
Dodici “gadget pop” ovvero tavole realizzate per il calendario 2022 di un’azienda del territorio, più altre quattro, per un goliardica serie di rivisitazioni sui generis del Monumento Nazionale a firma di questo “grafico e illustratore di fumetto atipico e arte sotterranea”, come lui stesso si descriveva.
Sul manifesto di quella mostra, inoltre, il tanto estroso quanto introverso autore si presentava con le seguenti testuali parole che costituivano il suo più autentico biglietto da visita:
“AlePop, laureato in Misantropia Applicata, vive in perenne lockdown a Bassanoia del Grappa e vinci, come la chiama. Nel luglio 1982 ha dato vita alla Sgorbio Art - Idee Zeero Conteenuti Meeno.”
Oggi Renzo Masolo, che con FIAB aveva già collaborato con l’artista nel 2015 e 2016 per il “Festival in Bici”, gli rende omaggio con queste parole:
“Un creativo controcorrente, inguaribile ottimista con la maschera di ipercritico. Una grande perdita, sarebbe bello un racconto a più voci per ricordarlo.”
Poco incline e anzi refrattario alle luci della ribalta, AlePop aveva fatto della riservatezza il suo stile di vita, rintanato nella sua casa-studio di Bassano del Grappa, in uno stato di volontario eremitaggio nel quale, come ha scritto Laura Vicenzi nel suo articolo pubblicato ieri (con i verbi al presente essendo lui ancora in vita), “pur vivendo “fuori dal mondo” riesce a leggere la contemporaneità con senso critico che restituisce riconoscendone la complessità in maniera caustica e diretta”.
Incontrarlo fisicamente era pertanto un’occasione rara.
Prova ne sia che io conoscevo le sue opere e lui leggeva i miei articoli, ma ci siamo visti una sola volta, l’anno scorso nella redazione di Bassanonet.
È stata appunto la prima e l’ultima volta che l’ho incontrato di persona, dopo anni - come gli dissi nell’occasione - in cui credevo che fosse quasi un’“entità astratta” come il megadirettore galattico di Fantozzi.
Ne è nato un piacevolissimo scambio di battute tra due “boomer” che non si erano mai conosciuti prima e che tuttavia avevano trovato un’immediata e reciproca empatia generazionale e di spirito.
L’improvvisa “apparizione” di AlePop nella redazione di Bassanonet non era casuale.
Con lui avevamo infatti in progetto di realizzare una rubrica di “attualità disegnata” attraverso le sue illustrazioni, per commentare periodicamente a suon di vignette spiritosamente satiriche i principali fatti della città. Ale ci aveva portato un paio di serie di disegni di prova sull’attualità bassanese, davvero strepitosi.
Le sue già cagionevoli condizioni di salute hanno però lasciato in stand by l’esecuzione del progetto, che alla fine non si è concretizzato.
AlePop ha comunque realizzato per noi le illustrazioni - che vedete pubblicate in calce a questo articolo - proiettate sul palcoscenico della Sala Da Ponte, gremita in ogni ordine di posti, in occasione di “AAA Sindaco cercasi”, il dibattito organizzato da Bassanonet in campagna elettorale, il 3 giugno dell’anno scorso, con i cinque candidati sindaci di Bassano.
Ciascuna illustrazione, elaborata con tocco felicemente alepopiano, era riferita a uno dei temi su cui sono state rivolte le domande agli aspiranti primi cittadini: turismo, politiche sociali, economia e viabilità, commercio e giovani.
Grazie Ale.
Con Alessandro Staffa alias AlePop se ne va un grande, invisibile al resto del mondo ma sempre attivo e presente in un mondo tutto suo.
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