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“Abbiamo sfilato per chi non può farlo”
Il Circolo Tondelli Lgbt presenta il bilancio del Bassano Pride. “Nelle piccole città le comunità omosessuali ci sono”. Compresi, a Bassano, anche i transessuali e gli intersessuali. Ma esporsi, nel nostro Paese, è ancora un problema
Pubblicato il 04 lug 2012
Visto 4.207 volte
Chi attendeva al varco, col fucile della polemica, carri mascherati e piume di struzzo è rimasto spiazzato. Perché il Bassano Pride di sabato scorso, il secondo omosex Pride organizzato nel Veneto dopo quello di Padova nel 2002, è stato tutto fuorché una carnevalata. C'erano sì le danze sul camioncino, qualche mise originale e i palloncini colorati, ma nulla di più. E a forza di seguire le discussioni politiche del giorno prima e i commenti e le reazioni del giorno dopo “quello che è mancato sono stati i contenuti dell'iniziativa”.
A sottolinearlo è Giuseppe Sartori - coordinatore del Circolo Tondelli, associazione Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) di Bassano del Grappa -, che ha avuto il coraggio di organizzare un Pride in una città che non si chiama Amsterdam o Berlino e che convoca la stampa al Caffè dei Libri per tracciare il bilancio della manifestazione.
“Si è scritta una piccola pagina nella storia del movimento Lgbt in Italia - afferma Sartori -. Non ha più senso organizzare i Pride nelle grandi città. Nelle piccole città le comunità omosessuali ci sono, e il tema è stato di quello di aver sfilato per chi non può farlo. Abbiamo voluto dare alla città il segnale che c'è questa comunità, che ha bisogno di dialogare e che ha dei progetti di vita. La comunità Lgbt è più conscia che ci sono dei principi di diritto validi anche qui. La comunità bassanese ha ancora difficoltà a confrontarsi con la vita quotidiana alla luce del sole, ma la città ha risposto in modo accogliente e civile.”
La conferenza stampa di bilancio del Bassano Pride (foto Alessandro Tich)
Un passo in avanti, secondo gli organizzatori, verso l'appropriazione di quella “cultura dei diritti” che il Circolo Tondelli, nel suo decennale, sta portando avanti con costanza e convinzione. “Abbiamo sempre dialogato con l'Amministrazione attuale e precedente - specifica il coordinatore - e lo scorso anno abbiamo portato in Veneto, col patrocinio dell'UE, il “Libro Bianco” del progetto AHEAD sulle politiche che gli enti locali dovrebbero promuovere per combattere l'omofobia e per il riconoscimento dei diritti di cittadinanza delle persone Lgbt. Abbiamo fatto richiesta alla Commissione Pari Opportunità del Comune di Bassano di promuovere servizi per la comunità Lgbt, per rivolgersi con più fiducia ai servizi comunali senza il timore di esprimere il proprio orientamento sessuale. Chiediamo quindi piena cittadinanza e pari dignità, e luoghi della città non preclusi a nessuno.”
Motivi per cui l'intero movimento Lgbt nazionale sta guardando a Bassano con grande attenzione. “Nella nostra città, il 27 giugno scorso, si è incontrato il Coordinamento Veneto Lgbt - aggiunge Sartori -.Tutto il movimento veneto è interessato a dialogare con la Regione e soprattutto con gli enti comunali, perché attraverso i servizi si può fare la differenza. Dopo l'ennesimo pestaggio di un omosessuale, a Roma, sollecitiamo anche il legislatore ad adottare un testo per i crimini d'odio basati sull'omofobia, come già avviene in molti Paesi europei.”
E a proposito di pestaggi: sulla presunta e riferita aggressione ad un giovane al termine del Pride in piazzotto Montevecchio, gli organizzatori esprimono condanna “per la violenza che non è mai giustificata” ma anche prudenza in attesa di conoscere l'effettiva dinamica dell'accaduto. “A Bassano ci sono state diverse aggressioni, anche fuori dal nostro Circolo al termine di qualche serata. - rivela Sartori -. Vengono aggredite di solito persone sole, da parte di più individui. Ma questi fatti non vengono denunciati, perché denunciare vuol dire esporsi.”
E allora il problema più grande è proprio quello di esporsi, spesso anche nei confronti della propria famiglia, e quindi di “dare la fiducia alle persone”. Il Bassano Pride è stato fatto anche per questo.
“Sabato scorso - testimonia Cristina Brachi del Circolo Tondelli - molti ragazzi si sono avvicinati per ringraziare per essersi resi visibili, e consapevoli che non sono soli, perché la solitudine crea sofferenza.”
Piena soddisfazione per la riuscita dell'evento viene espressa anche da Nicole Fregolent, rappresentante delle Famiglie Arcobaleno, associazione di genitori omossessuali che hanno figli o che aspirano alla genitorialità.
“Non ho sentito nella città quello che si poteva leggere tra le righe sui giornali - osserva Elena De Rigo, referente per il Veneto dell'AGEDO, Associazione Genitori di Omosessuali -. C'è stato qualcuno che sta stava fuori dal corteo, poi ha preso coraggio e ha sfilato anche lui. Sono cose che fanno rabbrividire pensando che siamo nel 2012. Esporsi, ancora oggi in Italia, è una scelta problematica. Solo il 20% dei genitori di omosessuali sanno che i loro figli o le loro figlie sono gay.”
“A Bassano ci sono anche transessuali e intersessuali”
Ma il problema delle minoranze sessuali è più complesso di quanto non appaia.
“I transessuali e gli intersessuali a Bassano ci sono - rivela ancora Sartori - e abbiamo voluto avvicinare col Pride anche loro. Per i transessuali il nostro Circolo ha già avviato un'attività di supporto psicologico. Nel Veneto c'è pochissima assistenza per il percorso di transizione e a Bassano si sceglie di vivere il dissidio e non fare transizione. Gli intersessuati, come gli ermafroditi, hanno una doppia identità sessuale ma la cultura medica italiana decide dai primi mesi di vita quale sesso sia prevalente, senza rispettare l'identità di genere. E' una realtà misconosciuta e dimenticata, ma esiste. Ci sono poi i disabili omosessuali, che soffrono di una discriminazione multipla. Abbiamo finanziato un documentario, realizzato dalla Biblioteca Parlante di Bologna, che parla proprio dell'affettività e sessualità delle persone disabili e che presenteremo anche a Bassano. Il nostro scopo è portare avanti il principio della non-discriminazione e dell'ascolto, evidenziando tante tematiche e tante storie di persone.”
“Ora l'appuntamento è per il Veneto Pride 2013 - anticipa il coordinatore del Tondelli -. Ci sono già delle città che si sono candidate. Il movimento Lgbt deve fare il salto di qualità, deve essere più coordinato e meno frastagliato, e adeguarsi all'Europa nel suo rapporto con le istituzioni.”
Gli argomenti seri su cui discutere e su cui riflettere, dunque, non mancano. Anche se fino ad oggi hanno avuto il sopravvento soprattutto le polemiche, come conferma la battuta finale di Sartori: “Anche a Bassano ci vuole la BBC: Bassano Buona Comunicazione. Noi portiamo dei contenuti, e poi dobbiamo rispondere a delle battute.”
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