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Vuoto a rendere
Ora che il Castello degli Ezzelini è liberato dalle auto, che cosa ne facciamo?
Pubblicato il 04 lug 2018
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Ma che bel Castello, nuova puntata. Dallo scorso primo luglio, come già anticipato in altri articoli, l'area di piazza Castello a Bassano, ovvero del cosiddetto Castello degli Ezzelini, è completamente libera dalle macchine. All'ingresso dello storico complesso c'è ancora il cartello stradale di divieto di accesso “eccetto autorizzati”, ma è ormai solamente una reliquia del passato che rimarrà in quel posto chissà per quanto tempo ancora.
Gli “autorizzati” parcheggiano fuori, sulle strisce gialle di piazzale Terraglio e di viale dei Martiri. Dentro le mura del Castello, l'immagine generale è quella di un vuoto che attende adesso di sapere in che modo dovrà essere riempito: di gente, di eventi, di manifestazioni e soprattutto di turisti. La giunta Poletto, questa volta, ha mantenuto la promessa: già agli inizi del suo mandato aveva annunciato che piazza Castello sarà esclusa agli autoveicoli e l'obiettivo adesso è stato raggiunto.
L'avvio della pedonalizzazione dell'area del Castello e di Santa Maria in Colle era stato anzi oggetto il 1 luglio 2014 del primo provvedimento della giunta Poletto allora freschissima di elezione, con la decisione i disabilitare i 32 pass gratuiti riservati alle auto degli amministratori comunali, per trasferirli nell'area del parcheggio “Le Piazze”. Un'iniziativa presa con il proposito “di procedere alla salvaguardia dell'area monumentale e di valorizzare il sito storico”.
Foto Alessandro Tich
Dunque, nell'Anno del Signore 2018, il Castello di Bassano sul colle della Pieve è pronto per offrirsi a una nuova vita. Di quale vita si tratti, tuttavia, è ancora da stabilire. L'Amministrazione comunale assicura che nell'area saranno effettuati lavori di pulizia e di manutenzione, a cominciare dall'estirpazione delle erbacce che spuntano a ogni dove sull'acciottolato. Poi, a cominciare a quanto pare già da questa estate, saranno proposti in Castello degli “eventi artistici” per richiamare la gente, come peraltro è già accaduto in passato, in un complesso che comunque è già sede fissa degli spettacoli cittadini di Operaestate Festival. Un simile programma, tuttavia, non giustifica ancora un provvedimento così drastico come l'eliminazione totale degli ostacoli mobili costituiti dai mezzi a quattro ruote. Voler “valorizzare il sito storico” significa trasformarlo in un elemento di richiamo costante per i visitatori che arrivano da fuori. I quali, al momento presente, nel momento in cui accedono all'interno del Castello non hanno, oggettivamente, un granché da ammirare. Diversamente da altri complessi di origine medievale anche del nostro territorio, l'ex maniero degli Ezzelini nel corso del tempo ha subito l'impatto di alcune aggiunte edilizie che non lo rendono certamente, come dichiarato dal sindaco sulla stampa, un'area monumentale che “è stata restituita alla sua funzione originaria e può essere liberamente visitata ed ammirata in tutto il suo splendore”. Cosa c'è in effetti di così “splendido” da ammirare, oggi, nell'area dell'ex parcheggio per gli amministratori, per le auto dell'Ufficio Tecnico e per gli altri autorizzati? Solo una visione d'insieme che vale sì e no la pena di scattare qualche foto, per una visita che fa esaurire i suoi motivi di interesse dopo un paio di minuti.
E perché? Semplicemente perché non c'è nulla da vedere e da approfondire in forma continuativa.
La Corte dell'Ortazzo è stata trasformata nel teatro all'aperto “Tito Gobbi” di Operaestate ed è quindi off-limits per visite fuori orario, riservata esclusivamente - com'è - agli spettacoli serali del festival estivo. Si potrebbe “scoprire” il Duomo di Santa Maria in Colle che però è sempre chiuso, fatta eccezione, in questa stagione e fino al 30 settembre, il sabato mattina e pomeriggio e la domenica pomeriggio. Gli unici effettivi segni di vita arrivano dal Corpo di Guardia, ma solo nei periodi in cui vi è allestita qualche mostra.
Come accade proprio in questi giorni con la rassegna “Rampe”, aperta fino al 15 luglio, dedicata all'arte dello skateboarding raccontata attraverso tavole decorate, fotografie, video e audio installazioni di oltre una trentina di artisti. Ma qui le mostre si allestivano anche prima, quando dalle finestre del Corpo di Guardia si vedevano le file di auto parcheggiate sul saìso di piazza Castello.
L'unica vera esperienza degna di essere ricordata, per chi si avventura all'interno del Castello di Bassano, rimane il percorso, in parte panoramico, del camminamento di guardia. Una delle tante compiute-incompiute della città. Perché attualmente anche il camminamento non è accessibile, fatta eccezione proprio per i periodi in cui sono aperte le mostre nel Corpo di Guardia che consentono anche l'apertura del cortiletto di accesso.
Un percorso accessibile solo quindi in determinati periodi, e solo parzialmente sul versante ovest del complesso. Troppo poco. E la difficoltà di tenere aperto l'intero camminamento tutto l'anno per la mancanza di personale di custodia è una vecchia storia. Tutto ciò per dire che adesso che abbiamo il Castello libero dalle auto, e al di là di sporadici eventi artistici o culturali, dobbiamo chiederci che cosa realisticamente ne vogliamo e soprattutto ne possiamo fare.
Non mi sembra che, a riguardo dell'annunciata “valorizzazione del sito storico”, si sia affacciato fino ad oggi alla finestra del Palazzo comunale un qualcosa che assomigli alla parola “programmazione”. Ma è una questione che l'Amministrazione comunale dovrà pure porsi, per trasformare questa nuova area pedonalizzata in un vuoto a rendere.
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