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La finestra sul Ponte
Comune di Bassano e INCO Srl siglano una transazione che pone fine alle questioni giudiziarie sul restauro del Ponte degli Alpini. E da gennaio, finalmente, possono partire i lavori
Pubblicato il 21 dic 2016
Visto 4.857 volte
Guardate nella foto quanto è bello il nostro Ponte di Bassano.
Anche se malandato, deformato e già pieno di bende e di cerotti.
Sarà anche per la radiosa giornata, ma sembra sorridere.
Foto Alessandro Tich
E ne ha ben donde, visto che dal Palazzo comunale arrivano rinfrancanti notizie che lo riguardano.
Dopo un anno vissuto pericolosamente, tra sfibranti bracci di ferro di ditte concorrenti e altrettanto estenuanti sentenze e controsentenze di TAR e Consiglio di Stato, arriva infatti la lieta novella: è stata decisa una soluzione “tombale” (parola del sindaco Riccardo Poletto) sulle questioni giudiziarie che hanno rinviato alle calende greche la partenza dei lavori di restauro sul simbolo della città e l'atteso e sospirato cantiere può partire da gennaio.
È quanto prevede - come annunciato oggi dal sindaco, assieme al vicesindaco Roberto Campagnolo - un accordo di transazione raggiunto e siglato tra il Comune di Bassano del Grappa e l'impresa di costruzioni INCO Srl di Pergine Valsugana.
L'intrico di spine
L'azienda trentina (seconda in graduatoria nella gara a procedura negoziata per l'appalto del Ponte) si era vista consegnare in via definitiva il cantiere lo scorso maggio, dopo che la ditta vincitrice Nico Vardanega Costruzioni Srl di Possagno era stata esclusa dal Comune per i noti dubbi sul contratto di avvalimento col Consorzio Stabile Al.Ma di Aversa nel Casertano. Provvedimento contro il quale la Vardanega aveva presentato ricorso al TAR del Veneto.
Il TAR, nel prendere in considerazione il ricorso, respingeva tuttavia la richiesta della ditta possagnese di sospendere i lavori in attesa della sentenza. Decisione contro la quale la Vardanega presentava un nuovo ricorso in appello, questa volta al Consiglio di Stato.
Pochi giorni dopo la partenza del cantiere, il Consiglio di Stato rovesciava l'ordinanza del TAR e imponeva la sospensiva dei lavori fino alla pubblicazione della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale.
Il TAR deliberava il 6 luglio, ma la sentenza veniva resa pubblica il 30 settembre. Con un nuovo colpo di scena: veniva accolto il ricorso della Vardanega, cui veniva riconosciuta la titolarità ad eseguire i lavori.
Il Comune di Bassano veniva obbligato a recedere dal contratto con INCO Srl e alla stipula definitiva del contratto con l'impresa di Possagno.
Tutto finito? Macché. In quanto parti lese dalla sentenza del TAR, Amministrazione di Bassano e INCO Srl avevano diritto, entro il termine fissato per il prossimo 29 dicembre, di presentare a loro volta ricorso in appello al Consiglio di Stato. In più, per la ditta trentina che aveva già iniziato i lavori, si apriva anche la partita di un possibile contenzioso civile per la richiesta di risarcimento nei confronti del Comune.
Un intrico di spine giuridico-legali che neanche il più subdolo degli Azzeccagarbugli avrebbe mai potuto concepire.
Con la ciliegina finale sulla torta: nei giorni scorsi la INCO ha effettivamente presentato al Comune di Bassano una richiesta di risarcimento, per le attività eseguite e per il personale impiegato, pari alla somma di 122mila euro.
Parallelamente, l'ente pubblico ha richiesto al proprio legale, avvocato Francesco Mazzarolli di Padova, un parere circa l'opportunità di presentare ricorso in appello al Consiglio di Stato.
E anche qui si è prospettato un potenziale bagno di sangue: l'impugnazione della sentenza del TAR avrebbe comportato un esborso minimo per le casse comunali di 36mila euro per le sole spese di giudizio e una spesa aggiuntiva variabile tra i 55mila e i 90mila euro, a titolo di risarcimento, più 12mila euro di contributo unificato da rimborsare alla Vardanega, “all'esito probabilmente negativo dello stesso”.
Ok, il prezzo è giusto
E così l'Amministrazione Poletto, su indicazione dell'avvocato, ha scelto il male minore e ha tagliato la testa al toro. Chiamando attorno a un tavolo i referenti della INCO Srl e raggiungendo con gli stessi l'accordo per la stipula di una “convenzione transattiva” con la quale:
a) Il Comune di Bassano versa alla ditta INCO Srl la somma complessiva di 30mila euro, oltre Iva, a mero fine transattivo e senza che ciò comporti alcun riconoscimento delle pretese della controparte
b) INCO Srl rinuncia alla presentazione di ricorso in appello al Consiglio di Stato e ad ogni contestazione in ordine all'affidamento dei lavori disposto in ottemperanza a quanto sancito dal TAR del Veneto
c) INCO Srl dichiara di rinunciare ad ogni pretesa risarcitoria e di rimborso di spese sostenute, derivanti dalla stipula del suo contratto d'appalto
Lo schema di convenzione transattiva, ieri mattina, è stato accettato e pre-firmato dall'amministratore e legale rappresentante di INCO Srl Luca Conci. Che vede riconosciuti per la sua ditta circa 34mila euro (Iva compresa) al posto dei 122mila inizialmente pretesi.
Di solito le transazioni si raggiungono a metà strada, ma questa volta è stato il Comune di Bassano a portare più acqua al suo mulino, strappando il consenso finale alla ditta di Pergine Valsugana. Della serie: Ok, il prezzo è giusto.
“È stato un atto di responsabilità nei confronti della città”, riconosce alla controparte il vicesindaco Campagnolo.
Ieri pomeriggio la giunta comunale ha approvato una delibera sulla “proposta di transazione con la ditta INCO Srl” che con la firma del sindaco Poletto acquisisce valore effettivo. Manca solamente, nelle prossime ore, la firma congiunta della convenzione vera e propria.
Una transazione con la quale il Comune di Bassano rinuncia a sua volta al ricorso in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR che ha accolto il ricorso della Vardanega e entrambe le parti “si danno reciprocamente atto che nulla ciascuna parte può pretendere dall'altra per qualsivoglia diritto, pretesa e ragione”. Ponendo termine “ad ogni passata e presente contesa” e “con espressa rinuncia ad ogni accampabile futuro diritto e/o pretesa risarcitoria”.
In due sole parole: Game Over. “Si chiudono in modo tombale tutte le partite giudiziarie - dichiara il sindaco Poletto - e si possono affidare immediatamente i lavori senza più rischio.”
E che non fosse il caso di proseguire con le carte bollate, lo fa ben capire, con la citazione del giorno, The Vice Campagnolo: “Dopo un anno di esperienze, fra TAR e Consiglio di Stato, abbiamo capito che la certezza di vincere i ricorsi ce l'hai se non ci sono ricorsi.”
La finestra sul Ponte
E così, finalmente, si apre la finestra sul Ponte.
Non solo quella della Grapperia Nardini da dove oggi ho scattato la foto pubblicata sopra, ma anche e soprattutto la cosiddetta “finestra invernale” - compresa da gennaio a maggio - nella quale l'acqua del Brenta concede statisticamente di poter operare in alveo.
Oggi è stata formalizzata la “determina a contrarre” del Comune, passo preliminare dello schema di contratto con la Nico Vardanega Srl.
A contratto definito, l'impresa di Possagno potrà subito iniziare la cantierizzazione dell'intervento di ripristino e consolidamento statico dell'illustre malato di legno. Con partenza dei lavori già prevista per gennaio, mese di inizio di una finestra che non ammette più spifferi.
L'impresa appaltatrice, come spiega il vicesindaco, ha già costituito un gruppo di lavoro per il Ponte, composto da propri dipendenti e da professionisti esterni, con il quale il Comune discuterà passo per passo tutte le fasi dei lavori da eseguire. Che non dureranno poco: ci vorranno dai due anni e mezzo ai tre anni per restituire il Ponte Vecchio al suo originario splendore, e soprattutto a una stabilità strutturale non più precaria.
È probabile che la task force di cantiere della Vardanega organizzi turni di lavoro più lunghi nei periodi dell'anno con più luce diurna, con operatività garantita anche al sabato e alla domenica.
Ma questi sono dettagli che si perfezioneranno in corso d'opera.
L'importante, al contrario di quanto auspicava una celebre canzone di Mina, è cominciare. E questa è davvero la volta buona, come sancito nero su bianco dalla transazione raggiunta tra il Comune di Bassano e la INCO.
Anche se, all'occhio del cronista malizioso, non sono sfuggite le ultime tre righe, improntate a una formula standard di tutti gli atti di accordo tra controparti, dello schema di convenzione transattiva: “Per ogni controversia nascente dal presente contratto, dalla sua interpretazione ed esecuzione e comunque ad esso relativa, sarà competente in via esclusiva il Foro di Vicenza”.
Per ogni controversia? No, mio Dio no, per carità...basta!
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