Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 16-09-2015 00:01
in Attualità | Visto 4.080 volte
 

La città barricata

“Di Padre in Figlia”: e venne il giorno della conferenza stampa. Previsti disagi e chiusure di vie per le riprese della fiction di RaiUno in centro storico. Il Comune: “Sarà un autunno caldo, ma il ritorno di immagine sarà non indifferente”

La città barricata

Le botti per le grappe barricate della Distilleria Poli (fonte immagine: grappa.it)

Tanto per incominciare - visto che inizia anche l'anno scolastico - facciamo subito l'appello.
Presenti: il sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto; l'assessore comunale alle Attività economiche Giovanni Cunico; l'assessore comunale alla Promozione del territorio Giovanna Ciccotti; il direttore generale della BiBi Film Luca Bitterlin; il presidente degli Albergatori di Bassano Roberto Astuni in rappresentanza di Vicenza Film Commission; il presidente dei commercianti di Bassano Nico Cattarin; Jacopo Poli della Distilleria Poli di Schiavon; Paolo Brunello della Distilleria Fratelli Brunello di Montegalda; Marco Schiavo della Distilleria Schiavo di Costabissara.
Assenti: la Ditta Bortolo Nardini Spa.
Ce n'è quanto basta per cominciare a volare, se vogliamo un po' perfidamente, con la fantasia. Ma l'assessore Cunico blocca sul nascere gli eventuali cattivi pensieri del cronista sospettoso: “I rappresentanti della quarta distilleria - afferma - non sono presenti oggi perché trattenuti da altri impegni. E' come se ci fossero.”
Siamo al rito della conferenza stampa di presentazione, in municipio, della fiction di RaiUno “Di Padre in Figlia”: la serie televisiva, prodotta da BiBi Film per Rai Fiction e inserita nei palinsesti 2016 di RaiUno, che racconta le vicende di una famiglia bassanese produttrice di grappa e che sarà ambientata nella nostra città, la quale apparirà sugli schermi di milioni di telespettatori non con un nome fittizio ma proprio come “Bassano del Grappa”.
Una impegnativa produzione - per la regia di Riccardo Milani su soggetto di Cristina Comencini, “innamoratasi” di Bassano - le cui riprese trasformeranno per almeno un mese e mezzo il centro storico e le altre location del nostro territorio selezionate allo scopo in un grande set televisivo. Ne usciranno quattro puntate da 100 minuti ciascuna, che andranno in onda l'anno prossimo in prima serata sulla rete ammiraglia della Tv di Stato.
Questo è il primo incontro con gli organi di informazione riguardante la fiction, dedicato in particolare agli aspetti logistici e organizzativi della produzione con cui i bassanesi dovranno convivere da lunedì prossimo 21 settembre, data del primo ciak, per le settimane a seguire. Una seconda conferenza stampa che sarà convocata a breve - con regista, sceneggiatrici e gli attori del cast - presenterà invece più nello specifico i contenuti della storia televisiva.
“Sarà un autunno caldo in città” - esordisce l'assessore Cunico.
E il perché è presto detto: la realizzazione del film per la Tv si sovrapporrà alla vita quotidiana del contesto urbano che dovrà adeguarsi, necessariamente, alle esigenze di scena. Parte del centro storico - e in particolare piazza Libertà - sarà trasformato in una città degli anni che furono, in sintonia con la sceneggiatura che colloca la storia a cavallo tra gli anni '50, '60 e '80.
Qualsiasi oggetto contemporaneo - dalle videocamere di sorveglianza e dai lampioni moderni alle impalcature e alla segnaletica stradale verticale e orizzontale - sarà rimosso dagli addetti del Comune e sostituito con elementi d'epoca. Gli effetti della macchina del tempo trasformeranno anche le vetrine dei negozi e i plateatici dei bar inclusi nelle scene, tutti in stile retrò a seconda del decennio che viene raccontato. E, soprattutto, il piano di produzione prevede il blocco totale o parziale delle vie del centro in concomitanza con le riprese ivi ambientate.
Per questo motivo a tutte le cassette della posta del “centro storico allargato” è stata fatta recapitare, o sarà recapitata nelle prossime ore, una lettera del sindaco Poletto. “Ad essere interessata - scrive il sindaco ai suoi concittadini riguardo alla fiction - sarà la zona del centro storico, all'interno della quale alcune vie saranno temporaneamente chiuse o solo parzialmente percorribili, secondo una programmazione che vi sarà comunicata di volta in volta attraverso avvisi che saranno affissi lungo la via almeno 48 ore prima, in modo da essere facilmente leggibili.”
Occhio dunque ai volantini che saranno attaccati sui muri, sui cancelli e sulle porte delle vie, come quelli dell'Enel o del gas in concomitanza di lavori.
Chi non se ne accorge, rischia in quel dato giorno di non potere uscire dal garage per andare al lavoro.
Sarà comunque sempre possibile fare riferimento all'Ufficio di Accoglienza Turistica IAT in largo Corona d'Italia (aperto tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18) per avere informazioni in tempo reale sul piano delle riprese e le relative modifiche alla viabilità e accessibilità del centro. E' previsto anche, oltre a una riunione informativa con i commercianti, un incontro del Comune con i residenti “per presentare cosa succederà in città”.
Bassano in taluni momenti sarà in parte barricata (e non nel senso del barrique della grappa) e i disagi saranno inevitabili ma, a fronte del gigantesco spot televisivo a favore della città, gli amministratori comunali chiedono “pazienza e flessibilità”.

E arriva anche la fiction-movida

Ma rispetto alla annunciata pacifica invasione della troupe di “Di Padre in Figlia” i bassanesi, a quanto pare, hanno già reagito positivamente.
E' quanto sottolinea l'assessore Cunico: “Come Comune abbiamo dato il maggior supporto possibile dal punto di vista logistico e organizzativo. E la città ha risposto bene, i cittadini e i commercianti ci stanno dando fiducia.”
E ci sarà anche, su impulso sempre dell'Amministrazione, la fiction-movida: la chiusura forzata di alcuni settori di centro storico sarà compensata alla sera, al termine delle riprese, da “feste allargate al Vintage Festival”, in stile d'epoca, sfruttando lo scenario della piazza ambientata negli anni '50 e '60.
Non c'è solo piazza Libertà nelle scene in esterno in cui si dipanerà la storia, col coinvogimento, oltre al cast degli attori, di circa 700 comparse: tra le varie location urbane, alcune delle quali saranno scelte dal regista anche in corso d'opera, vi saranno piazzotto Montevecchio, vicolo Callegherie Vecchie, via Pusterla con relativa spiaggetta e la riva del Brenta dei Cappuccini in quartiere Margnan.
E siccome Bassano senza il Ponte è come una notte senza stelle, non mancherà di comparire sul video anche il nostro adorato, glorificato e malandato Ponte Vecchio ovvero Ponte degli Alpini. Che sarà puntato dalle cineprese della fiction proprio in contemporanea con la già prevista rimozione della massicciata in vista del restauro. Il Comune farà in modo che l'intervento sulla struttura del monumento sia il meno evidente possibile: al resto - per far apparire il Ponte “integro” al pubblico televisivo - ci penseranno i maestri dell'inquadratura.
“Una parte della politica - sottolinea nell'occasione un insolitamente pimpante assessore Cunico - ci dipinge come una città vecchia, brutta, sporca e amministrata male. Noi portiamo a casa una fiction di punta di RaiUno, che conferma che la città è viva, fa voglia ed è attrattiva.”
“La città intera ha risposto molto bene - gli fa eco l'assessore Ciccotti -. Tutti sono disposti a fare un sacrificio per una operazione che dà un ritorno di immagine non indifferente. E' l'occasione per attirare un turismo “nuovo” a Bassano. Abbiamo fatto delle indagini di mercato che confermano il boom dei turismo laddove si è realizzato un film e soprattutto una fiction.”
Luca Bitterlin - il dirigente della BiBi Film, la casa di produzione che sta per portare a Bassano una troupe composta da una sessantina di persone - esordisce con i ringraziamenti a chi ha principalmente collaborato all'organizzazione dell'impresa televisiva: Comune, Vicenza Film Commission, Confcommercio Bassano.
Ma poi esprime esplicitamente un ringraziamento speciale “alle tre aziende, Brunello, Poli e Schiavo, per la scelta di dare disponibilità di una location corrispondente all'ambientazione di una storia che non ha nessuna relazione con fatti accaduti o con famiglie esistenti. In queste aziende abbiamo trovato un'ospitalità generosa e disinteressata.”

Te la do io la location

“Ciò che stava a cuore delle sceneggiatrici, tutte donne - precisa ulteriormente Bitterlin - è raccontare come si sia evoluto il ruolo della donna nella società, affiancato dal modo di vedere come si sia evoluto il modo di produrre un bene radicato nel territorio, dal dopoguerra fino al boom e al post-boom economico.”
“La famiglia protagonista della vicenda, come tutte le famiglie - spiega ancora il direttore generale di BiBi Film - attraversa gli alti e bassi della vita, dal boom alla crisi aziendale. Alla fine le tre figlie prendono in mano le sorti dell'azienda e la portano avanti fino agli anni '80. Si tratta di donne che elaborano il loro ruolo all'interno della famiglia e della società. Noi cercavamo una location che fosse la culla della nostra storia.”
E la “culla” altro non è che la “distilleria di famiglia a Bassano del Grappa” che farà da sfondo alle vicissitudini dei protagonisti e i cui set - in cui vengono ricostruiti impianti e sistemi di distillazione corrispondenti alle epoche raccontate - saranno ricavati negli ambienti delle tre distillerie presenti alla conferenza stampa.
E Nardini? Per la più vecchia e storica distilleria italiana - che solo nei giorni scorsi, come noto, ha detto “sì” alla collaborazione con la produzione “dopo aver approfondito alcuni aspetti della sceneggiatura assieme al produttore Angelo Barbagallo” - ci sarà comunque spazio per la ripresa di una scena.
La quale - come anticipato nel nostro articolo di ieri da Roberto Astuni e confermato oggi dall'assessore Cunico - sarà ambientata “nella mescita dell'azienda sul Ponte Vecchio”.
Dal canto suo, il presidente degli Albergatori Roberto Astuni - a nome di Vicenza Film Commission - ripercorre velocemente la storia dei rapporti intessuti con la produzione ribadendo i concetti già espressi nella nostra intervista di ieri: massima collaborazione fra tutti e sin da subito, mediazione con la Regione Veneto per l'erogazione di un contributo, affiancamento costante al location manager, sconti e condizioni di favore per la troupe da parte degli alberghi cittadini, sinergia tra Pubblico e Privato per la buona riuscita dell'organizzazione.
“Dopo aver visto le garanzie di professionalità della casa produttrice - dichiara Nico Cattarin a nome dei commercianti - la categoria ha accettato di buon grado i sacrifici che saranno imposti dalle riprese in un momento sensibile per l'economia.”
E' proprio vero: mamma Rai è sempre mamma Rai.

E concludiamo col rasentin

E concludiamo col rasentin: e cioè con la testimonianza finale delle tre distillerie protagoniste dell'avventura-Tv.
La cosa bella è che nessuna delle tre ha la sede produttiva a Bassano né - ovviamente - comparirà sul video con il proprio nome, unite e “mescolate” come saranno in un'unica distilleria di fantasia collocata dalla sceneggiatura nella città di Bassano del Grappa. Ma i titolari delle tre aziende sono felici come una Pasqua. E ne hanno ben donde: per ciascuno di loro si tratta comunque di un'operazione di immagine da apporre sul petto come una medaglia.
Sia Jacopo Poli che Paolo Brunello che Marco Schiavo, i quali hanno letto la sceneggiatura, parlano di “analogie” tra la vicenda raccontata nella fiction e alcuni aspetti della loro reale vita familiare e aziendale.
Poli si dice addirittura “profondamente coinvolto dal punto di vista emotivo”.
E aggiunge: “E' tempo che la grappa restituisca alla città quello che la città, in tutti questi anni, ha saputo dare alla grappa.”
Brunello - la cui distilleria è la seconda più antica in Italia dopo Nardini - accosta la storia della fiction a un “romanzo poliziesco” (“La Testa e la Coda”) edito proprio dalla sua azienda, ambientato in una antica distilleria di grappa e scritto da Enrico Pandiani nella forma di un “giallo familiare”. “La nostra azienda - rivela inoltre - è nata proprio grazie a una donna, la prima donna in Italia a condurre una distilleria ai primi del '900.” Onore e gloria quindi a nonna Maria Teresa Marzari, poi sposata col nonno Giovanni Brunello, antesignana delle produttrici di grappa che vedremo in Tv.
“Le donne, anche se dietro le quinte - concorda Marco Schiavo -, hanno sempre avuto un potere decisionale in azienda. E' bello fare squadra tutti assieme per mettere in risalto questo Nordest che è stato sempre martoriato nell'immagine, mentre come altre parti d'Italia dà grande spazio alla sensibilità familiare.”
Collaborare alla fiction, per le tre distillerie, non sarà però una passeggiata. Sarà anzi un sacrificio non indifferente. In concomitanza con le riprese, la normale produzione resterà obbligatoriamente ferma. In più alcune porzioni dei rispettivi stabilimenti saranno letteralmente “stravolte” dalle riambientazioni d'antan. “Nella mia distilleria - spiega ancora Brunello - è stato riprodotto un impianto d'epoca, con il fuoco dal vivo sotto la boule. Sarà usata la caldaietta della nonna a fuoco diretto.”
Ma è un gioco che, a quanto pare, vale la candela.
Anche e soprattutto in prospettiva della grande audience che si avvicinerà al mondo della grappa e della città che, volenti o nolenti, è associata all'immaginario collettivo del distillato. E non solo in Italia: dopo la trasmissione l'anno prossimo su RaiUno, la fiction ambisce infatti ad essere venduta sui mercati televisivi all'estero, come rimarca Luca Bitterlin, “per portare nel mondo le immagini della città e delle aziende che ci ospitano”.
“Noi siamo come un circo - afferma il dirigente della casa di produzione -. Immaginatevi 60 persone in giro per la città, coi camion eccetera. Gireremo dal 21 settembre e rimarremo per cinque settimane e mezza, fino ai primi di novembre. Romperemo le scatole a tutti: la nostra è una presenza rispettosa, ma invadente. Ci saranno momenti difficili, ma sono sicuro che questa serie piacerà ai bassanesi.”
“E' un film d'epoca - conclude Bitterlin -. Va girato in silenzio, senza gru e antenne in vista, cantieri in opera, cartelli e segnali moderni. Chiediamo all'Amministrazione e ai cittadini di avere pazienza. Speriamo di dargli una bella storia.”