Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 01-08-2013 20:24
in Attualità | Visto 2.280 volte
 

Impianto di cremazione: “Rendere trasparente il percorso che ha portato alla delibera”

Forno crematorio al cimitero di Angarano: il Consiglio di Quartiere comunica al sindaco la propria “perplessità e contrarietà” al discusso progetto. “Il dialogo con la sua Amministrazione è mancato, non per nostra responsabilità”

Impianto di cremazione: “Rendere trasparente il percorso che ha portato alla delibera”

Il cimitero di Angarano (foto: archivio Bassanonet)

“Perplessità e contrarietà” sulla realizzazione dell'impianto, sul mancato dialogo con l'Amministrazione comunale, sull'intero iter che ha portato alla delibera approvata dal Comune: è quanto emerge dalla comunicazione trasmessa dal Consiglio di Quartiere Angarano al sindaco Stefano Cimatti e all'assessore ai Lavori Pubblici Dario Bernardi in merito al progetto dell'impianto di cremazione previsto nell'area del cimitero di Angarano.
Una lettera nella quale i rappresentanti del quartiere in Destra Brenta puntano il dito sui più diversi aspetti del complesso progetto che attendono ancora di avere una risposta.
Riportiamo di seguito integralmente la comunicazione trasmessa agli amministratori comunali dal Consiglio di Quartiere, a firma del presidente di quartiere Angarano Sandro Pizzato:

COMUNICAZIONE

Al Sig. SINDACO Dott. Stefano Cimatti
All'assessore ai Lavori Pubblici Dott. Dario Bernardi
Comune di Bassano del Grappa
E p.c. ai mezzi di comunicazione

OGGETTO: Impianto di cremazione presso cimitero di Angarano.

Gent. Sindaco, gent. Assessore,

Sono venuto a conoscenza del fatto che con Determina dirigenziale 965 del 15 luglio 2013 si è provveduto alla nomina della Commissione per l’aggiudicazione della gara per la realizzazione del forno di cremazione presso il Cimitero di Angarano. Contestualmente ho letto dai mezzi di stampa che al Bando si è presentata una sola ditta a cui l’opera sarà affidata, nonostante le osservazioni del Consiglio di quartiere che Le sono state inviate in data 24/06/2013 e il deposito di 700 firme di residenti raccolte da un Movimento cittadino contrarie alla realizzazione dell’opera presso il cimitero di Angarano. Probabilmente queste firme sarebbero state molte di più se la raccolta fosse stata organizzata in collaborazione con il Consiglio di Quartiere, ma abbiamo preferito, vista la nostra natura apartitica, di non appoggiare iniziative di singoli gruppi politici, ma di ricercare un dialogo diretto con la sua Amministrazione.
Devo dire che questo dialogo è mancato, non per nostra responsabilità.
La realizzazione di questo forno è stata annunciata con interventi spot dall’assessore Bernardi (incontro realizzato a marzo 2013 su nostra richiesta per valutare lo stato degli interventi pubblici nel quartiere Angarano e successivo incontro con i Presidenti dei Quartieri cittadini tenutosi presso la sede del Comune per presentare le opere pubbliche proposte dall’Amministrazione). Le reali problematiche legate alla realizzazione dell’opera si sono potute capire fino in fondo solamente durante l’Assemblea di Quartiere che si è svolta il 12 giugno 2013 su nostra iniziativa.
Noto che l’iter per la realizzazione dell’opera è partito con la delibera della Giunta comunale 222 del 04-09-2012. Non mi risulta che siano stati preventivamente consultati né i cittadini, né i Consigli di quartiere, né il Consiglio Comunale. Almeno in questa fase sarebbe importante per noi cittadini capire cosa ne pensano dell’opera i nostri rappresentanti politici (consiglieri comunali, rappresentanti di partiti e movimenti) anche in vista delle elezioni previste per il prossimo anno.
Al di là dei pregiudizi e dei luoghi comuni che ho sentito da diversi residenti, interpretando la volontà dei cittadini bassanesi, che sono sicuro vanno al di là del Quartiere Angarano, Le manifesto ancora una volta la mia perplessità e contrarietà alla realizzazione dell’impianto presso il cimitero di Angarano.
Ribadisco che come Consiglio di quartiere siamo tutti favorevoli alla realizzazione di un impianto di cremazione, qualora sia stata rilevata la sua necessità nel nostro territorio, ma riteniamo che per la sua collocazione vada ricercato un altro sito magari in zone con minore densità abitativa e non sottoposte a vincoli paesaggistici e ambientali. Presumo che alla ditta partecipante alla gara poco importi la localizzazione, anzi che possa preferire una zona più facile da raggiungere e che non richieda adeguamenti dal punto di vista dei servizi.
Personalmente sono molto perplesso dal fatto che, a confine con il Cimitero di Angarano, sia stato difficile per la sua amministrazione autorizzare la realizzazione del campo da golf che, in concessione di qualche piccolo ampliamento edilizio, valorizza l’area verde esistente e contemporaneamente, a confine dell’area, la sua Amministrazione abbia pensato di realizzare una struttura all’interno del cimitero con due forni, sala del commiato ecc…
L’ass. Bernardi ha ribadito che questo è l’unico sito possibile, ma il Cimitero è stato ampliato per sepolture a terra e poi riconvertito. La stessa cosa non può essere fatta in altri luoghi nel territorio di Bassano o altri comuni limitrofi interessati? Anzi, rivisitando la sequenza delle opere realizzate presso il Cimitero di Angarano (allargamento, parcheggio, spazi interni utilizzati) viene da chiedersi se l’idea di riconversione degli spazi per il forno crematorio non abbia guidato fin da subito il progetto dell’opera, fatto ben più grave perché allora gli spazi per un confronto con la cittadinanza sarebbero stati molteplici e non solo un’Assemblea da noi organizzata a ridosso della scadenza del Bando di Gara.
A questo punto sarebbe necessario rendere trasparente tutto il percorso che ha portato alla delibera della Giunta 222/2012. Da quanto tempo si discute di questa proposta? In che sedi è stata determinata la necessità di un forno crematorio nel territorio da Bassano? Da chi è nata l’idea? Quali valutazioni e accordi preliminari hanno determinata questa scelta e la sua collocazione territoriale?
Le chiedo pertanto di riconsiderare:
- la particolarità dell’area
- l’impatto sulla viabilità della zona già fortemente compromessa
- i costi per i cittadini per l’adeguamento dell’impiantistica (pareri Etra e Italgas)
- i rischi derivanti dall'affidamento a privati di un impianto che funzionerà a pieno ritmo e brucerà metalli di ogni tipo in prossimità del Centro storico.

ComunicandoLe che questo Consiglio intende organizzare per fine settembre/primi di ottobre un incontro pubblico specifico sulla tematica della realizzazione del forno di cremazione, mi auguro che esistano ancora spazi per una riflessione e per l’individuazione di soluzioni alternative.
La ringrazio per l’attenzione, resto in attesa di una sua risposta e le porgo cordiali saluti.

A nome del Consiglio di Quartiere
Il Presidente Sandro Pizzato

Bassano del Grappa, 19/07/2013